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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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quäle ci richiama, per rapporlo al suoandameuto a traverso eotesto Appennino ,una convenzione fra le due Comunitapreindicate, del 4225, edita dal Muratori nelle sue Jntichitä Jlaliane (t. IX).

Questa strada maestra della Montagna,nel 4698 fu restaurata sotto il granducaCosimo III , siccoine lo dichiara un’iscri-zione in marmo esistente sul Ponte diPieta che cavalca in detta strada il torr.Yerdiana presso il Nuovo Ponte sulla Limaeretto nel 4770 dal P. Ximenes. L’ultimorestauro fu ordinato nel 4732 dal gran-duca Gian Gastone . Dissi l’ultimo restaurodi quella via, giacchö la reggenza lasciatain Toscana da Francesco II della casa diLorena nel 4743 fece aprire un’altra viache da Pistoja conduciesse a Modena , dellalarghezza di braccia 4 4/2, ma tropporipida per dirla cameggiabile. In guisache il granduca Leopoldo I si risolve diaprirne una piü larga, piü agevole e tuttacarreggiabile flno al confine Modanese; laquäl opera incominciata nel 4766 fu com-pita nel 1776.

Io non dirö se alcuna delle tre stradedal 4225 al 4766 aperte per cotesli var-chi dell’Appennino tenesse I’ andameutoantico tracciato dai Romani mentre com-battevano nel Frignano Modanese conqueiLiguri e con i Galli Boi ; dirö bcnsi chestando nttaccato a!la storia di Catilina scritta da Salluslio, se io non m’inganno,mi lusingo nel percorrere quei monti d’u-ver trovato il Iuogo piü Confacente allabaltagüa descritta da quello storico ro-mano, vale a dire, nel vallone percorsodal Bardellone e dalla sua congiunzionecon la Maresca innanzi di entrare nelfiunie Reno al Ponte Petri, il quäl val-lone presenta una gibbosa pianura cheha dalla parte di settentrione I’Appennino sopra il Crocicchio ; dal lato di pon. ilpoggio dell’Oppio ; dirimpetto a ostro elibeccio I’Oppio, il monte Ghelardi e quellodel Bagno, e dal lato di levante i montiche si alzano fra il Reno e la Lime-stra.

Fu a parer mio costä dove Catilina tro-vandosi rinchiuso con i suoi ribelli fra imonti, ed incalzato di fronte da G. Me-tello Celere ed alle spalle dall’esercito delproconsole C, Antonio ISepote (anno 65avanti G. C.), accadde fra l’undecimo ed iltredicesiino miglio da Pistoja quella san-guinosa strage descritta da Salluslio, dovespirö Catilina in mezzo ai cadaveri neraici.

Rispetto alla fisica strultura del terri-torio comunitativo di S, Marcello, si puö

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dire ch’ essa generalinente appartiene almacigno appennino, alteruante con loschisto inarnoso che abbonda costassü inistrati piü o meno potenti, piü o menovariamente inclinati. Fra le rocce ap-penniniche in pochi luoghi si scopre lacalcare compatta, come quella fra il vil-laggio di Bardellone ed il poggio del-l’Oppio.

10 dissi che costassü abbonda Io schistomarnoso, dal quäle pur troppo derivanogli avallamenti che la Lima, il Reno e laVoleta spesse volte costassü producono.— V. Lima, Lizzano e Sambuca, Comu-nitd.

In quanto 6petta a prodotti agrarj essiriduconsi a castagne , patate, pasture ecarbone. La vite difficilmente, ed in pochiluoghi meglio esposli di questo territorio,dä grappoli maturi. Piü frequenli sono icampi seminati a cereali ed a piante ba-celiine.

11 legname ö una delle risorse maggioride’ possidenti di questo territorio, dopola raccolta delle castagne; la bandita re-gia del Neso che si riveste di abeti ecompresa in gran parte nel pascolo diMaresca, avendo al suo lev, la foresta del-l’Orsigna nella Com. della Sambuca ed apon. quella de’Mandromini in gran partenella Com. di S. Marcello.

C'iö per altro che nega la terra vieneprocuralo dall’industria manifatturiera cuiprestano gran servigio le acque della Limae della Limestra, sia nelle fabbriche dellacarta, sia nelle fernere sulla Lima. Frale quali cartiere la piü grandiosa e quellade’ fratelli Cinimontataci, la quäle esitasulla ripa destra della Lima , passato ilponte sul quäle ö attraversata dalla stradaregia Modanese, e quasi dirimpetto allosbocco nella Lima del torr. Verdiano.

Nel principlo del secolo corrente fu in-nalzata costä la prima fabbrica da farcarta con circa 22 piloni,e dal 4830 ad oggifurono aggiunte nuove fabbriche per farcarta continua, a forza di due macchinecon 22 cilindri, per modo che si e for-mata costi una delle piü grandi cartieredeli’Italia , dove abitano ed hanno lavorocirca 490 individui dell’uno e dell’ altrosesso. — Y. Piteglio, Comuiiitä.

II benefizio poi che si ritrae dalle acquedel torrente Limestra e quello segnata-mente di mettere in moto i magli e darvento ai manlici di tre fernere sotto ilpaese di Mammiano, mentre le acque dellaMaresca operano lo stesso ufficio pressoil Ponte Petri nella ferriera del Mal Con-