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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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PRA

cnstello o cassero di Prato, in Prato intusipso Caslello comitatus Pisloriensis la con-tessa Lavinia, vedova di un conle Alberto,e la contessa Sofia moglie di uno deiconti Alberti nato da detto contessa La-vinia.

Contnttociö farä maraviglia il sentirecome alcuni eruditi pratesi opinino nonessere stati mai i loro antenati vassalline de’conti Gnidi, ne de’conti Alberti,ne di altro quäl siasi barone imperiale,giovandosi alcuni di essi di una risposta,che suppongono data fino dal 4286 al vi-cario di San-Miniato per 1’ imperatoreRodolfo d’Absburg, allorchfe fu richiestoa quel magistrato civico il giuramento difedeltä, dicendo: Che il Comune di Prato non era della condizione degli altri Co-muni di Toscana , per che fu compero illuogo come si compera un cavallo e uncampo. — (Ardi. Com. di Prato , Diario,TV. 299).

Senonche chi scriveva cotesta favolettavisse sulla fine dei secolo XVI, vale a dire,300 anni dopo il fatto da esso senz’alcunappoggio o testimonianza dei tempo citato,

IVIerita bensi fede uno degli Ultimi pla-cili dati in Toscana dalla gran contessaMatilde, quando esercitava su questa pro-vincia 1’ autoritä marchionale, allorche nelgiugno dei 4407 ella stava all’assedio in-torno Prato , docnmento importantissimoper la storia civile e politiea, in quantoche ci scuopre che sino d’allora Prato doveva essere munito intorno e difeso dafossi e forse da mura castellane, atte asostenere un assedio, contro la gran con-tessa e contro il vescovo di Pistoja adessa assistente.

Dico che Prato nel 4407 doveva esseremunito di fossi e forse anche di muracastellane, per quanto una membrana deigennajo 4445 si dica scritta nel borgo diPrato giudicaria pistojesej in cui trattasidella vendita di un pezzo di terra postonel piviere di S. Maria a Carraja fattada un Albertino, figiio dei fu Fenzio (forsel’autore dei cardinale Niccolö da Prato .)— (dreh. Dipl. Fior. Carte della ßadiadi Passignano).

Comunque sia 6 chiaro perö che sinod’allora i Pratesi erano dalla parte dei Fio-rentini e non in guerra con questi, siccomescrisse Ricordano Malespini, che ricopiöGiovanni Villani e dietro questi molti al-tri, cioe che il Comune di Firenze fossein arme per la ribellione de’Pratesi •, chepoi il Cast, o Borgo di Prato sino d’ al-lora non fosse di tanto piccolo podere

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come ce lo fanno supporre i due storiciteste rammentati, si rileva eziandio daclö che quegli storici all'anno 4454 rac-contarono, che i Pratesi furono in gradodi far guerra ai Pistojesi a cagione de!castel di Carmignano .

I)i piü cotesto paese nel 4556 (se nonprima) era coslituito in Comunitä con isuoi statuti, i suoi pesi e misure proprie,fra le quali lo stajo a misura pratese , etrovasi ciö anche dimostrato non solodalle azioni guerresche fra i Pratesi ed iPistojesi dei 4407 e dei 4454, ma ancorada quanto si dichiara in una carta pisto-jese dei 24 febbrajo 4191, che tratta deifitto perpetuo di due pezzi di terra postiin Agliana per l’annuo canone di sei stajadi grano a stajo pratese , eccelto in que-gli anni che vi fosse guerra tra Prato ePistoja . (Loc. eil. Carte di S. Bartolommeodi Pistoja ).

Frattanto in cotesta ultima epoca gliaffari economici dei Pratesi dovevano pro-sperare, postoche quel comune emise unaprovvisione straordinaria per V imposi-zione delle nuove mura e delle porte diPrato . Alla quäl provvisione appellano di-verse membrane dei dicembre 4192, di-cembre 4493, aprile e settembre dei 4494e aprile dei 4496 esistenli nel luogo disopra citato. Pochi anni corsero dacchele mura e le porte di quel cerchio resta-rono compite, mentre fra le carte dellastessa provenienza avvene una dei 30aprile 4248 scritta in Prato fuori PortaFuja.

Finalmente si parla di una casa posladentro i muri vecchi di Prato in una cartadei di 44 aprile 4329 degli ospedali diPrato nel detto Arch. Dipl.

Ne meno importante per la storia Pra-tese mi sernbra una sentenza dei 20 ot-tobre 4242 pronunziatu in Prato dal giu-dice delle cause come delegato dei consolidi Prato , nella cura di S. Donato.

Trovo infatti che il Comune di Prato fino almeno dal secolo XII era relto daiconsoli, assistiti dai consiglieri, dai milili,dai mercanti e dai rellori delle arti. Enon fu che dopo il 4259 che i Pratesi adimitazione de’ Lucchesi sostituirono glianziani ai consoli con un numero di con-sigüeri, finche nel 4280 sostituirono aglianziani i priori delle arti cot noine diotto difensori dei popolo, uno per quar-tiere, prendendo il nome dalle otto porte,presiedute da un gonfaloniere di giustizia,siccome era stato intiodotto in Firenze da Giano della Bella.