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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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SAN

gnano, Cnsole, Chiusdino , ecc., con l’or-dine di non potere eleggere consoli, po-testä od altre mogistrature primarie senzalicenza ed approvozione di detto veseovo.

Colesta misura impolitica e retrogradaeccitö nei Yolterrani sentimenti meno chepacifici verso il veseovo Pagano, il quäleerasi fatto forte de’suoi benaffetti San-Gimignanesi,

L’Ammirato all’anno 4233 delle sueStorie Fior. avvisö, che il Comune diFirenze , e per esso Torelia da Slrada suopotestä, s’intei pose e riesci a rimtlterc ii>pace i Volterrani con i San-Gimiguanesie col loro veseovo Pagano.

Ma ben presto all’anno 4236 ripullula-rono le discordie fra i Volterrani ed iSan-Gimignanesi, per cui il potestä Raba-corte da Mandello, non stando essi oll’ac-cordo fatto nel 4233 col potestä di Fio-renza, fu costretto di comandar loro (al-l’anno 4237), di emendare le novitä fallecontro i castelli di Monte-Veltrajo e diMontignoso sotto pena di mille inarched’ argento. _ (Ammir,, loc. eil.)

Inoltre lo stesso potestä obbligö i Vol-terrani per cauzione di tale sentenza diconsegnare al Comune di Firenze il ca-stelio di Nera. — (dreh. Dipl, Fior.,Carle della Com. di Folterra).

In questo frattempo perö era insortaaltra lite fra tin signore di Gambassi edil Comune di San-Giinignano, per cui nel23 gennajo del 4234 (stile comune), fufatto compromesso in Otto di Mandello,allora potestä di Firenze , per terminareogni vertenza relativa al diritto di vi-sconteria preteso dal signore di Gambassi,sopra i castelli di Gambassi, Pulicciauo eLlignano. — (dich. Dipl. Fior., Cartedella Com. di San-Gimignano).

Nel passaggio poi che fece di costämesser Pandolfo di Fasianella capitanogenerale in Toscana per Federigo II, ri-lasciö ai San-Gimignanesi un privilegioamplissimo sotto di 27 novembre del 4244(loc. cit.) e due anni dopo (42 novembre4243) il Comune di San-Gimignano fuinvitato dall’ imp, Federigo II ad esseremallevadere di lire 44,000 per il filto diun triennio delle miniere di argento diMontieri , cedute per scritto del 4 novem-bre stesso ad un mercante fiorentino . —V. Montieri .

Nel 4250 per atto del 23 luglio si sot-tornise al Comune di San-Gimignano quellodi Montignoso , e nel 4268 nel 7 dicembresi sottomise anche quello di Gambassi.

Da quest’ ultima convenzione pertantoToscana

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apparisce che ii Comune di San-Gimi-gnano da nove Conservatori erasi rifor-mato in dodici col titolo di Difensori delPopolo, come in Volterra , finche ritornöai nove Conservatori, come si vedrä piüavanli.

Ma erano sempre nove i Conservatoridel popolo San-Gimignanese quando, cac-ciati i ghibellini, fu inviato cosli un de-legato da Carlo I d’Angiö re di Napoli,affinche il Potestä e Conservatori del po-polo di San-Gimignano giurassero fedeltä,come fecero ne! di 45 maggio del 4267,al detto re e regina, mentre il delegatoregio prometteva difendere il Comune diSan-Gimignano dai ghibellini , accor-dando agli abitanti di San-Gimignano fa-coltä di eleggersi a piacimento il potestäed i rappresentanti del loro Comune.

Il quäl privilegio, che dichiara il Com.di S. Gemignano in uno stato di repub-blica, fu rinnovato nel 6 dicembre 4269,dopo l’ultima disfatta e prigionia di Cor-radino nellu battaglia di Tagliacozzo.

Dopo l’epoca teste indicata iaRep. Fior.nffidö al divino Alighieri un’onorifica am-basciata tendente a far entrare i San-Gi-mignanesi nella legagueifutoscana. — (Ar-rivabene, Commento della Divina Com-media ).

Fatto b che un anno innanzi Ia batta-glia di Campaldino, nella quäle mililöDante fra le schiere guelfe fiorentine nelmaggio del 4287, fu eletto in potestä diS. Gemignano il nobile Tegghia di MontePugliese, mentre dieci anni dopo (4297), ilComune di San Gemignano aveva per po-testä messer Fresco de’ Frescobaldi, pre-sente il quäle, davanti al consiglio gene-rale confermö i patli della lega guelfa to-scana.

Di maggiore importanza sono le me-morie storiche di questo paese nel se-colo XIV e successivi, a incominciaredall’ aprile 4308 quando il Comune diVolterra avendo saputo che i San-Gimi-gnanesi cercavauo di estendere i confiui delloro territorio dalla parte di Volterra ,ordinarono di far marciare le loro truppecontroquel distrettoComunitntivo, quandonel luglio di detto anno si interposeroarbitri per far la pace i Coinuni di Fi-renze, di Lucca e di Siena , ed in Cam-porbiano fu fissato il compromesso tra leparti litiganti, con penale di mille mar-che d’argento per chi avesse mancatod’ub-bidire, Ma i Volterrani non avendo ac-cettato il lodo, nel 40 dicembre del 4309il potestä di Firenze li eondannö nella