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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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Diocesi di Pr\to. __ II clero e cano-nici della preposilura di S. Stefano alBorgo Cornio in Prato giä da lungotempo bramava emanciparsi dal clero edal vescovo di Pistoja , talche io dubitavache 1’ assedio di Prato , cui nel 4407 as-sisteva col vescovo di Pistoja la march.di Toscana , contessa Matilde, traesse origi-ne da simili vertenze politico-ecclesiastiche.

Infatti che i propösti di cotesta colle-giata di buon’ ora cercassero di liberarela loro chiesa da ogni servitü e segnata-mente dall’autoritä baronale de’ conti Al-berli, siguori di Prato , lo indica una di-chiarazione ottenuta nel 25 agosto del4433 da Ildebrando pievano proposto , ilquäle impetrö dai due fratelli conti Non-tigiova Malabranca, figli del fu conte Al-berto di Prato , ch’eglino non avrebberodato licenza a chicchessia di fabbricarechiese dentro il perinaetro del suo piviere.E li stessi due fratelli quattr’ anni primaavevano venduto ailo stesso proposto Il-debrando il diritto della gora che dal Bi-senzio conduceva racqua al mulinö dellavilla di S. Lucia in Monte , con l’ oneredi recare ogni anno 21 staja di grano.(Areh. Dip. Fior. Carte della preposiluradi Prato ). _V. Ldcu (S.) in Monte,

Io, come dissi, non saprei assicurarese le prime vertenze fra i vescovi di Pi-stoja ed i proposti di Prato muovesserofino dal 4407 , so bene che i documentirelativi a tali vertenze non s’ inconlranofra le membrane di qnesta prepositurache cent’ anni dopo; fra le quaii esisteuna sentenza data nel 4207 da due ca-nonici pistojesi delegati dal pont. Inno-cenzo III, rispetto al gius-padronato dellachiesa di S. Giovanni Evangelista di Pi-stoja preteso dal capitolo di Prato , cuifinalmente fu concesso dagli arbitri indetta lite per sentenza del 47 aprile4242 (ivi).

Che poi la pieve di Prato fino d’allorafosse considerata, dopo la cattedrale , Japrima chiesa battesimale della diocesi diPistoja , lo indica una protesta del 4230fatta dal capitolo pratese al vescovo diPistoja , alfinche fosse revocato il deeretovescovile di non considerare piü la pievedi Prato la prima nella diocesi di Pistoja nella distribuzione degli olj santi e delcrisma, siccome quel vescovo ordino.

Ma le questioni fra il vescovo ed ilproposto della pieve di Prato divenneroassai piü Serie nel secolo successivo, esegnatamente negli anni 4316-48, siccomepuh vedersi in un rotolo di pergamene

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della prepositura predetta , e fra quelledel vescovato di Pistoja , esistenli nel-1' Arch. Dipl. Fior, contro Ermanno ve-scovo ed il suo vicario rispetto ai dirittie giurisdizione episcopale. Per effetto diche il clero della cattedrale di Pistoja decise che il detto vescovo avrebbe no-minato 42 ecclesiastici, i quaii avesseroeletto due deputati per recarsi a Roma ,nno a spese del comune di Pistoja el’altro a spese del clero pistojese, ad og-getto di difendere cotesta causa a onoredella cittä e chiesa di Pistoja . Come ter-minassero allora coteste vertenze non hseritto; sivvero e noto che nel 4340 ilvescovo di Pistoja diresse lettere ai suoidiocesani per esortarli a contribuire conle loro elemosine alle nuove campane dafarsi nel Campanile della pieve di Prato ,( Loc. cit.)

Pochi anni dopo per altro si dovetteroriaccendere fra i due cleri nuove discordie,siccome lo da a conoscere una protestafatta li 42 maggio del 4356 dal rappre-sentante del proposto della pieve di Prato al vescovo di Pistoja , che questi non do-veva per 1 ’ avvenire intromettersi nellagiurisdizion e ecclesiasstica della sua prepo-situra , allOgando a favore di questa col-legiata una sentenza del cons^ervatore apo-stolico. (Loc. cit.)

Anche di maggiore strepito riesce laprotesta fatta cinquant’anni dopo (8 set-tembre del 1406) dal proposto e dal sa-grestano della prepositura di Prato a Mat-teo vescovo di Pistoja , dichiarando chenon era di suo diritto mostrare al popoloin detto giorno il S. Cingolo essendoquelloun privilegio ad esso proposto riservato,E per quanto due anni dopo lo stesso ve-scovo Matteo per rogito del 7 settembre4408, fatto in Prato , dichiarasse contro ildetto proposto di avere il diritto di can-tare la messa in pontificale e di mostrareal popolo la S. Cintola; nello stesso giornoil clero di quella collegiata eiesse un sin-daco per discutere davanti al diocesano leragioni del capitolo pratese a causa digiurisdizione, (Loc, cit.)

E avvegnaebe nel 44 di detto mese disettembre 4408 il vescovo Matteo di Pi-stoja pronunziasse sentenza in contrarioai reciami del clero pratese , questi ricor-sero tosto durante lo scisma al ponteficeGregorio XII , il quäle nel di 20 settem-bre dell’anno stesso 4408 non solo an-nullö la sentenza del 44 settembre di dettovescovo , ma dichiarö la pieve di Prato esente dulla visita del diocesano.