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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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RAS

La parrocchia di S. Martino a Rassinanel 4845 aveva nella Com. principale diCastei Focognano 509 abit. ed una fra-zione di 50 individni entrava nella Com.limitrofa di Chiusi Casentinese. — Totale,abit. 559.

RASSINA torr. nel Val d’Arno casen-tinese. — Cotesto torr. che porta il no-me del borgo sopra il quäle si vuota nel-l’Arno , nasce in una insenalura del monteForesto presso Chiusi casentinese, doveriunisce ancbe le acque silvestri che viscendono dallo sprone settentrionale chedivide il suo valloncello da quello del Cor-salone, e di lassü per un tortuoso cam-mino che lascia al suo ostro il castel diChitignano ed un’acqua minerale che co-stä presso scaturisce, scende sulla stradaprovinciale del Casentino, che aüraversasotto un ponte poco innanzi di vuotarsinell’Arno presso il borgo di Rassina, chetrova dopo quasi 8 miglia di tortuosocammino, — V. Chitignano, Comunitä.

RASSINATA nella valle Tiberina. —Vill. con ch, parr. (S. Riagio), nel pivierede’SS. Ippolito e Cassiano sul Cerfone,Com., Giur„ Dioc. e Comp, di Arezzo ,dalla quäl cittä la ch. di Rassinata restacirca 12 miglia a scir.

Trovasi sul monte Marzana fra le sor-genti del torr. Anteile che scende dal suofianco meridionale e si vuota quindi nelNestore tributario del Tevere .

La chiesa parrocchiale di S. Biagio aRassinata nel 4845 aveva 544 popolani.

RATA DI LONDA in Val di Sieve. —Contrada con ch. plebana (S. Maria al laRata), nella Com. e quasi due miglia alev. di Londa, Giur. civile di Dicomano,Dioc. di Fiesoie, Comp, di Firenze.

E sitiiata sur un poggio che costituisceuno sprone occidentale del monte Con-suma che si dirige verso la ripa sinistrade! terr. Mosera, — V. Londa e Leonino(S.) in Mont.

La chiesa plebana di S. Maria alla Ratanel secolo XIII era matrice di tre chieseparrocchiali, ora di una sola, S. Pietro aTurricchi; quella di S. Giusto a Isota edi S. Giorgio alla Rocchetta non esistonopiü da un pezzo.

La chiesa parrocchiale di Santa Mariaalla Rata nel 4845 aveva 282 abitanti,

RAVACCIANO delle Masse S. Martinoin Val d’Arbia, — Collina che ha datoiltitolo ad un piccolo monastero di Cla-risse nel suburbio orientale fuori di PortaOvile di Siena , da non confondersi peröcon il seguente rammentato fino dal se-

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colo IX dalle pergamene della Badia diPascignano.

RAVANZANO o RAVAZZANO in Valdi Pesa . — Cas. che fu della ch. plebanadi S. Pietro a Sillano, nella Com, e Giur.civile di S. Casciano, Dioc, di Fiesoie,Comp, di Firenze.

RAVI nella Maremma Grossetana. —Cast, con ch. plebana (S. Leonardo, giäS. Giorgio), nella Com. e circa miglia duea scir. di Gavorrano , Giur, civile di Giun-carico, Dioc. e Comp, di Grosseto .

Siede sopra un poggio omonimo chefa parte di quelli che separano la Valle inferiore della Bruna da quella della Pe-cora, fra Gavorrano a maestro ed il ca-stello di Caldana al suo scir.

Una delle piü antiche Memorie fra lesuperstiti del 24 maggio 783 fu serittanella ch. di S, Giorgio a Ravi in Mark»tima. (Memor. Lucck., vol, IV, pag. 4.)

Le stesse (Hem. Lucch., vol, V, pag. 3).riportano un contratto scritto in Lucca li 44 nov. del 949, dal quäle si rileva chel’antica chiesa di S. Giorgio a Ravi nonesisteva piü, mentre la chiesa di S. Fre-diano di Lucca possedeva benidove fu lachiesa di S. Giorgio posta in loco Havi.

Lo stesso luogo di Ravi ä rammentatoin altre carte del 22 seit. 4404 e dell’ a-gosto 4448, questa pubblicata dal Mura-tori nelle süe Ant. del medio evo, äppar*tenute entrambe alla Badia di Sestinga equella seritta in Portiglione presso il pa-dule di Scarlino. — V. Portiglione.

Rispetto poi ai cenni storici relativi acotesto paese dirö, cheesso dopo il secoloXIII segui la Sorte del castello di Gavor-rano , al quäl Art. rinvio il lettore; sola»mente aggiungerö qni una carta del 40luglio 4334 appartenuta alla Com. diMassa, ed ora nell ’Arch. Dipl. San,, conla quäle un conte Guidanello, figlio delconte Guido di Lattaja e signore dellasesta parte di Ravi e sua corte, stabiliconla Comunitä di Massa 4. che la sua se-sta parte del castello e distretto di Ravifosse sempre sotto la giurisdizione diMassa ; obbligandosi il detto conte Gui-danello di consegnare la porzione allacustodia di delta cittä; 2. che egli nonesigerebbe mai dazj ne gabelle dai citta-dini Massani; 3. che la metä delle con-danne spetterä al conte e l’altra metä alCom. di Massa; 4. che il conte Guida-nello si avrä per cittadino massano ed il

Comune lo difenderä con i suoi beni. _

V. Lattaja.

Giorgio Santi nel suo ultimo viaggio