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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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di Cumnldoli e G migi. a lev. di Monte-

Mignnjo.

Le imira raslellane di questa terra conle vcstigiu di baluardi e di torri ehe !adipendevano si credono falte in originedal eoiite Guido Novello, dopo ia vittoriariportata coi Sanesi a Montaperto (1280).Esse girano due terzi di miglio, con 4porte, una delle qnali, detta degli Alber-ghieri, esisteva quaiche anno innanzi labattnglia di Montaperto,

Keila parte piü elevata del paese, esistetuttora in inezzo ad un gran pruto il pa-lazzo meriato de’conti Gtiidi , ii di cuidisegno rammenta 1’ outore del palazsoVecchio di Firenze o piuttosto del Fisco.

Esso fu innalzato dal conte Simone, fra-lello del conte Guido Novello, dopo chequesti nel 4274, si ridusse a parte guelfa,comeechfe nel 4290 fosse arsa la rocca edil palagio dai Fiorentini per l'antico odioportato a! conte Guido Novello pei maiiportamenti da !ui ricevuti quando fu vi-cario per il re Mnnfredi n Fireuze. —(Ammir., Stör. Fior., Libr. 111.)

Rispetto olla scala esistente nel corliledi que! palagio e che molti crederono operatli Arnolfo, essa fu eseguita per ordinedella Rep. Fior, nel 4546 dall’ avchitetloJacopo di Baidassarc Turiani, quando giada gran tempo erano stati espulsi da Poppi e da tutto il Cnsentino i conti Guidi,

In Poppi fu traslocata sul principio delsecolo XIII, la badia de’Vallombrosani diS. Fedele di Strumi, tostochS nel lugliodel 4253 il conte Simone di Poppi, nssi-ste in detta chiesa oll’elezione dell’abate,cui fu nel 5 giugno de! 4305, dal ve-scovo Bandino di Arezzo , accordato aipopoli della sua diocesi, indulgenze neigiorni feslivi della Beata Vergine, di SanFedele, di S. Giovanni Evangelista e diS. Michele, titolari de’quattro altari alloraivi esistenti. Ma in spguito di nuova edi-ficazione ed ampliuzione di questo tempio,il numero degli altari fu mnncntuto e lachiesa fatta parrocchiale.

Ignorasi ancora quando iticominciö afigurore il castel di Poppi , tostoche il do-cumento superstite in cui si rammentaforse ln prima volla, consiste in una scrit-tura del 4 8maggio dell’anno 4409, rogatanel castel di Poppi nel Casentino, esistentencW’Arch. Dipl. Fior., fra le carte diquelia badia.

A quäle poi di tonti conti Guidi, l’imp,Arrigo VI dirigesse nel 4191, il diplomadi sopra citato, e fucile rilevarlo da quantofu scritto all’Art. Modigliana e da quantosono per oggiungere.

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Tostoche il fondatore della badia diS. Fedele in Strumi, poscia traslatata inPoppi , fu un conte Teudegriino II, natodal conte Guido I e nipote della contessaIngolrada di Modigliana ; che dal conte Teu-degrimo II e dal In contessa Willn nacqueil 980 il conte Guido II di Buttifolie;che dal conte Guido II e dnlla contessaImildn , nacque dopo il 4017 , il conteGuido Guerra I, figlio adottivo della mar-chesa Matilde; che dal conte Guido Guer-ra I e dnlla contessa Eniilia, nacqueroverso il 4410, il conte Guerra II e lacontessa Soglia, il primo de’ quali fu pa-dre del conte Guido Guerra III, maritodella bella Gualdrada, e la seconda finodel 4134, era la badessa di Poppiena, poidelle monache Camaldolensi di Prato vec-chio. — Y. Prato vecchio.

In quello stesso Art. di Modiguaxa fudetto, che al principio del secolo Xül,molti scrittori fidandosi di quanto scrisseGio. Villani ( Cronica, Libr. 1\ Cop. 37),rispetto al falso aueddoto della bellaGualdrada. fanciulia fiorcntina nnta damess, Bellincion Berti, «neddoto che fececredere accaduto in Firenze nel tempiodi S. Ilepara ta, quando vvi passö Ottone IV (cioe nel 4209), e da avv'ertire che la con-tessa Gualdrada, era gin tnoglie del dettoconte Guido Guerrai, afmetlO fino dal 4ISO,vale a di re, 29 annl innanzi che capitassein Firenze l’imp. Ottone IV . — V. Pie-traeitta di Sm nel Yut-d’Arno caseu-tinese.

Dondeehe nulla osta a credere che sianonali dalla stessa contessa cinque figli delconte Guido, Ruggiero, cioe, Marcovoldodi Dovadola, conte Guido Guerra di Mo-digliana e di Poppi , conte Aghinolfo diRomena e conte Teudegriino di Poreiano,in favore de’quali fece nna donazione nel4216 il loro zio conte Pietro Traversari.— V, Dovadola.

Contro un di cui nipote gucifo, figliodella contessa Beatrice di Capraja e delconte Marcovaldo di Dovadola, fulminödue terzine i! ghihellino Alighieri nelCanto XVI del suo Inferno.

Quindi per la morte accaduta nel 4249senza proie del conte Ruggieri, uno de’5figli del conte Guido e della contessaGualdrada, fu futta nuova divisioue dibeni fra i 4 fratelli superstiti , sicchö ilcastel di Poppi con la eontea di Battifolle,toccö ai figli del conte Guido Guerra edella contessa Giovanna, de’marchesi Pul-lavicini, i due fratelli Guido Novello e Si-mone, ai quali l’imp. Federigo II, rilasciö