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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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genovesato, sieche andö a vuoto ognimacchinuzionc contrario. Mn tre mini (lopo(4450), essendo stato accolto in duca diMilano, Francesco Sforza , i Pontremoiesinon ebbero piü motivo di temere, moltopiü che Nicodemo Trincodini da Pontre-moli, cra divenuto il ben affetto di quelduca che Io destinö suo ambasciatore avarj potentati d’Italia e di Germania , nellaquäl carriera diplomalica si rese cotantobenemerito, che dal duca Galeazzo MariaSforza , figlio e successore del precedente,fu nominato suo ambasciatore a Koma,nel tempo in cui quel duca con la du-ehessa Bona sua consorte, passava per Pon-tremoli con numerosa corte per recarsi aFirenze a ricevere feste grandiose da Lo-renzo de’Medici e dalla signoria.

Nell’anno 4476 mancato ai vivi il ducaprenominato, regnö a nome del figlio an-cora minore, Gio. Galeazzo Maria , la suamadre duchessa Bona, durante la quäleminorilä i conti del Fiesco essendosi ri-conciliati col capitano di Ventura RobertoS. Severino, si recarono con ln sna com-pagnin ad assediare Pontremoli, senza peröottenere il loro intento.

In questo mezzo per i maneggi di Lo-dovico Sforza, detto il Moro, zio del pu-pillo duca, sottentrö egli, invece di Bonasua madre, alla curn e direzione del ducasignore dello Stato di Milano.

Frattanto essendo riescita n vnoto latentata congiura de’Pazzi , Lodovico ilMoro corse con le sue genti per la viadi Pontremoli in soccorso della Rep. Fio-rentina investita da due eserciti riunili diFerdinando, re di Napoli e del pont. Si-sto IV. Terminata perö cotesta guerra nel4 480, pochi anni dopo si accese in Ituliaun piü vasto e piü fatale incendio cagio-nato dall’ambizioso Lodovico Sforza , ilquäle per innalzare sö slesso e la suaprole, crede necessario l’abbassamento delre Alfonso II, figlio del fu Ferdinando diNapoli e suocero del duca Gio. GaleazzoMaria , suo nipote.

Io non ripeterö i danni che l’Itaüa ingenerale e Pontremoli in particolnre eb-bero a risenlire dalla discesa del re fran-cesc Carlo VIII , e dal ripetuto passaggiodi costä del suo numeroso esercito; dirösolnmente che in quel frattempo Lodovicoil Moro (anno 4497), divenuto esso slessoduca di Milano per la morte propinntndel nipote, nominö per connnissario diPontremoli mess. Anguissola <li Piacenza ,cui succcde nel 4500 il conte Pier Fran-cesco Noceti.

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Mn in queli’anno stesso 1500, LodovicoSforza rimasto prigioniero de’ Francesi alla battnglia di Novara , fu privato ditutti gli Stati male acquistati, ed inclusivedi Pontremoli, La quäl terra fu tenutadal re di Franeia a nome di cui vennenel 4503 a governnrla un Gio. GaleazzoPallavicini sua vita durante, il quäle ve-nuto a morte nel 4520, il governo del redi Franeia tornö al possesso di Pontre-moli , fluche quel re Io concede al conteGio. Francesco Noceti alle condizioni me-desime che l’aveva accordato a Gio. Ga-leazzo Pallavicini.

Poco peraltro questo nuovo signore potegodere il possesso di Pontremoli, tostoche il re di Franeia abbandonato dallafortuna col suo esercito vinto in Milano dalle truppe di Carlo V , i Pontremoiesisi elessero in nuovo loro signore France-sco II Sforza, figlio di Lodovico il Moro ,e nel 4525 dopo la sconfitta de’Francesin Pavin, e la prigionia del loro re Fran-cesco I fatta da Carlo V , i Noceti, chepoco innanzi assistiti dai Fieschi eranotornati al dominio di Pontremoli, abban-donarono il paese, ed il castello stesso diPiagnaro posei'o in potere di quegli nbi-tanti.

La vittoria di Pavia avendo reso Car-lo V padrone di Milaino 6 di tutto il suoducato, anche i Pontremoiesi dovetteroriconoscere in loro sovrano Cesare, cuiprestarono giuramento di obbedienza neiprimi giorni dell’anno 4526, quando essiaccolsero come amiche Ie truppe spagnuole,ai di cui comandanti furono consegnatein guardia la torre di Cacciaguerra, nonpotendo far lo stesso del castel di Pia-gnaro per es*er presidiato dalle genti delduca Francesco II Sforza , finchö nel 4527quel castellano lo consegnö al genoveseSinibaldo del Fiesco; il quäle l’anno ap-presso riesci ad ottenere in feudo per see per i suoi figli e successori, medianteun diploma del di 8 ottobre 4528, la terradi Pontremoli con tutto il suo distretto.Ma la congiura de’Fieschi in Genova ina-spri talmente i Pontremoiesi contro il lorosignore, che nel gennajo del 1547, si ri-bellarono al conte Sinibaldo, ed ncclama-rono un^altra volta in loro sovrano di-retto 1’ imp. Carlo V , che nello stessoniese incaricö il suo governatore di Mi-lano a far prendere possesso del territoriodi Pontremoli, dove fu inviato un nuovogovernatore, o dove l’anno nppresso fuarrestato il march. Giulio Cybo di Masnaaccusato di far risorgere la fazione dei