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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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ebbe nome e principio dalla sua chiesatitolare di S. Casciano in Pennino o Ap-pennino, la quäle fino dal 25 nov. 4084fu ceduta in patronato al mon. di S. Be-nedetto in Alpe , dai conjugi Alberto e Li-garda della medesima patroni; il quäl pa-tronato poi fu confermato all’abate di dettomon. dal pontefice Calisto II con bolladel 42 aprile 4424.

Chi fossero pertanto i due conjugi chenel 4084 cederono la basilica di San Ca-sciano in Appennino ai monaci di S. Be-nedetto, non mi e riuscito scoprire altroche il semplice nome loro, per quanto visia che li suppöne de’ signori da Calboli,6iccome ignoro a quäl famiglia appartetirnero gli eredi di quel conte Alberto oAlberico, contro i quali nel 23 maggiodel 4232 fu pronunziato giudizio ad iston-za delf abate del monastero di S. Bene-detto in Alpe a cagione dell’elezione ar-bitrariamente fätta del pievano di S. Ca-sciano in Appennino . (Capitolo di S. Lo-renzo di Firenze 4'nnalisti Ccimaldolensi,TOl. III).

Da tale documento pertanto apparisceche nel 4232 la chiesa della Rocca S. Ca-sciano era gia plebanu. La quäl pieve an-ticamente era situata fuori del Borgo, inluogo convertito per breve tempo in Cam-posanto, mentre la pieve attuale riedifi-cata piü vasta, trovasi quasi nel centrodella Terra e davanti ad una piazza.

Quali e quanti fossero nel secolo XIVle ville, castelli e popoli compresi in que-sto piviere, lo dichiara un istrumento del 4aprile 4384, col quäle il conte Francescodi Pauluccio da Calboli, fu ricevuto per 40anni in accomandigia dalla Rep. Fior. contutte le ville, fortezze, paesi, distretti ecornuni della Rocca S. Casciano e di SanCasciano in Pennino, di Pietra d’Oppio ,di Calboli, di Salto e Fiumana sul Rab-bi, di Paniceto, di S. Donnino (poi dettoin Soglio), di Orsavola, di Monte Cerro,Monte Bello e Monte Maggio n-e» di Mun-signano e della Villa di Lacuna, luoghitutti compresi nella Comunitä della RoccaS. Casciano, di Premilcore e di Galea-ta, ecc., ecc.

Dei qui nominati luoghi, castelli e ca-§ali l’anno dopo (6 agosto 4382) Io stessoFrancesco di Pauluccio da Calboli in vi-gore di suo testamento Institut suo eredeuniversale la Rep. Fiorentina, alla quäledopo la morte del testatöre gli abitanfidei paesi e luoghi predetti giurarono ob-bedienza e fu allora che il Coinune -diFirenze accordö agli uomini della Rocca

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S. Casciano, uniti al contado fiorentino capitolazioni onorevoli con alcuni privilegjstati loro in seguito dai granduchi proro-gati in vista della fedeltä mostrata aiFiorentini.

In conseguenza di ciö potrebbe dirsi cheil territorio della Rocca S. Casciano, qua-lora si eccettui Modigliana , precede quasitutti gli altri di Romagna ad essere iu-corporato al contado della Repubblicafiorentina per generositä di un Franceseosignore di Calboli. In vista di ciö la si-gnoria di Firenze inviö fino d’allora (4382)alla Rocca S. Casciano un giusdicentemaggiore ed un Castellano, quindi me-diante un trattalo del 4390 procurö agliabitanti della Rocca S. Casciano una piülibera comunicazione e franchigia di merei,con i paesi della Romagna dominati daisignori di Forli, di Faenza e di Ra-venna .

A quali luoghi e detto che il potestädella Rocca S. Casciano presiedesse inordine allo statuto fiorentino del 4445 incui al Libro V del Trattato IV, Rubri-ca 57, fu ordinato, che il potestä de’ Co-muni di Salto, Meinte Cerro, Calboli,S. Casciano in Pennino, la RociCa S. Ca-sciano, Scannelli, ßufolano, Fer'racciano,Orsavola, Monte Maggiorgj Munsignano,Particeto, S. Donnino, Laguna, MonteBello e Villa dei Rocchi, dovessero te-nere la sua residenza lissa nella RoccaS. Casciano con due notari, ecc.

E gli stessi ordini furono dati al Ca-stellano, assegnando all’uno e all’altro laloro provvisione.

E perche sopra uno de’ luoghi (MonteCerro) lasciati alla Repubblica Fiorentina da Francesco da Calboli pretendeva ra-gione un ultimo fiato di quei feudatarjanche costui, piü discreto degli arcivescovidi Ravenna che sognarono diritli sullavilla di Lacuna, venne a Firenze a farnela rinunzia alla Signoria.

Rispelto ai diritti de’ conti Guidi , aquelli degli Ubaidini di Apeggio e di al-tri signorotti di Bertinoro sopra alcunipaesi alla Rocca S. Casciano limitrofi, essifurono redenti affatto dal Comune di Fi-renze .

Le ragioni poi dei signori Ordelafii diForli e de’Manfredi di Faenza , si risol-verono in favore della Rep. Fior. o persoccombenza di quei signori o per ribel-lione de’loro vassalli o per diritto diguerra.

Ma cotesti paesi furono orribilmentetartassati nel 4424 dall’oste milanese al-