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te che per cagione delle nevi, dovetleroin queil’anno abbandonar l’assedio, che furipreso nell’anno successivo da altro citta-dino fiorentino , Buono di Taddeo Strada,il quäle con altre milizie conlinuö finchenel settembre di detto anno fu firmata Iapace fra il legato Pontificio , gli Ordelaffied il conte Francesco di Dovadola dauna parte e la Rep. Fior, dall’altra (itii).
Non corsero perö molti anni, aliorchesottentrato al doniinio di Dovadola e suagiurisdizione un conte Malatesta, ligliodel sunnominato conte Francesco, dopoessersi staccato dal legato pontificio edagii Ordelaffi, si uni alla lega guelfa diBologna , e si mantenne fedele alla Rep.Fior. fino al punto di consegnare nel 4405alle sue truppe tutti i suoi castellidiRo-magna. Lo stesso sisteraa fu tenuto dalsuo figlio conte Giovanni, il quäle nel4424 rinunziö a favore fiella Signoria ilsuo castello di Montevecchio.
E comecche la Rep, Fior. nellaguerraaccesa nel 4424 in Romagna , fra essa edil duca Filippo Maria Visconti di Milano ,perdesse anche il cast. di Porlico, li cuiabitanti furono messi a sacco dalle solda-tesche milanesi, ben presto cotesto paesetornö sotto al dominio di Firenze .
Finalmente dopo la vittoria di Anghiari del giugno 4440 gli uomini di Porticoconfermarono la loro sottomissione allaRep. Fior. con atto pubblico del 24 otto-bre di detto anno; e da quell’epoca in poiniun fatlo d’armi o di rivolta accadde incotesta contrada onde alienare quei po-poli dall’obbedienza al governo fiorentino ;e fu costä dove sulla fine del secolo XIVebbe i natoli l’eruditissimo abate camal-dolense Ambrogio Traversari , famiglia tut-tora distinta ed esistente in Portico, edalla Rocca S. Casciano, dove si trovanoil suo cancelliere comunitativo, il suoin-gegnere di circondario, il suo uffizio diesazione del registro ed il tribunale dipriina istanza; la conservazione delle ipo-teche e in Modiglinna.
Comunita’ di Portico. — Il territoriodi questa Comunita occupa una superfi-cie di 48089. 06 quadr. s pari a migl. 22.53, dai quali quadr. sono da detrarrequadr. 394, 97. presi da corsi d’acqua eda strade., dove nel 4845 fu trovata unarendita imponibiie di lire 35,428, 48, conabit, 2075 a proporzione di quasi 95 in-dividui per ogni miglio quadr. di suoloimponibile.
Confina con il territorio di cinque co-munitä tutte del Granducato. Dalla parte
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di ostro e di libeccio tocca il territorioin gran parte trunsappennino della Com-munitä di S. Godenso, a partire dalle piüalte sorgenti del torr. Troncalosso o del-VAbelo , presso il fine della Falterona si-no allo schienale dell’Alpe di S. Bene-detto, donde ha origine I ’Acquacheta diDante. Costi piegando da Iib. a pon.sot-i tentra il territorio comunitativo di Mar-; radi, col quäle scorre il crine dell’Appen-I nino, detto il monte del Sasso Bianca,finche piegando da pon. a maestr. costeg-gia col territorio della Com. Tredozio ; ei finalmente varcando lo sprone dell’Appen-| nino che separa la Yalle del Montone! dalla Vallecola del Tramazzo o di Tre-| dozio, trova dirimpetto a settentr. la Com.
| della Rocca S. Casciano, con la quäle at-j traversa il Montone e la sua valle per en-j trare in quella del Rabbi, che trova alsuo lev. con la Com. di Premilcore, coni Ia quäle si accompagna per il crine dei' poggi frapposti tra il Montone edil Rabbi,
\ verso scir. per ritornare sulla sommitädella Falterona, dove ritrova a ostro ilterritorio comunitativo di S. Godenzo.
Un solo fiume, il Montone, che nascein questo territorio du due minori tor-renti, il Troncalosso e V Acquachela, eche alla caduta di quest’ultimo prende ilnonie che porta fino a Forli , scorre inmezzo ai poggi di Portico; dove da po-chi anni sono state aperte dal governo ela grande strada regia Forlivese e le duestrade rotabili Comunitativechepartono daPortico per condurre una a lev. a Premil-core e I’ altra a maestro a Tredozio .
La struttura fisica del terreno di co-testa montuosa Comunita spetta alle roc-cie stratiformi dell’Appennino , consistentispecialmente in arenaria calcare micacea(specie di macigni) od in strati piü omeno sottili di schisto marnoso (bisciajo).
Ho detto cotesta arenaria equivaleva aduna specie di macigno, mentre questaroccia dalla parte delP Appennino voltaverso il mare Adriatico suole essere piüricca di argilla e piü scarsa di paglieltedi micca dell’aitra che costituisce l’oppo-sta faccia nella Toscana .
Sebbene poi coteste roccie si mostrinoin molti Iuoghi inclinatissimeal suolo, tro-vasi un piccolo tratto nel letto del Mon-tone fra il viil. di S. Benedetto ed ilcast.di Bocconi , dove l’inclinazione di strativaria in guisa che gli inferiori sopra iquali scorre il fiume sono quasi orizzon-tali, mentre sopra essi riposano altristrati della stessa roccia arenaria, parte