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Rammenterö in fine un istrumento del40 gennajo 4253 nel quäle sono citati glianziani vecchi e tiuovi, il consiglio de’ 24e quello de’40 del popolo di Prato , i ret-tori delle arti ed i consiglieri de’merca-danti, i quali tutti insieme deliberaronol’assoluzione di un tale stato condannatodal potestd di Prato , eome contrario alloStatuto pratese ed al diritto delle genti.(Loc cit. Carte degli ospedali di Prato ).
Che perö in cotesto secolo Prato fossegovernato in politica dal vicario impe-riale gia Io dicemmo all’anno 1286, edora aggiungeremo un atto pubblico ro-gato in Prato li 24 dicembre 4244 colquäle il vicario imperiale di Prato , perinesser Pandolfo da Fasianelle, capitanogenerale in Toscana per l’imp. Federigo IIassolve i monaci della Badia di Vajano inVal-di-Bisenzio da un dazio di lire 40impostogli dal Comune di Prato . (Loc.cit., Carte della Badia a Ripoli).
Frattauto uno storico quasi contempo-raneo, Ricordano, scriveva nella sua StoriaFior. (Cap, 442) che l’imp, Federigo IIsino verso il 4220 fece edificare il ca *stello di Prato e la rocca di Sanminiato,
Rispetto a quest’ ultima tornerö a par-larne all’Art. Sanminiato; incombe perora far osservare che il Castello, dettoanche Palazzo dell’Imperatore in Prato ,devesi piuttosto a Federigo I avo del II,avvegnachä in varie carte pratesi del4494 e 4493, se non prima, si ricorda ilPalazzo dell’ Imperatore in Prato . (Loc.cit., Carte della Prepositura e degli ospe-dali di Prato ).
Intanto, scriveva il giovane Ammiratonel Lib. I delle Stör. Fior., conoscendo iPratesi quanto importasse loro di starbene coi Fiorentini, nel 4242 fecero pro-mettere dai loro consoli al governo diFirenze che le persone e le mercanziede’ Fiorentini non sarebbero ritenute nelloro paese e neppure nel distretto diPrato .
Appella poi all’epoca della cacciata deiGhibellini dopo la morte del re Manfrediuna carta del 7 seltembre 4269 scritta inPrato , nella quäle si promette al comunedi detta cittä nelle man! del suo potestädi pagare qualunque aggravio pubblicocome gli altri cittadini per i beni di untale stato condannato dal Consiglio delcomune di Prato nella presente cacciatade’ Ghibellini. (Loc. cit. Carte degli ospe-dali di Prato ).
Allorchö nel 4284 esercitava l’nflizio inPrato di capitano del popolo messet 1 Fre-
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sco de’ Frescobaldi di Firenze , fu edificatoquel palazzo pretorio , detto del popolo,siccome ne avvisa oltre un’iscrizione inmarmo ivi murata, un istrumento del 23dicembre 4289 rogato nel palazzo del po-polo di Prato . (Loc. cit.) Non fu giä ilFrescobaldi il primo Capitano del popolodi Prato , poiche un certificato del murzo4247 rammenta un capitano del popoloin Prato , vale a dire, due o tre anni in-nanzi che si chiainasse in Firenze daLucca il primo capitano.
Nel quäle certificato viene asserito che ilcapitano del popolo di Prato era statoesentato dal pagare le gravezze imposteda quel Comune, stante che egli godevadella protezione imperiale, siccome furonoesentati per decreto del 22 febbrajo 4247dal vicario imperiale Federigo d’Antiochia ,il clero pistojese ch’era stato iinposto diL. 300, mentre era potestä di Prato mes-ser Berlinghiero da Staggia . (Loc. cit.)
Innnnzi l’edifizio del Palazzo pretorio odel Popolo, il magistrato comunitativo diPrato teneva le sue adunanze con il Con-siglio generale nella chiesa di S, Mariain Castello, parrocchia riunita ulla chiesasua vicina di S. Maria delle Citrceri, lai-che nel 4254 fu ordinata pel Cc>mune unacampana, e questa fusa fu posta in ap-presso nella torre che resta di prospettoal Castello dell’Imperatore, eciö nel tempoche il potestä di Prato teneva la sua cu-ria nella piazza de’ Guazzalolti, presso lachiesa di S. Donato al Cantone , dovestette nei primi tempi la corte del potestä.
Nella fine del secolo XIII fu incomin-ciato in Prato il lastrico di olcune strade,e nel principio del XIV i Fiorentini te-mendo che in Prato per cagione dellanuova fazione nata in Pistoja di Bianchie ISeri accadessero novitä, indussero quelgoverno a far consegnare, siccome fu con-segnato ne! 23 luglio del 4301, ad un ca-pitano guelfo di Firenze , il Castello del-l’ Imperatore.
Frattanto siamo giunti ad una etä chePrato vanta di avere per conterraneoun sommo politico quäle fu il cardinaleNiccolö da Prato , che il pontefice Bene-detto XI nel 4304 inviö quel legato apo-stolico per conciliare fra loro i due op-posti partiti. AI che forse non riesei peravere i guelfi fiorentini scoperto in quelcardinale troppa propensione al ghibellini-smo, Quindi il furbo Machiavelli scrivevadi lui nelle Storie Fiurenline: «E perche« era di partito ghibellino aveva in animo« ripatriare i fuorusciti; e nel tentare va-