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Se ultra restaurazione non fn fatta nelsecolo XIII, essa potrebbe contarsi fra !le chiese piü antiche del Compartimento |fiorentino , inentre conserva una struttura Idi quei secoli, essendo a tre navate adnrcbi di sesto intero con la confessionea guisa di basilica, e della struttura con-simile n quella della cattedrale di Fiesoiee della cli. di S. Miniato al Monte, en-trambe architettate di certo nella primanietä del secolo XI.
II giuspatrouato poi di cotesta Badia fu confermato al capitolo flesolano, cuil’aveva concesso il suo fondatore vescovoJacopo Bavaro, dal le bolle de’ponteficiPasquale II (unni 4103 e 4107), In-nocenzo II (4434), Celestino II (4443),Anastasio IV (4133), ecc. Fino a ehe lastessa Budia nel principio del secolo XIIIfu riunita a quella di S. Bartolornmeo aBuonsolazzo, unione confermata du duebolle del pont. Onorio III del 42 set-tembre 4246 e 9 maggio 4223,
Finalmente nel secolo XV la stessa Badia fu assegnata in commenda, finehe il pretecommendatario, previo l’assegno di unapensione annua di 50 Gorini d’oro, oltennedal pont. Sisto IV un breve nel 23 maggio4482 che lo antorizzava a rinunziare quellabadia ai frati Serviti della SS. Annunziatadi Firenze , che ne ritennero il patronatofino al 4808.
Rispetto alla storia politica, il castellocol distrelto di S. Godenzo era pervenutoin dominio de’conti Guidi del ramo diPorciano fino almeno dal secolo XII, men-tre al ramo principale di Modigliana daArrigo VI nel 4494 e da Federigo II nel4220 fu confermata la Badia di S. Go-denzo con tutta la niontagna omoniinajyale a dire, con tulto il suo Distrelto.
All’Art. Bavello (San) fu citato uno deipiü antichi documenti, dal quäl si rilevache anche nel secolo XI i conti Guidi do-minavano costä siceome lo dichiarava unistrumento del 4094 scritto in San Ba-vello, giudicaria fiorentina e fiesolana,vale a dire, sotto la giurisdizione politicadi Firenze ed ecelesiastica di Fiesoie.
Infatti nel 4256 lo stesso castello, villee piviere di S. Bavello ernno dominati daquel conte Guido del conte Tegrimo diPorciano, il quäle stando nel paese di SanGodenzo, posto a pie .dell’Alpi omonime,volle stabilir la dote alla sua figlia cont.Margherita promessa sposa di Bonifaziodi Pagano degli Ubaldini di Lusinana, as-sistenti fra i testimoni vnrj conti dellastessa prosapia, come il conte Guido No-
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vello di Battifolle, il conte Guido del fuconte Aghinolfo di Romena, il conte Rug-gieri del conte Marcovaldo di Dovado-la, ecc. (P. Ildefonso, Delizie degli Eru-diti toscani , t. Vlll).
Figlio del suddetto conte Guido daPorciano fu quel conte Tancredi che nel44 settembre del 4306 assiste ad un ro-gito scritto nella eh. della Badia di SanGodenzo relativo alla compra di certi benivendutigli da un conte Aghinolfo (II) diRomena suo cugino. Era quello stessoconte Tancredi che intorno a quell’epocaaccolse in S. Godenzo diversi capi ghi-bellini fuorusciti di Firenze , fra i quali ilcelebre Alighieri, siccome apparisce da unatto scritto nel coro di detta Badia a piedell’Alpi , dal notaro ser Giovanni di Butod’ Ampinana, col quäle atto quei capi dipartito si obbligarono di riparare al dannoche alcuni Ubaldini di Mugelio avesseroricevuti all’occasione della guerra fatta, oda farsi per il castello di Monte Accia-nico, e per qualunque allro fortilizio. —V. Montaccianico.
Era pure lo stesso personaggio, conteTancredi del fu conte Guido di Porciano,colui che nel 4308 fu condannato dal Co-mune di Firenze come ghibellino con duesuoi fratelli, il conte Biandino ed il conteTeudegrimo, quello che si crede statoospite dell’ Alighieri in Porciano, quellomedesimo che insieme con al tri suoi eon-sorti nel 4342 eondusse dalla Romagna per l’Alpe di S. Godenzo ed accolse eostäil vescovo Nicola di Botranto ed il prin-cipe romano Pandolfo Lavelli spediti inToscana da Arrigo VII nel 4312, e chel’anno dopo faceva la sua corte a cotesloimperatore nel Poggio imperiale sopraPoggibonsi,
Figlio di coteslo conte ghibellino fu ilconte Guido Alberto di Porciano cui ap-pella una membrana del 42 febbrajo 4338seritta nel cassero di Porciano ed esi-stente nell’ Arch. Dipl. Flor., fra le cartede’Serviti di Scrofiano .
Ma la storia speciale di questo conteGuido Alberto si rese piü nota nel 4340e 44 allorche costui essendo uno de’con-giunti condannati nel novembre del 4340dal capitano del popolo di Firenze per causadi ribellione, nell’aprile successivo i Fio-rentini fecero porre 1’ oste al castello diS, Bavello nella Comunita di S. Godenzo,dove quel conte si era fortificato, ma es-sendo molto stretto lo airende al Comunepredetto, che lo fece abbattere e diroc-care per ricordo contro il detta conte