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quella di Greve . Con l’ultima delle qualisi dirige a scir, incontro alla Com. diBarberino di Val d'Elsa .
IVon vi sono in questa Comunitä ele-vatezze maggiori del poggio su cuisiede S. Casciano , che si alza circa millepiedi sopra il liveilo del mare.
Fra i maggiori corsi d’acqua che ba-gnano il suo territorio si contano duefiumane, la Greve a lev.-greco e la Pesaa scir. e ostro, l’ullima delle quali attra-versa una parte del suo territorio per pas-sare fra i poggi dirimpetto che acquapen-dono a ostro nel Virginio, mentre na-scono dietro il territorio di questa Com?i torrenti Terzana e Sugana, due fra imaggiori tributarj della Pesa , per nonparlare di tanti altri minori corsi di acqua,che fluiscono nella Pesa. o nella Greve dentro i limiti di questa Comunitä .
Fra le strade rotabili, oltre quella re-ia postale romana che passa in mezzo a. Casciano, molte strade si staceano daquella a destra ed a sinistra prima di ar-rivare e dopo passato il paese, fra le qualila via di Mercatale, quella deU’Impruneta,la strada provinciale volterrana che scendein Pisa al ponte di Cerbaja, quella chedirigesi per S. Pancrazio a Monte Sper-toli, ecc., senza dire de’moltissimi tronchidi strade rotabili che staccansi della stessapostale per condurre « moltissime villegrandiose che figurano nei contorni diS. Casciano e di S. Andrea in Perciissina,
Assai variata e singolarissiina si mostrala fisica struttura di questa Comunitä.
Avvegnache se dalla parte del Galluzzosi entra nei poggi degli Scopeli, passata lafiumana Greve trovasi alla base dei me-desimi il vero macigno, o pietraserena, dicui sono aperte le cave, ma appena siarriva nel popolo di S. Andrea in Per-cussina, si perdono di vista i potentistrati di quella pietra che coslituisconol’ossatura visibile del poggio inferiore degiiScopeti , e sottentrano a ricuoprirli po-tentissimi banchi di ciottoli piü o menogrossi, spettanti per la maggior parte allerocce calcaree compatte (albnnese o co-lombino), rocce che mancano in q'uei con-torni. Cotesti continuano a trovarsi nonsolo dentro il paese di S. Casciano , e tal-mente profondi che servono di fondamentoalle case che vi si fabbricano; ma quei ban-chi continuano nella pendice meridionaledegli stessi poggi che acquapendono inPesa. Al di lä della quäle, cioe nei poggia sinistra della Pesa, i ciottoli di alberesecontinuano a riscontrarsi ma piü piccoli
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e misti ad una terra ocracea ghiajosa,Uno a che giunti sull’altipiano dove passail torr. Virginio, il torrente spetla deci-samente ad un tufo ghiajoso con resti diconchiglie marine, ad un terreno in som-ma che i geologi quaiiticano per terziarioinarino superiore, scoprendo costä ed inquasi tutta la Val d’ Elsa il terreno ter-ziario medio, cioä la mania conchujliarecerulea del Brocchi, nota in Toscana colnome di maltajone, Dondeche mi sembröquesta contrada un bei campo di studioper coloro che bramano invesligare lecause di tali cataclismi.
All’ Art, Barberino di Val d’Elsa, Co-munitä, indicai che a partire da Firenze andando a S. Casciano si lasciano le roccedi macigno alla base del poggio degli Sco-peti, le quali piü non si riveggono an-dando a Roma , e dissi che la sommitädel poggio di S. Casciano era profonda-mente coperta di ciottoli provenienti dauna piü lontana contrada.
E un quesito che vieue fatto a primavista , cioe se i rammentati ciottoli dirocce calcaree compatte furono rotolatifino costä ed abbandonati per via dalleacque correnti sopra una schiena acutaanzi che no di poggi, dove ora non pas-serebbe un fosso, e se quel fenomenoaccadesse innanzi che si lormassero i duevalloni della Greve e della Pesa : oppurese un tale cataclismo accadeva nel tempoche si abbassava il bacino delF Arno; po-stoche negli scandagli de’cosi detti pozziartesiani trapanati in diversi punti di. Fi-<renze e lungo la sua Valle , furono tro-vati depositi di ciottoli e di ghiaje per-sino inferiormente al liveilo attuale delmare.
Rispetto alle produzioni agrarie di que-sta Comunitä , dirö che fra le maggioriraccolte avvi quella delle granaglie, del-1’ olio c del vino, 1’ ultimo de’ quali assaispiritoso fornisce la bevanda giornalierad’una gran parte della cittä, sei mesi do-po la raccolta.
Le sue frutta poi sono copiose e sapo-rite ed i boschi cedui forniscono alla ca-pitale molta legna e carbone.
In una parola il paese di S. Casciano e quello della sua Comunitä col progre-dire degli anni progredi nella sua iudu-stria, e segnatamente nell’agraria, per leaccresciute coltivazioni, per i molti gelsi,olivi e vigne che ognor piü adornano lesue colline.
L’aria dell’ intiero territorio, qualora sieccettuino pochi piani lungo la Pesa , e