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piü frequentati di quel littorale, affinehei loro abitanti avessero il tempo di met-tersi in salvo.
All« riparazione di quella fortezza e dialtri luogbi intorno al porto predelto, ri-ferivasi nel 1331 una relazioue fatta allaRep. di Siena dal celebre suo architettoBaldassare Peruggi, quando questo arlistainformava i signori Nove di essersi re-eato a Port’ Ercole , e ehe al presente visi poteva riparare con una spesa mite diducati200al piü. II che non facendo subito,per essere in piü luoghi screpolate le murae alcune mal foudate, in brevissimo tempoquella fortezza sarebbe caduta in mä-re, ecc. (Gaye, Carteggio inedito di Arti-sti, vol. II.)
Cotesta visita ci rammenta un ostilescontro fatto cinqu’anni innanzi (1526) aPort’Ercole , dalle armi ponlificie. Ma piüfatali furono a questo paese ed a tulto illiltorale Sanese le flotte spagnuole, com-parse in questi passaggi al tempo della guer-ra di Siena, tnlche l’imperatore Carlo V alla paee del 1537 cede al suo figlio Fi-lippo II, re di Spagna, Orbetello, Por-t’Ercole e tutto il Mont’Argentaro, sottoil titolo di Presidii toscani; ceduti poidalla Spagna alla linea Yenuta in Napoli verso il 1736, finche rftl 1808 i Francesi venuti in Toscana , s’impossessarono ditutti cotesti presidii, che ’ritennero finoal trattato di Vienna del 1815, quandoPort’Ercole fu riunito al Granducato .
La parr. di S. Erasmo a Port’Ercole nel 1845 contava 508 abit.
PORTICCIOLA DI FIRENZE . — V.Firenze .
PORT1CO nella Valle del Montone inRoinagna. — Cast, con sovrastanle casseroo Girone, dal quäle prende il noinignolola sua cliiesa parr. (S. Maria in Girone ),capoluogo di Com. nella Giur. della Roc-ca S. Casciano, che e meno di 4 migl. alsuo greco, Dioc, di Bertinoro , Comp, diFirenze .
Trovasi sulla ripa sinistra del fi. Mon-tone, lungo la strada regia Forlivese , frail gr. 29° 25’ 4” longit. ed il gr. 44° 1’ 7”lalit., 9 migl. a üb. di Dovadola, 4 migl,a greco di S. Benedetto, 12 migl. a ostrodi Modigüana, 11 a pon. di Galeata e 6migl. a settentr. di Premilcore,
Se l’etimologia di cotesto castello sideye ad un portico ivi esistito, forse peruso di mercatale nella sua piazza, altrisaprä megüo di me rintracciarlo,
Per me la storia di Portico innanzi ilsecoloXIIsinasconde nelle tenebre, men-
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tre trovo per avventura rammenlato co-testo castello la prima volta in un di-ploma dell’imperatore Arrigo VI , concessonel 1191 al conte Guido di Modigüana ,che forse da qualche tempo innanzi lopossedeva.
. Nelle divise seguite nel 1229 fraiquat-tro figli superstiti del detto conte Guidoe della contessa Gualdrada, il cast, e cortedi Portico toccö al conte Marcovaldo diDovadola, dalla cuiconsorte contessa Bea-trice di Capraja nacquero due figli, ilconte Ruggeri ed il conte Guido Guerra.Cotesti due fratelli con alto del 4 aprile1263 fecero nuove divisioni e permutacon un loro cugino, il conte Guido figliodel fu conte Aghinolfo di Romena, com-presi i diritti che quei conti ritenevanoin comune nei castelli di Portico e dellaRoccu. Finalmente una terza divisioneebbe luogo nel 1289 fra il conte GuidoNovelle di Modigüana ed il conte GuidoSalvatico suo cugino di Dovadola. In gra-zia della quäle restarono al conte GuidoSalvatico liberi da ogni altra consorieriai castelli e vassalli di Dovadola e di Por-tico e loro giui isdizione.
Awenne perö nel 1340 che un nipoledi detto C. Guido Salvatico, col C. Mar-covaldo nato dal contee Ruggieri di deitoGuido Salvatico, inaechinando insiemecon altre famiglie grandi di Firenze , Bal-di e Frescobaldi di sovvertire l’ordine go-vernativo di essa citta, a punizione fudalla Repubbüca tolto al conte Marco-valdo il castello di Portico, i di cui abi-tanti per atto pübblico del 6 dicembre1341 dovettero giurare ubbidienza alla Si-gnoria fiorentina.
Succeduto alla morte del conte Marco-valdo un di lui fratello di nome France-sco, questi si maneggiö con gli amici cheaveva in Portico per distaccare quellegenti dalla dipendenza della Rep. Fior.
Frattanto il conte Francesco di Dova-dola si collegö con gli Ordelaffi di Forli ,nel 1352 tentö di mettere in campo con-tro la Signoria alcune ragioni per averecon le buone il castello e giurisdizione diPortico, ma la Signoria rispose con l’in-vio costä di 300 lance, cui inoltre nel1376 aggiunse altri 600 pedoni coman-dati dallo storico Marchionne di CoppoStefani , siccome egli raccontö in quellestorie. (P, Ildefonso , Delizie degli eru-diti toscani ,)
Ma per quanto quei soldati assediasseroil detto conte Francesco nella sua torredi Dovadola, non lo poterono avere, slan-