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RADICOSA (MONTE deh,a) »eil' Ap-pennino sopra Pietramala,.— Coh questovocabolo si appella nn tratto dell’estreinoAppennino del grnnducato, le cui ncquescolano tutle nei torr. e fiumane tributa-rie del mare Adriatico. Tale e a ponenteIa fiumana dell’ ldige che liasce pressola dogana grenducale delle Filigare edil castello di Cavrennoj ed a levante lafiumana del Sillaro.
Un istrumento del 1024 riportato negliAnnali Camaldolensi (T. 111) rammentacotesto Monte della Radicosa nell’Appen-nino di Firenzuolu. Non si conosce ancoral’altezza precisa della giogaja di cotestoAppennino posta fra Pietramala ed ilcast. di Cavrenno delle Filigare , ma seuon sbaglio non deve essere meno elevatadi 3600 piedi sopra il livelio del mare.— Y. Cavrenno.
RAGGINOPOLI ossia RAGINOPOL1nel Val d’ Arno casentinese. — Cas., giäcast., con cb. parr. (S. Lorenzo), giä deltoin Aoona, nel piviere di Partina, Com.,Giur. e circa tre migl, a sett.-greco diPoppi, Dioc. e Comp, di Arezzo .
Trovasi sopra un risalto del monte chescende dail’Appennino di Camaldoli lungola ripa destra del torr. Archiano , avendoalla sinistra il torr. Sova, entrambi chesi vuotano nel sottoposto liume dell’Arno .
Fu Raginopoli uno de’castelli dei contiGuidi toccato al ratno di Romena, i qualibene spesso abitavano costä nel palazzo diquei conti, siccome Io dichiarano diversiatti, uno de’quali del 17 aprile 4254 scrittonel cast. di Raginopoli nel palazzo deleonte Guido del fu conte Aghinolfo diRomena,
La parr. di S. Lorenzo a Ragginopolinel 4845 eontava 180 abit.
RAGGIO nella Yalle del Bidente inRomagnn. — Piccolo cas., con ch. parr.(S. Paterniano), nella Com. e appena unmigl. a scir. di S. Sofia , Giur. civile diGaleata, Dioc. di San-Sepolcro, Comp, diFirenze .
La ch. parr. di Raggio e situata soprauna piaggia argillosa, avente a sett. delCom. e poggio di Monte-Guidi lungo lastrada che serve di confine fra la Com.di Bagno, quella di S. Sofia e lo StatoPontificio .
lnfatti la parr. di Raggio nel 4845 nonmandava che 21 abit, nella Com. princi-pale di S. Sofia, mentre una frazione di44 individui entrava in quella di Bagno.Totale, abit. 65.
RAGGIOLO ossu RAGIOLO talvolta
RAG
REGGIOLO nel Val-d’ Arno casentinese.— Cast, con ch. plebana moderna (SanMichele), capoluogo di Comunitä nellaGiur. di Poppi, Dioc. e Comp, di Arezzo .
Siede nel fianco orientale del Montedi Prato Magno lä dove fanno capo duesproni dello stesso monte, presso la con-fluenza del fosso Barbatoja nel torr. Treg-gina in un profondo ed angusto vallone,che toglie a Raggiolo varie ore di sole.
Trovasi fra il gr. 29.° 18’ longit. ed ilgr. 43.° 52’ 2” latit., circa migl. 5 a ostrodel castel .S. Niccolö, altrettante a lib.di Poppi , quasi due migl. a pon. di Or-tignano, 8 migl. da Bibbiena nella stessadirezione e 4 migl, a maestro di castelFocognano .
La storia politica di questo cast. e alquantobuja, perche specialmente s’ignora chi fossequel Golfredo d’lldebrando fedele dell’imp.Ottone I , che nel 967 lo beneficö col con-cedergli in feudo molti paesi della Vollesuperiore del Tevere , del Savio, della Ma-recchia e dell’Arno , nell’uliimo luogo deiquali fu donata 1 ’Alvernia, Compito, Chi-tignano e la villa Raggiolo , comprese tuttenel lerritorio aretino. (Annal . Camald.vol. 1).
Comecche fra il secolo X ed il XIV visia una vasta laguna da attraversare, mieontenterö per ora indicure che fino delsecolo XIV, se non prima, i conti Ubef-lini di Chitignano dominavano anche inReggiolo, tostoche essi fino dal 1325vennero spogliati dei loro Castelli nel Ca-sentino dal vescovo aretino Guido Tarlati di Pietramala, dove poclii anni dopo sot-tentrö al dominio di Reggiolo il suo fra-tello Pier Saccone, e quindi il liglio suoMarco, nipote del defunto vescovo Guido,lnfatti Pier Saccone col liglio Marco dopoavere per contratto del 20 maggio 1347sottomesso il lou-o castel di Reggiolo allaRep. Fior., nel 1352 si ribellarono allamedesima per seguire le parti dell’arcive-scovo Visconti di Milano , iinche alla pacedi Sarzana del 1353 furono restituili aiPietramalesi i loro castelli. Ma il liglio diPier Saccone, Marco, non lasciö per nitrod’inquietare i conti Guidi di Battifolle, esegnatamente il conte Roberto amico delPetrarca, il quäle per vendicarsi delle in-giurie ricevute dal detto Marco Tarlati,all’entrare dell’aprile 4356 condusse le suemasnade al cast. di Reggiolo, che tastoassediö. Allora Marco Tarlati che si tro-vava assediato in Reggiolo trovö modo dispedire a Firenze per esporre a quellasignoria le ragioni sue sul cast. di Reg-