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con altre castella ai Salimbeni, per averessi somministrato una grosse somina adimprestito a quella Repubblica . — V. Ca-stiglia d’ Orcia.
Con bolla del 2 gennajo 1491 del pon-teflee Innocenzo VIII , diretta al sacer-dote Pietro Tati della Rocea a Tintin-nano, gii assegnö una pensione annua difiorini 20 sopra le rendite della pieve diS. Stefano (ora a Castel Muggi).
Vedasi il manuscritto relativo alle Entrnteed Vscite delle Comunitä, che nell’apriledel 1558 erano sempre sottoposte allaRep. Sanese.
Nello statuto di Roccad’Orcia del 1617,ora nelle rifonnagioni di Firenze , avviuna rubrica che accorda licenza di poterdonare teere incolte di quel distrelto achi volesse coltivarle a vigneti,
La parr. di S. Simone a Rocca d’Or-eia nel 1845 contava nella Com. princi-pale di Castiglia d’Orcia 418 abit. ed unafrazione di 70 iudividui entrava in quellaHmitrofa di S. Quirico. Totale, abit. 488.
ROCCA a PALMENTO nella Val di
Cornia. _ Cotesta Rocca stata gia com-
presa nel contado pisano, siccome 1 o di-chiarano i suoi diplomi imperiali di Ar»rigo VI (1193), di Ottone IV (1209), diFederigo II (1220) e di Carlo IV (1354),b ricordata fino dal secolo X; poslerior-mente essa diede il titolo e servi di ca-sato ai signori della Rocca, raimnentatifino dal 1109 in una carta del 18 aprilefro quelle pubblicate nel vol. IV, pag. 2,delle Memor. Lucch.
Trattasi ivi della rinunzia fatta a fa-vore della inensa luechese da conte Ugo,del fu conte Tedice della Gherardesca, dialcuni beni di sua proprietä compresi frala Cecina e la Cornia nel Rio Orsajo, iquali beni si specificuno situati nella cittäo nei distrelti territorial! dei castelli di Ce-cina, di Bibhona, di Acquaviva, di Ca-salapi, di Vignale e della Rocca (cioe dellaRocca a Palmento), meno i beni che finod’allora ritenevano in feudo dai conti dellaGherardesca il figlio ed il nipote di Ilde-brando della Rocca. Questo Ildebrandopertanto che portö il lilolo della Rocca,dubito che fosse l’autore di quel Tincuciodi Leinmo della Rocca, lasciato tutore delfiglio ed esecutore testamenlario dal conteBonifazio Novello di Donoratico, stato Si-gnore e capitano generale di Pisa dovenel 1341 mori.
Citerö inoltre una sentenza data inPisa li 21 oltobre del 1297 (stile cotnune ),con la quäle fu messa al possesso donna
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Uguecionella, vedova di Gaddo o Ghe-rardo della Rocca a Palmento; citerö unFahnino del fu Bindozzo della Rocca, ehenel 1279 fu potestä in Volterra . Final-mente a seuoprire la discendanza de’ si-gnori della Rocca, un atto pubblico del—I 'Arch. Dipl. San., fra le menibrane dellaCom. di Massa , scritto li 19 novembre1316, col quäle Lemmo della Rocca, figliodi Gherardo o di Gaddo sunnominato, re-clamö al Comune di Massa per alcunifurti in genere di bestiame a danno special-mente degli uomini di Monte Rotondo;perciö i giudici nel 27 di detto mese dinovembre sentenziarono che il Comune diMassa dovesse pagare lire 500 ed ai si-gnori della Rocca a Palmento il valsentedi 20 capi di bestiame.
Ora e noto che il prenominato Lemmodi Gherardo, fu il padre di Tincucio, pa-rente del conte Bonifazio Novello permezzo di donna Bernarda, figlia di unconte Tedice di Donoratico, la quäl donnanel 6 maggio del 1347 trovandosi in casadegli Upezzinghi in Marti, distretto diMontopoli , alienö la sua parle del cas.e distretto di Caselle in Val di Sterza peril prezzo di 200 fiorini d’oro, ecc.
ROCCA di PIETRA CASTA in Vald’Era. ■— V. Pietra Casta.
ROCCA S. CASCIANO nella Valle delMontone in Romagna. — Terra illustre,capoluogo di Com., di Giur., con tribu-nale di prima istanza e chiesa plebana(S. Maria, gia S. Casciano in Pennino),nella Dioc. di Bertinoro , Comp, di Fi-renze.
La terra della Rocca S. Casciano b fab-bricata a guisa di un angusto borgo lungoil fiume Montone, attraversata dalla stradaregia Forlivese , siede in fondo ad un’an-gusta valle posta fra il gr. 29° 30’ 2”longit. ed il gr. 44° 41’ latit., circa 650piedi sopra il livello del tnare, 11 migliaa scir. di Modigliana , 15 a lev. di Mar-radi, 10 miglia a greco di Terra del Sole,7 a scir. di Galeata e quasi 18 miglianella stessa direzione da Bagno in Ro-magna .
Piacemi di non perdermi in vaghecon-getture contrarie troppo all’assunto di chibrama essere ex monumentis festes, per dai;ealla Rocca S. Casciano un’origine tropporemola, come fora quella di chi vorrebbefarne una qualche immaginarla corteetrusca o gallica, col nome di Sassantina.— V. Galeata e Sasseto. Mi limiteröpertanto a dire che questa terra, giäborgo, di cui conservn sempre la figura,