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potenli famiglie dc’Salvuc«i e degli Ar*dinghelli.
Solamente sono da agglungere le ln-cursioni oslili falte nel 4479 dalle solda-tesche del re di Napoli , del pont. Sislo IVe dei Sanesi allora in guerra coi Fioren-tini, e fu in quell’ anno non meno spa-ventevole per la peste , che il popolo diS. Gimignano fece voto di solennizzarein perpetuo la prima domenica di agostoin onore della loro sanla e miracolosavergine Fina.
Uno degli Ultimi fatti relalivi al paese diS. Gimignano sotto il Comune di Firenze , htina leltera scritta li 27 settembre del 4328dai dieci di Balia a Nicolö Fabbrini diFirenze , allora potestä di S. Gimignano,cui rispose nel 6 dicembre successivo, es-sere stato in S. Gimignano d’ordine de’dieci, Gio. Francesco da San Gallo, edavere questi visitato le mura castellane, edove queste er'ano rotte essersi restau-rate. Ma circa al fortificare la terra sem*brare una spesa assai grande, ad ontache la Comunitä di S. Gimignano pro-inetta sforzarsi e di fure quanto poträper fortificare cotesta terra. (Gaye, Car-teggio di Artisli inedito , vol. J, Appen-dice 2.)
G’aduto S. Gimignnno con le ahre cittäe terre della Rep. Fior, in potere de’Me-dici ä noto solamente che quesla Comu-nitä fu separata dal contado e ascrittaal distretto fiorentino .
Rispetto alla chiesa collegiata dirö conle parole del padre Alessandro Checcuccidelie Scuole Pie in nn compendio storicodi S. Gimignano edito nel 4836. II tre-cento puö considerarsi per ogni liberaledisciplina il secolo fortunato . . . Quindi5 che in S. Gimignano operavansi in quelsecolo egregi ed arditi lavori, come nesono chiaro argomento la vastitä dellesue chiese, le altissime torri (non menodi 44) con tale arte costruite che sem-brano tutte di un pezzo. Una delle qualitorri, quella contigua al palazzo del co-mune riposa sopra i due lati sopra unsolidissimo arco, e sostiene grossissimecampane, una delle quali del peso di 42,000libbre.
E di quella etä ancora la rimodernatachiesa collegiata di S. Gimignano, rifattaa tre navate ed in tutte le sue pareti di-pinta: nella navata a corni evangeli nel4356 da Bartolo di maeslro Fredi sane-se; dal suo figlio Taddeo nel 4393 nellanavata di mezzo; e nel 4370 dal pitloresanese Bema e da Giovanni di Asciano
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nel sanese nel 4380 ia navata a cornuepi stola.
Questa collegiata che ha un capitolo di42 canonici con due dignitä (il prepostoe 1’ arcidiacono) e con 24 cappellani,siede sopra un’ alta gradinata che ha allasua destra il palazzo del Comune, attual-mente abitato dal suo vicario regio, conla torre Grossa contigua sopra l’arco, edalla sua sinistra le due torri gemelle col-1’ antico palazzo degli Ardinghelli , e di-rimpetto il palazzo detto dell’ Orologio .
Comeche manchino documenti atti adassicurare in quäle anno cotesta chiesafu dichiarala plebana e da quäl ponteficefosse la prima volta visitata e consacrata,non essendo indubilala la visila fattavinel 21 nov. del 4448 dal pont. Eugenio III con l’assistenza di molti cardinali ; e co-meche resti tultora dnhbio il sinodo fio-rentino tenuto dal pont. Vitlore II nel-l’anno 4056, allorche Ia pieve di S. MariaAssunta di S. Gimignano fu dichiaratapreposilura; e certo perö che Ia stessapieve era gia preposilura nel 4182, como risulta da una bolla del 27 gennajo didetto anno direlta dal pont. Lucio III aVisconte preposto di delta chiesa ; e chefu decorata del titolo di collegiata dalpont. SistolV con bolla del 20 sett. 4471e decorata in seguito da altri pontefici dinuovi privilegi, linche a quei canonici fuconceduto la mozzetta paonazza e rocchet-to con breve del 22 settembre 4744 delpont. ßenedetto XIV.
Da una bolla poi del pont. Onorio III del 2 agosto 4220 si apprende che cotestapieve aveva a quell’ etä 34 chiese rino-mate, e che all’ epoca del sinodo volter-rano del 40 nov. 4356 ne contava fino a364, oltre i conventi, monasteri e spedali.
Rispetto ai quali innanzi il 4780 si sache dentro S. Gimignano esistevano cinqueconventi di uoinini ed allrettanti mona-steri di donne.
Dei pregi materiali della collegiata edella terra in discorso dissero molto ilCoppi ne’suoi Annali, il Manni nell’il-lustraziotie di un sigillo di quel Capitoloed il padre Checcucci nell’opera sopra lo-data.
Solamente qui mi limiterö ad alcuniuomini fra i piü dislinti nelle scienze enelle arti nativi di S. Gimignano. Nel se-colo XV, per es., questa terra diede allaluce un Luca d' Antonio, un TommasodiAngelo di Gliese , che lessero entrambinello Studio fiorentino . Piü tardi un PaoloCorlese che sebbene noto in Roma ebbe