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Comunitä' di San Giovanni. — 11 ler*ritorio comunitalivo di S, Giovanni oc-cupa una superficie di quadr. 6487. 34,pari a miglia 8. 08, dalln quäle superficiesono da detrnrre quadr. 634. 93, dove nel1845 esisteva una rendita imponibile diL. 67,181. 3, 8 ed una popolazione di4172 abit., a ragione di circa 575 indivi-dui per ogni miglio quadrato di suoloimponibile.
Confina con 5 Comunitä. Alla sinistradell’Arno lia diriinpetto a scir. e ostroil territorio di Monte Varchi, a partiredalla sponda sinistra del fiume ove con-fluisce il fosso del Quercio sino al diso-pra del poggio di Monte Carlo ; dove sot-tentra a lib, il territorio di Cavriglia conil quäle si accompagna a pon.-maestrofinche trovano il torr. di S. Cipriano econ esso entrano nel fosso del Porcellino,dove dirimpelto a maestro poi a setten-trione viene a confine lu Com, di Figline,con la quäle passa alla strada dell’ Arno per arrivare snlla strada provinciale Vald’Arnese o dei Sette Ponti. Cotesta stradadivide le due Comunitä , mentre quelladi S. Giovanni lascia a seit, quella di Fi-gline e trova a greco I’ altra di Castel-franco di sopra, con la quäle fronteg-gi» mediante il borro di Cannuccetto,finche trova in quello di Renacciolo ilterritorio comunitalivo di Terranuova ,colla quäle si dirige a lev. per passare iltorr. Riofi sopra la Badiola e quindi riscen-dere verso scir. in Arno , il cui alveo ri-monta fino dirimpetto alla confluenza delQuercio , dove ritorna a confine con läCom. di Montevarchi.
Uno dei principali corsi d’ acqua cheattraversa per quasi 4 miglia di cam-inino il territorio di questa Com. e il fiu-me Arno , per tralasciare de’ minori corsid’acque che o per corto cainmino passanodentro cotesto territorio o ne lambisconoi eonfini.
Hawi perö nella pianura parallela allaripa sinistra deH’Arno una gora , canaleartificiale che staccasi dall’ Arno pressoLearne alla Cataralta Serristori e che dilä dopo avere altraversata la pianura diMontevarchi entra in questa per metterein moto värie macine da mulino e darel’acqua ai molti orti di questa pianura,talche il nome che porta questa gora diBerignolo, crederei una corruzione dialtro nome veramente Benigno,
Fra le strade rotabili, oltre la regia po-stale peruginn che passa in mezzo allaterra, molte altre comunitative si staccano
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dalla prima sotto, sopra e dentro il capo-luogo; sopra per salire al convento diMonte Carlo , sotto per condurre per Yac-chereccia a Cavriglia , e dentro per esci-re dalla porta di piazza e attraversare1’Arno .
Non vi sono monli ma umili colline inquesto territorio, la di cui fisica strulturasi riduce a terreni di alluvione antica emoderna, ed a gres piü o meno compatto.
Rispelto alla sezione situata alla destradell’Arno , essa spelta quasi per intieroad un terreno di alluvione antico , cheprofondamente ricuopre probabilmentequello appennico spettante ai poggi chescendono fino presso costä dal Monte diPratomagno.
L’alveo perö dell’ Arno ai tempi dellaRep. Fior., e forse innanzi questa ancora,doveva correre in un letto assai piü vicinoal capoluogo attuale, Cosi fan credere fra lialtri documenti alcune provvisioni della Si-gnoria di Firenze' del secolo XV rispettoai lavori ordinati in quell’alveo fra Mon-tevarchi e Figline a causa dell’essere escitodal suo letto 1’ Arno , con danno grandedi cotesta terra. Ma le imposizioni che atal uopo si ernno Ordinate, avevano per laloro frequenza aggravati talmente i pos-sidenti terrieri frontisti , che sebbene laRep. Fior, con riformagione del 4.454condonasse il debito fatto da questa Co-munitä, con tutto ciö in seguito talmentesi rinnovö e si accrebbe che le Campagnepresso la terra di S. Giovanni ' ebhero nrisentire anche maggior danno dall’ urtoche presentava coulro le piene il cosi dettoPoggio Lupi, dove risiede la chiesa dellaBadiola di S. Mamma ; talche fu dato aquel poggio il titolo di Sprone d’ Oro,tante furono le spese che convenne fareai possidenti con la mira di ripararvi. Matutto fu inutile, finche non vi accorse lamano potente e benefica del gran Leo-poldo I, che nel 4783 emanö-uno di queimotuproprj che eternano la sua memo-ria piü duratura del marmo in cui fuscolpita, murato nel pubblico loggialodel pretorio posto in mezzo alla sua piaz-za. — V. I’ Art. precedente.
In quanto alla cultura del suolo di que-sta Comunitä, tanto quello di collina co-me di pianura puö dirsi un vero giardino,sia per i numerosi orti e ben coltivalipoderi, sia per i ben tenuti olivi e vignetidelle sue piazze , in guisa che LeandroAlbeni nella sua descrizione d’Italia , imi-tando Poggio Bracciulini non ebbe diffi-coltä di chiamare soavissimi i vini di