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esistente fino dal secolo XI ed all’ altrocontiguo di Domenicane erelto a spesodella Comunitä ncd 4367.
Non molto distante di lä irovasi unpiccolo ma decente teatro, costruito unbuon secolo addietroda quei possidenti chepresero il titolo di accademici.
II merito perö piü grande di Prato Vec-chio e quello di essere stato culla di uo-mini assai distinti, poiche sino dal seco-lo XIV nuequero costi il celebre pittoreJacopo Ammanna to, chiamato il Casen-tino, il quäle riesci un buon allievo diTaddeo Gaddi . Appartiene allo stesso se-colo il letterato casentinese Donato daPrato Vecchio, amicodel Petrarca , stimatoed onorato dal Boccaccio e piü tardi da(Jaiuccio Salutati.
Deila stessa famiglia d’Jacopo Amman-nato, era Jacopo Landini suo nipote, chefiori sul declinare del secolo XV ed ebbea contemporanei nativi di Prato Vecchio iletterati Bartolommeo dell’ universitä diPisa ed il legista Antonio Minucci daPrato Vecchio che insegnö nell’universitädi Bologna, di Padova e nello Studio diFirenze .
I compilatori del Cnlendario casentinesevi aggiunsero, al secolo XV, don BasilioNardi da Prato Vecchio , per la di cui operasorse la grandiosa villa de’Camaldolensi,la Musolea, nella Com. di Bibbiena, quellostesso che nel 4498 trovandosi abate diS. Felice in Piazza a Firenze , lasciö lamitra e la cocolla per impugnare la spa-da, onde cacciare dal Casentino le truppeveneziane che l’avevano invaso.
Finalmente nel secolo passato PraloFecchio diede alle leltere, alle scienze edalladiplomazia, l’avv. Meglioratto Maccioni,prof, celebre dell’univer, di Pisa ; e nel se-colo medesimo fiori il naturalista dottoreLuigi Tramontani, il quäle raccolse ednrdinö nella sua casa di Prato Vecchio va-rie produzioni naturali della provincia ca-sentinese.
llispetto all’organizzazione di questaComunitä del 4776 ed alle chiesedel pi-viere di Prato Vecchio , vedesi in fine al-l’Art. seguente,
Risiedono in Prato Vecchio un potestäed un cancelliere comunitativo ; il suo in-gegnere di circondario e in Poppt, dove sitrova pure Fuflizio di esazione del registro,La conservazione delle ipoteche ed il trib.di prima istanza sono in Arezzo .
Comunitä’ di Prato Vecchio . — 11 ter-ritorio di questa Com. abbraceia una su-perficie di 22,563, 93 quadr., pari a mi-
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glia 28. 44 toscane; dalla quäl soininarestano da detrarre quadr. 647. 32, percorsi d’acqua e strade; dove nel 4845 futrovata una rendita imponibile di li-re 80,849. 6, 4, ed una popolazione diabit. 4244, a proporzione di circa 454 4/2individui per ogni raigl. quadr, di suoloimponibile.
II territorio di questa Com. e spartitoin due appezzamenti staccati fra loro ,uno de’ quali rinchiuso nel territorio co-munitativo di Stia, che coslituiva in granparte il distretto della contea d’Urbech,sul fiauco meridionale del monte di Fal-terona, che Io accompagna sino alla cimadella montagna , dove arriva sul suorovescio le Com. di Premilcore a settentr.e quella di S. Godenzo a maestro.
L’ altro piü esteso appezzamento dellaCom. in discorso e quello dove risiede ileapoluogo, atlraversa quasi tulta la vallesuperiore del Casentino, a partire dalpoggio Secchietto di lä da Camaldoli, finoa mezza via del contrafforto di Consuma,dove dicesi VOmomorto. In questo appez-zamento il territorio di Prato Vecchio con-fina con la Com. del Casentino, dirim-petto a settentr, ha il territorio dellaCom. di Stia, a lev. scir. quello di Poppi ,a ostro la Com di Castel S. Niccolö ed apon. quella di Monte Mignajo.
Fra i maggiori corsi d’ acqua che ba-gnano i due appezzamenti di questa Cont.avvi il fiume Arno , il torr, Staijgia su-periore a Urbech ed il Fittmicello infe-riore a Prato Fecchio.
Quest’ultimo ha le sue piü alte originisul Monte Moschioso, che trovnsi all’ o-riente del cast. d’ Ainu e che non prendeil nnme di liumiccllo se non dopo averaccolto il tributo di citri fossi presso ilcast. di Casaln'no, di lä dal quäle scendein Arno alla siinistra della chiesa di Pop -piena e della distrutta chiesuola di SanMichele a Poppiena, dove fu seppellitorojtuagenario pittore Jacopo Ammannato,rnentre dirimpetto a Poppiena mediantela strada maestra esulla ripasinistra del-l’Arno esiste la fubbrica ei'etta nel secoloscorso sotto il granduca Francesco II per servire di abitazione all’ispettore dellamacchia dell' Opera, ora delle RR. posses-sioni; costä si trasportano le travi edaltri legnami di abeti per inviarli a Fi-renze, mediante l’Arno in foderi o perterra sui carri,
Fra ie strade rotabiii, oltre i bracciche mettono in comunicazione diretta conla provinciale, il paese di Prato Vecchio ,