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RADI di CRETA nella Yal d’Arbia.:—Ca3. castellare e ch, pari-, (S, Pietro), nellaCom. e quasi 3 miglia a pon. lib. diMonteroni , Giur. civile di Buoneonvento,Dioc. e Comp, di Siena .
Siede sopra una collina di creta o dimaltajone alla destra del torr. Sorra elungo la strada rotabile che guida a Murlo .
Dicesi Radi di Creta per distinguerequesto da un altro cas. omonimo oranella Com. di Sovicille giä in quella diCasole , cui fu dato il distintivo di Radidi Montag na.
La parr. di S. Pietro a Radi di Cretanel 1845 noverava 460 persone.
RADI di MOINTAGISA nella Valle su-periore dell’Elsa. — Cas. la cui ch. parr.di S. Maria fu unita a quella di S. Magnoa Simignano , nella Com, Giur. civile ecirca 4 miglia a pon. maestro di Sovicille ,Dioc. di Colle, Comp, di Siena .
E situato sulle pendici occidentali dellaMontagnuola di Siena , alla destra del-Y Elsa morta , e presso le sue piü alte eremote sorgenti. — V. Simigsnano.
RADICE (P1AN di) nel Yal d’Arno su-periore. — V, Pian di Radice.
RADICOFATNl fra la Yal d’Orcia e laVal di Paglia. — Castelio con terra sotto-gtante, capoluogo di Comunitä e di Giur.,con ch, arcipretura (S. Pietro), nella Dioc.di Chiusi, Comp, di Siena .
Siede il castelio sulla sommilä di unmonte omonimo ad una elevatezza di piedi2790 sopra il livello del mare, circa 4450piedi piü alto della sottoposta terra cheresta a settentrione della strada regia po-stale romana che gli passa sotto. — Tro-vasi nei gradi 29° 26' longit, e 42° 54’latit. , circ. 46 migl. a lib. di Chiusi , 7miglia a maestro della Torricetla presso ilPonte Centino sul confine del granducatoed altrettante miglia a lev. greco dell’Ab-badia S. Salvadore sul Mont’Amiata e 46miglia a ostro scir, di Siena .
Della storia antica di Radicofani nonsi conosce nulla che possa dirsi anterioreal possesso che n’ ebbero fino dal secoloXI i monaci dell’ abbadia S. Salvadore.Infatli dalle pergamene di quel mon. orane\V /frcli. Dipl.Fior. trovasi rammentatoil cast. di Radicofani in'un atto, fra glialtri, di donazione fatta nel gennajo del4075 di un pezzo di terra posto nel pi-viere di S. Donato (sic) a Radicofani .
Perö nel secolo XII la storia di Radi-cofani si rende piü chiara postoche peratto pubblieo del 29 maggio 4153 i mo-naci di detta abbadia, previo il consenso
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dei loro vassolli di Radicofani , cederonoal pont. Eugenio III ed ai di lui sucees-sori la metä di quel cast. e distretto , com-preso il sottostante borgo di Callemala ,riservandosi quei monaci il giuspadronatodelle chiese di Radicofani tanto quelledentro il castelio come nel borgo, per laquäle cessione la camera apostolica si ob-bligö pagare ai monaci del Montamiataun censo annuo di sei marche d’argento.
In seguito di tal cessione il pont. Cle-mente UI con sua bolla del 49 febbrajo4487 confermö all’ abate e monaci ainia-tini la metä del castelio di Radicofani edella sua corte , ed il pagamento annuodelle sei marche d’argento dovute dallaS, Sede per l’altra metä.
Da un’altra bolla del di 8 maggio 4200spedita dal pont. Innocenzo III all’ abatee monaci predetti si comprende che finod’allora vi era un Castellano, e che eser-citava cotesto uffizio un accolito pontifi-cio , Io che armonizzerebbe con quantolasciö scritto Tolommeo lucchese ne’ suoiAnnali, dicendo che il pontefice Adria-no IV nel 4459 fece in Radicofani il gi-rone (cassero) che mitni di torri. Talchül’edificazione del prim o castelio o fortezzasopra Radicofani devesi al pont. Adria-no IV .
All’Art. Morro (Castel) rinvi'ai il let-tore a questo di Radicofani per dirgli, checostä dove oggi e restato il nome di Ca-stel Morro ad una pubblica fonte, esistevaun fortilizio , e che da cotesto castelioprese il titolo la chiesa di S. Andrea ,rammentata con 1’ altra di S. Pietro delBorgo maggiore di Radicofani in una cartadel 7 giugno 4241 della provenienza pre-citata. Che la chiesa di S. Andrea a Ca-stel Morro fosse parrocchia lo dichiaranoquattro altre pergamene del 4255 , oltreuna del 43 ottobre 4248 scritta nel cas-sero di Radicofani . Al quäle fortilizio nerichiama anche un istrumento del 42 aprile4236 quando era Castellano di detta for-tezza un tale Simone Albo in nome diLeone Fortebracci , rettore del patrimo-nio di S. Pietro in Toscana per S. San-titä.
Al quäle ultimo ufficio ne richiama al-tro documento del 4.° febbrajo 4262, colquäle l'abate e monaci di detta Badia no-minano un procuratore per recarsi da-vanti al vicario di don Manfredi rettoredel pätrimonio di S. Pietro in Toscana aprotestare rispetto alla metä del casteliodi Radicofani e suo distretto di pertinenzadi quel monastero. Alla quäl procura vanno