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un atto .di donaztone del 30 otlobre 1326,fatla in Firenze nel popolo di S. Felicita,da mess. Leone del fu Tuccio Guicciardinial suo fratello Lotto. della metä di uii’a-bitazione posta nel popolo (in via dettaoggi de’ Guicciardini) e della porzione alui spe.ttante del castel di Poppi -ano, nelpopolo di S. Biagio a Poppiano.
La pari - , de’SS. Biagio e Niccolö aPoppiano nel -1845, contava 404 popolani.
POPPIENA nel Val-d’Arno casentinese,— Cas. con ch. pari'., giä prioi'ato abba-Biale (S. Maria), nel piviere di Stia, Com,,Ginr. e appena un quarto di migl, a scir.di Pratoveccliio, Dioc. di Fiesoie, Comp,di Arezzo .
Risiede aila base occidentale del poggiodi Ragginopnli, presso la ripa destra deltorr. Fiumicello , fra la strada rolabileehe staccasi dal Porto, giä detto dell’Opera,per salire a Camaldoli, e lungo l’altra viarolabile che viene da Stia, per congiun-gersi all’alträ provinciale casentinese, frail Ponte e Campaldinö alla destra del-l’Arno . — V. PiuTOVEccmo.
Anticamente- dal parroco di Poppienadipendeya la- popoiaziöne di Pratovecchio ,innanzi che vi fosse erelta la parrocchiaottuale.
La cura di S. Maria n Poppiena' nel4845, contava 330 abit,
POPULONIÄ nella Marentma Masseta-na. — CastelIo con eh. parr. (S. Croce),nella Com., Giur. e circa tre migl. amaestr. di Piombino , Dioc. di Massa Ma-rittima, giä di Populoniä , Comp. di Gros-selo.
Risiede sulla cima settentr. del promon-torio di Piombino, ossia di Populoniä , di-rimpetto all’Isöla dell’Elba , ; dalla quäle distaappena 15 migl. a Cavaliere del suo porto,oggi detto Porto Baratto, fra il gr. 28"9’ 2”iongit. e 42° 59’ 3” di latit., 20 migliacirca a grec. di Portb-Ferrajo, 26 a pon.di Massa Murittima, 40 migl. a ostfo diLivorno, 45 a lib. di Volterra e circa• altreltante a maestro di Grosseto .
Non parlerö dell’istoria di Populoniä ,dopo overne dato un sügoso sunto ne’suoiviaggi il benemerito Giovanni TargioniTozzetti , il quäle riportando un passo diServio Mauro. il primo chiosatore di Vir-gilio, aggiunge, che ai tempi di Servio (nel.secolo IV dell’E. V.), alcuni tuttoraopinano che Populoniä fosse statt» unadellc 12 Lucumonie delPEtruria, fondatadai popoli della Corsica, mentre altri as-serivano eite cotesti Corsi furolio espulsida Populoniä dai Volterran'
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Comunque sie, s'ignora tuttora quand»ed in quäl modo la cittä e porto di Po“pulonia cadesse in potere de’Romani, quelloehe sappiamo di certo e che all’ etä diStrabone , che la visitö negli Ultimi annidell'impero di Augusto , la cittä di Popu-loniaera quasi disfatta e di abitatori vuota,con poche case ed una specola, dalla quälesi poteva osservare il passaggio de’tonni,La quäle specola sembra che esistesse «li-ehe quattro secoli dopo, tosto che essa fuvista e rannnentata da Rutilio Numazianonel suo Itinerario mariltimo, e probabil-mente corrispondente a quello scogliosporgente dal promontorio di Populoniä verso il sottostante Porto-Baratto, deno-minato tuttora Punta della Tonnarelta.
Ai tempi perö di Rutilio, non solo nonesistevano piü dentro Populoniä i tempjtrovativi da Strabone , ma erano eziandiocadute le sue ciclopiche murn, (feile quulinon restavano che le sole vestigie, nä piüesisteva alcuno di quei tempj visti daStrabone .
Inoltre Plinio il Vecchio , rammenta leacque termali di Populoniä , ora le ncquedi Caldana, sotto Campiglia. — V. Cu,-DANA Dt CampigltA, e Io stessO naturalistaparla di una statua di Giove scolpita inuna vite esistita in Popujonia.
Non starö qui a coufutare ne RaffaelloVolterrano , ne Flavio Blondo, seguitaloda Leandro Alberti , i quali segnnno ln di-struzione di Populoniä verso 1’ anno 816dell’E. V,, accaduta da un’ ormata navale,comandata dal greco Niceta, tostoche ladistruzione ultima di Populoniä , precededi due buoni secoli quell’anno, di che neabbiamo una testimonianza sicura in unalettera diretta dal pont. S. Gregorio Ma-gno « Babbino, vescovo di Roselle , cuiraccomandö quelia diocesi desolata e queipopoli giä da qualche tempo .restali senzaparroco, che amministrasse loro i sacra-rrienti, talche Io invitava a voler consa-crare due o tre sacerdoli per istituirli inparrochi di quell’afflitta contrada messa aferro e fuoco dal duca Longobardo Gum-marit. _ V. Massa Maritttima , Dio-
cesi.
Da quell’epoca in poi Populoniä non öpiü risorta, ne ha piü ripreso fortna nedi terra nä di cittä ; e solamente perqualche altro secolo se gli conservö il ti-tolo al suo vescovo, sebbene questi nonvi risedessetil quäle finalmente trasportöla sun caltedrale in Massa Mariltima.
Leandro Alberti descrisse le rovine diPopuloniä , come furono nel secolo XV.