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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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di Balia scrilta li 44 gennajo 4432 (stileconiune ) ad Averardo de’ Medici, alloracommissario in Pisa per la Rep. Fior.,affinche procurasse ad ogni costo di farericonquistare il castello di Ruota pressoCompito.

Infatti cotesto fortilizio fu tra i primiche le truppe di Nicolö Piccinino tolse al-l’esercito fiurentino mentre stava all’as-sedio di Lucca .

La pari - , di S. Bartolommeo a Ruota,nel 4844 contava 487 abit.

ROTTA (S. QUIRICO alla) in Val-di-Fiora. — V. S. Qcirico di Lorano.

ROTTA di BAGNONE nella Val-di-Ma-gra. — V. Corvarola.

ROVETA pi ARCIDOSSO nella Vnl-d’Orcia. — E un cas. con oratorio pub-blico (S. Girolamo ), nei popolo di S. An-drea d’Arcidosso, Com. e Giur. medesima,dalla quäl terra Roveta trovasi circa unmiglio a pon. nella Dioc. di Montalcino ,Comp, di Grosseto .

Trovasi questa villa sulla ripa destradel torrente Zancone, alle falde del poggioche separa le acque del torr. Trasubbio,influente nell’Ombrone da quelle del Zan-cone predetto tributario deH’Orcia.

ROVETA di MICCIANO nella Vabdi-Ce-cina . —Cas. dove fu una chiesa filiale dellapieve di Micciano (S. Michele), nella Com.,Giur. civile e circa 5 miglia a pon. dellePomarance, Dioc. di Volterra , Comp, diPisa . — V. Micciano in Val-di-Cecina.

ROVEZZANO nel Val-d’Arno fiorenti-no. — Due borghi attraversati dalla stradaregia postale Aretina portano il nome diRovezzano, ed entrambi hanno chiesa par-rocchiale, queila di S. Michele nel borgomaggiore e distante due miglia a lev. diFirenze , e l’altra di S. Andrea nel borgominore di Rovezzano, appena un terzo dimiglio piü a lev. del primo; e sorgein mezzo ai due borghi la grandiosa villaPoniatoski, giä Bartolini; entrambe leeure nel piviere di S. Pietro a Ripoli, Giur.civile di Bagno, Dioc. e Comp, di Fi-renze .

Trovasi in pianura fra le estreme faldeoccidentali del poggio di Settignano e laripa destra dell’Arno , dirimpetto alla pe-scaja di quel fiume, fra il gr. 28° e 58’longit. ed il gr. 43° 46 latit., quasi 8miglia a pon. del Pontassieve, oltre duemiglia a lev. di Firenze , due miglia a sett.del Bagno a Ripoli e tre miglia a scir. diFiesoie.

Il nome di questo Rovezzano incomin-cia a trovarsi fra le carte deU’Jrch. Arciv.

ROV

Fior. fino dal principio del secoloXl, unadelle quali del marzo 4043 tratta dellavendita di un pezzo di terra posto a Ro-vezzano.

Piü importante per altro e una scrit-tura del 3 luglio 4077 pubblicata dall’a-bate Camici nella sua continuazione deimarchesi di Toscana , riguardante l’appro-vazione futta in Firenze dai messi dellamarchesa di Toscana , la contessa Matilde,di una donazione al capitolo fiorentino d»varie terre poste nei distretti Varlungo edi Rovezzano, nel piviere di S, Pietro aQuarto (ora a Ripoli), pervenuti in Adi-maro e nel fu fratello Ubaldo, figli del de-funto Bernardo (degli Adimari) dalla pa-terna e materna ereditä,

All’Art. Ebia (S. Piero a) fu citato unistrumento del novembre 4046, nel quäleappunto si rammenta quel Bernardo Adi-mari, il quäle nasceva da un Adimaro chefu conte di Firenze , il quäle conte Adi-maro io dubito che avesse per genitorequel marchese Bonifazio Ripuario, vissutonel 988, anno in cui donö alla badia diS. Salvadore a Settimo il patronoto dellechiese di S. Donato a Lucardo e di S. Mar-tino alla Pahna. — V. Cotesli due arti-coli, e Adimari (S. Gavino, Pieve.)

Che poi la famiglia potente de’ Cerchidi Firenze , alla quäle sembra ehe appar-tenesse la vedova di Ubaldo Adimari ram-mentata nell’atto del 3 luglio 4077, posse-desse in seguito molti heni nei contornidi Rovezzano lo dichiara un atto del 9gennajo 4324 (stile comune) relativo allavendita fatta ai inonaci di Vallombrosada Filippo del fu Nicolö de’ Cerchi dellusua porzione di terreno e case, fra lequali alcune mulina abbrucciale , nel po-polo di S. Michele a Rovezzano.

Cotesto ultimo fatto delle mulina ab-brucciate ai Cerchi ci rammentu il fattotragico accaduto al Nicola padre del dettoFilippo, ucciso dai Neri suoi nemici nel4304 al ponte a Affrico, nella via di Ro-vezzano, mentre si recava al podere suoed alle sue mulina, e quanto poi aggiunseGiovanni Villani nella sua Cronica , chenell' aprile del 4302 un barone di mess.Carlo di Valois venuto in Firenze cercöcospirazione contro i Cerchi, gli Adimaried altri seguaci di parte Bianca contra-rii a mess. Carlo di Yalois fautore del-l’opposto partito , per cui que’ Fiorentini furono condannati come ribelli, ed i lorobeni in citta ed in cont.ado disfatti. (Cro-titco, libr. VIII, cap. 49).

Le mulina pertanto di Nicola de’ Cer-