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Comunque sia di ciö e certo perö che1’ nnno 4220 il castello col distretto diRadicondoli e di Beiforte apparteneva aiconti Aldobrandeschi , e che nel 4224 licederono entrambi alla Rep. di Siena contutti i rispettivi diritti, sieche qnegli abi-tanti nel novembre dello stesso anno pre-starono giuramenio di fedeltä alli signoriNove di Siena .
Che poi il dominio di Radicondoli nonrestasse lungo lempo in mano a queiconti Io dimostra una deliberazione presadal Comune di Siena nel 20 ottobre 4230,in cui si dichiara, che i conti Aldobran-deschi avendo mancato ai palti convenutinel 4224 ed essendo restati morosi al pa-gameitto di 23 marche d’ argento 1’ annoper i due castelli di Radicondoli e di Bel*forte, la Rep, di Siena aveva ordinato diriprendere il possesso de’ medesimi, Ioche dimostrerebbe che innanzi la conven-zione del 4224 i due castelli dipendesserosempre rispetto al politico dal Comunedi Siena . — (Kaleffo vecchio, nell’Jrch.Dipl. San.) siccome rispetto all’ecclesia-stico erano sottoposti ai veseovi di Vol-terra,
Del resto il Comune di Siena nel 4244,inviö ambasciatori all’ imp. Federigo 11,afiinche concedesse a quel Comune il li-bero dominio sopra i castelli di Beifortee di Radicondoli , entrambi soggetti alvicario imperiale, ancorchfe la Rep. diSiena ritraesse da quei popolani la metädelle imposte, siccome Io dichiara un attopubblico del 23 aprile 4244. — ( Loc . eil.,Kaleffo dell’Jssunla).
Oltenuto dai Senesi quanto dimanda-vano all’ imperatore, col tornare al pos-sesso libero de’ due castelli prenominati,fui'ono essi dati di nuovo in feudo aiconti Aldobrandeschi , a condizione dinon poterli in aleun modo alienare e ditenerli per conto della Rep. di Siena .
E come sudditi sanesi consideravansigli uomini di Radicondoli e di Beiforte,anche 1’ anno innanzi della battaglia diMontaperto, poscia che essi nel 4239 eb-bero ad inviare sindaci a Siena per giu-rare fedeltä al conte Giordano vicario delre Manfredi capo della parte ghibellinain Toscana . — (Malavolti, Slor. San.,p. //, lib. I.)
Dalla quäl obbedienza se all’annunziodella morte del re ghibeilino (4267) quellegenti si staccarono, dovettero perö benpresto tornare a sottomeltersi a quei go-verno con la forza. — Y. Belforte.
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sempre sottoposto al Comune di Siena ,poiche in detto anno i signori Nove v’in-viarono per potestä un Guahieri di Minode’Malavolti, sotto il quäle gli uomini diRadicondoli , per atto del 9 aprile 4300,riconobbero in Ioro padrone il Comunedi Siena , obbligandosi di portare ognianno per la festa di S. Maria d’ agostoun cero di libbre 23 alla cattedrale. —(Loc. eil., Kaleffo vecchio).
Dal 4300 al 4354 gli abitanti di Radi-condoli continuarono a vivere sottomessialla Rep. di Siena . E da ritenersi apocrifala relazione del pnssaggio di costä delpont, Urbano V da Avignone a Roma nell’ottobre del 4366, vale a dire, un annoinnanzi quei passaggio fatto nel giugnodel 4367 per la via di mare. Pie tnmpocova esente da critica 1’ allra lezione cheammetteva il passaggio per Radicondoli del pont. Urbano YI, nel dicembre, invecedi ottobre 4387, quando da Lucca si di-resse a Perugia . Egli fu per atto del 27novembre 4554 che quei popolo prestögiuramento di obbedienza e sottomissionea Cosimo I duca di Firenze ed ai suoisuccessori nelle mani del suo commissariogenerale Carlo di Giovanni FrancescoMatelli.
L’antica pieve di Radicondoli al paridel convento de’frati Francescani esistonotuttora fuori del paese., la prima sotto iltitolare di S. Giovanni Battista , il secondosoppresso. Esiste perö dentro la terra unmonastero di agostiniane, la cui chiesa ödedicata a S. Caterina delle Ruote.
La collegiuta attuale de’ SS. Simone eGiuda, posta essa pure dentro il paese, hala facciata lavorala di macigno. Essa e unode’caposesti della diocesi di Yolterra, ilquäle all’ epoca del sinodo diocesano delnovembre 4356 comprendeva nell’ anticopiviere, oltre il monastero di S. Caterinadelle Ruote ed un ospedaletto in Radi-condoli, le chiese di S. Donato in Radi-condoli , di Morcigliano e di Olli, riunitealla parrocchia della prepositura; diS. Lo-renzo a Monte Guidi (ora pieve), di San-t’Andrea a Monte Guidi (riunita alla pre-cedente) , di S. Sisto a Montingegnoli(anch’ essa pieve), di S. Martino a Cer-niano, di S. Glusto e di S. Cristina aFuliano (tutte e tre chiese distrutte).
Siede in Radicondoli un potestä, oradipendente dal vicario regio di Chiusdino ;vi si trova pure un cancelliere comuni-tativo che riunisce anche le cancellerie diCasole e di Sovicille ; un ingegnere dicircondario che abbraccia, oltre le tre