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havvi quella comunitatlva che per il nuovoponte suH’Arno mette in comunicazionediretta Prato Vecchio con la pieve di Ro-mena, e l’altra pure nuova che per mezzomiglio rimonta la ripa sinistra del Fiu-tnicello.
Una delle montuositä principali di que-sto territorio e qtiella fra Camaidoli e laFalterona, al cosi detto Poggio Scali,donde l’Ariosto scopri il mare schiavo eil tosco, presso il Poggio Seccliietto, circa8080 piedi sopra il livello del mare, aostro del quäle Poggio esiste il poggiodel Prato al Soglio , conline settentrio-nale della macchia di Camaidoli con quellatransappennina di Strabatenza, ossia del-l’Opera , ora delle RR, possessioni, nellaCom, di Bagno in Romagna . —V. Stra-
8ATENZA.
Fra le strade poi aperte nei gioghi dicotesto nppennino per trascinare gli abeti,e che salgono dal rovescio nel territoriodi Prato Vecchio due sono le vie princi-pali, una che sale dnll’abetina di Campi-gna in Com. di Pretnilcore sino al Sodode’ Conti , dove tr'ova la Com. di PratoVecchio , nel cui territorio si dirige oper la via dettn de’Legni diretta per Ga-viferri, o per l’altra ehe guida al Casa-lino, dove entrmnbe si riuniscono allanuova strada rotabile aperta sulla ripa si-nistra del lorr. Fiumicello.
Una seconda strada per trainare gliabeti dell’antica macchia di Strabatenza,parte dalle cosi dette Lame, sul rovesciodeH’Appennino, in Com. di Bagno, sale sulpoggio Secchieito per scendere da quel-l’Appennino nel Casentino, fra la Com.di Stia e quella di Prato Vecchio , la quäleal pari della prima si dirige al piazzaledel palazzo dell’ Opera, detto il Porto diPoppiena o della Badia.
Rispetto alla natura del terreno checuopre la parte montuosa di questa Com,spetta quasi generalmente alle rocce strali-formi appenniche, consistenti specialmentein macigno ed in stratetelli di bisciajo,mentre l’angusta pianura dove risiede ilpaese di Prato Vecchio appartiene a ter-reno di alluvione recente, altamente co-perto di ciottoli, ghiaja e renischio.
ln quanto alla coltura agraria ed aiprodotti di questa contrada , oltre il le-gname ed il carbone che fornisce cotestoAppennino , e segnatamente la macchiadeli’Opera per quanto compresa neU’altroComune transappennino, la quäle e am-ministrata per conto delle RR. possessioniin una estensione quadr. di circa 18,000
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quadr., quasi 23 migl. tose, di super.; il portodi Poppiena e divenuto un vero emporio fo-restale, dove si riuniscono e vengono a de-positarsi immense travi di abete, abetine,correnti e tavole segale nella macchiastessa, trainando tutto cotesto legnameduecento paja di bovi per circa ottoniesidell’anno, guidali da un centinajo di bi-folchi, mentre altrettanti segatori e gua-statori lavorano nella macchia prenomi-nata, senza valutare i molti carbonaj im-piegati ad atlerrare i faggi per ridurli incarbone, ossia i lavoranti impiegati a farele chiuse nei luoghi dove ai faggi ub-brucciati furono Surrogatemigliaja di pian-ticelle di abeto di moscovia o di larici ,e senza dire che la massimu parte dellegrosse travi di abete s’invia dal porto aFirenze per la via di terra, sopra uncento di carri tirati ciascuno da quattroo cinque muli, talche senza timore dier-rare si puö conchiudere che ritraggonoda queste opere mezzi di vivere in tuttol’anno, circa 300 capi di famiglie, la mag-gior parte delle Comunitä di Prato Vec-chio e di Stia, e che tra mezzo secolo sipoträ vedere la sinistra costa di queli'ap-pennino fra i Bidenti rivestila di una piüfruttuosa foresta.
Tutto ciö rispetto all’ industria fore-stale che fornisce la maggiore risorsaagli abitanti di questa Comunitä e dellelimitrofe, tanto piü cara agli abitanti diPrato Vecchio , in quanto che ivie cessataogni altra industria, compresa quella chefino al cadere del secolo passalo dava la-voro a molte braccia nei tessuti di lanaerdinarj, e postoche e ben meschino iltraffico de’ montagnoli di Papiano e diLonnano compresi in questa Comunitä,rispetto ai lavori di bigonce, barili, stec-che da bigiiardo, di ombrelli, di sea-tole, pale, remi ed altri, i quali lavorifatti di faggio o di abete sogliono esi—tarsi al mercato setlimanale di Stia, ecc.
Il terreno poi ridotto a coltura e li-mitato ai poderi de’ poggi che fiancheg-giano piü da vicino I’ Arno, o che tro-vansi nelle meno ripide pendici del montedella Consuma , ed in quello che scendeda Camaidoli, dove abbondano piü comu-nemeute le selve di caslagni e le praterienaturali.
Dai poderi e dai sovrastanti castagneti, icompilatori del Calendario Gasen, per l’an-no!840, calcolarono per la Com. di PratoVecchio a un dipresso la raccolta annua.seguentc: