Band 
[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
Seite
1195
JPEG-Download
 

SAN

mare il governo, che essi avevano cacciatodi patrin i Salvucci per essere ghibeilini,mentre gli Ardinghelli tenevano la stessaterra a onore del Comune di Firenze edella parte guelfa, e dove la Signoriaaveva S. Gimignano per piccolo tempo,gli Ardinghelli l’avrebbero data per mag-giore, purche delle cose accadute non sifacesse alcuna vendetta, e che i Salvuccinon fossero rimessi nella terra. (M, Vil-lani, Cronica , lib. III, cap. 47),

II Comune tenne sospeso due mesi co-testo affare, cercando (seguita a dire Mat-teo Villani) se modo v’era d’accordo, macontinuando cresceva la mala disposizio-ne, sieche il Comune di Firenze nel feb-brajo successivo 4353 (Stile comune) vimandö il suo potestä, Paolo Vajani diRoma , uomo aspro e rigido nella giusti-zia, accompagnato da 600 cavalieri e damoltissimi pedoni; i quali giunti intornoalle inura di San Gimignano , e non avendorisposta da quelli di dentro, vi si accam-parono, cominciando a dare il guasto allacampagna. Fu allora che gli assediati ven-nero a patti concordando 4. che il Co-mune di Firenze dovesse continuare laguardia e governo di detta terra per altricinque anni ; 2. che i San Gimignanesitenessero a loro spese 75 soldati a caval-lo; 3. che il Comune di Firenze dovessefare la pace fra gli Ardinghelli ed i Salvuc-ci, sieche questi potessero tornare in pa-tria dopo sei mesi di esilio, Fatto eiö, edai San Gimignanesi ricevuto il capitanodi guardia con la sua compagnia, 1’ostese ne tornö a Firenze . ( Loc. cit., cap, 55),

E siccome i nobili da Picchena, nonostanle che si tenessero in arnicizia colComune di Firenze , erano stati capi dipartito con gli Ardinghelli a commuoverelo stato di San Gimignano contro i Sal-vucci quando la guardia di quella terraera nelie mani del Comune di Firenze , edi questo fallo que’ signori non avevanofatto scusa ne ammenda coi Fiorentini ,perö nel niese di giugno del detto anno4353 la Signoria di Firenze inviö sue ma-snade in Picchena, e nel di 20 di dettoniese furono atterrate le mura del castelloe la rocca, (l\I. Villam. üp. cit., lib. III,cap. 69).

Lo stesso storico contemporaneo ivi(cap. 73) ne avvisö in quäl modo la terradi San Gimignano fu recata a contado diFirenze , Io che accadde nel 4.° luglio deilostesso anno, quando in parlamento gene-rale fu deliberato di pregare la Signoriadi Firenze a volere uscrivere la terra e

SAN 1195

distretto di San Gimignano al contadofiorentino , lo che solo per un voto di piufu accettato con riformagione del 7 ago-sto 4353, nella quäle fu imposto Tonereai San Gimignanesi di pagare per tre anniuna tassa di lire 5000 alla Camera di Fi-renze , la quäle tassa poi fu rinnovata nel4370, nel 4373, nel 4376 e nel 4379. —(Arch. Dipl. Fior., Carte clella Com. diSan Gim.)

A quest’ epoca coincide T ordine datodalla Signoria di costruire un fortilizio inSan Gimignano nel luogo piü eminentedel paese denominalo Monte Staffoli, aspese del Comune di San Gimignano .

Citerö in conferma di ciö un atto pub-blico del 40 febbrajo 4354 (Stile comune),col quäle il magistrato civico di questaterra diede Tincarico a due inaestranze difabbricare la terza parte della nuova rocca,al prezzo di soldi olto il braccio qua-dratodi muro, meno i materiell che avreb-be fornito la Comunita; e lo confermaun’ altra scrittura del 29 aprile 4354,quando il magistrato stesso consegnö aisindaci della Signoria di Firenze la chiesasgombrata dai frati Domenicani stabiliti giain Monte Staffoli, con altre ubitazioni, al-cune delle quali situate in luogo detto laTorre.

In seguito alla quäl consegna, con prov-visione del 7 giugno 4354, la Signoria de-liberö di continuare a sue spese Tedifica-zione della rocca in Monte Staffoli, la quälefu terminnta nel 4358.

Anche un istrumento del 5 maggio didetto anno ne avvisa che in quel giornoil magistrato civico de’priori, ed altri con-siglieri del popolo di San Gimignano , avevapromesso di pagare ai frati Domenicani annualmente iiorini 300d’oro per tre anni.{Arch. Dipl, Fior,, Carte della Com. diSan Gimicfnano).

Ho detto poc’ anzi che la fortezza diMonte Staffoli, della quäle si veggono tut-tora gli avanzi dietro la canonica dellacollegiata, doveva essere terminnta nel4358, postoche nel 1.” rnarzo delTanno suc-cessivo vi abitavano giä i castellani, edin quel giorno Bernardo di Gherardo Adi-mari di Firenze , Castellano di detta rocca,ne fece la consegna al suo suecessore Leo-nardo di Guido Ferrucci, pure di Firenze .(Arch. Dipl Fior., Carle dell’Arch. Ge-nerale ).

Dopo Tunione del territorio di S. Gi-mignano al contado della Rep. Fior. unaSorte comune accompagnö i due paesi, efu la stessa terra meno tarlassata dalle