Band 
[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
Seite
1216
JPEG-Download
 

1216 SAN

non Bi appellasse piü ul Tedesco , ma »iv-

vero Sanminiato fiorentino .

Un buon inese dopo la convenzionepredetta, la Signorio di Firenze , con prov-visione del 47 febbrajo 4374 , esentö iSanminiatesi dagli oneri e dazj impostiloro dalla Rep. livellando quegli abitantial pari de’cittadini di Firenze , talchfed’allora in poi cotesta contrada dove con-siderarsi non piü distrettuale, ma delcontado fiorentino . — (Lami, Memor, Eccl.Fior., ptig. 448 e seg.)

Ma innanzi che terminasse quel secolo,Benedetto de’Mangiadori, uno de’fuoru-sciti e ribelli di Sanminiato , nel 4396 siinaneggiö in Pisa col traditore Jacopod’Appiano per farlo signore ancbe di San-ininiato. Ad ottenere ciö fu ordinata nellaYal-di-Nievole ttna finta marcia di masnadecomandate dall’avventuriere Giovanni daBarbiano, sieche la guarnigione che i Fio-rentini tenevano in Sanminiato corse nellaVal-di-Nievole, frattanto che il Mangiadoricon poca Cavalleria correva da Pisa alsuo paese, dove arrivato nella sera del27 febbrajo del 4397 ed entratö nellaterra senza difficoltn, n’ andö al pretorio,dov’era il vicario fiorentino DavanzatoDavanzati che uccise con quanti v’ eranode’snoi, qoindi gittatolo dalla finestra co-minciö a gridare: Viva il popolo di San-minialo e la liberlä.

Ma quel funruscito. non trovava il po-polo com’egli desiderava; questo al con-trario gridando viva il Comune di Fi-renze , corse armato verso il palazzo pre-torio per punire il ribelle Mangiadoridella scelleratezza commessa; sicchö quel-l’assassino quantunque attendesse a difen-dersi colle poche genti che aveva seco,pure essendo accorsi in soccorso a Sanmi-niato alcuni Fiorentini , tra i quali il notocapitan Cantini, da Monterappoli e daEmpoli , con circa 2000 contadini arrnati,il Mangiadori ebbe a fuggire per la partedelle mura castellane, dove il pretorioaveva una uscitn, ed al capitan Cantiniin premio della sua fedelta e prontezza,furono concessi dalla Signoria onori eprivilegj (Ammir. , Stör, Fior.,libr. XVI.)

Accadeva tutto questo un anno doponato in Sanminiato (23 luglio 4404) ilcelebre Francesco Sforza, figlio di MuzioAttendolo di Cutignola, quello Sforza chefu il piü ardito e piü valoroso milite diquella etä.

Arroge a ciö la uotizia fornitaci dauna niembrana scrilta in Sanminiato nelCastel Yecchio, del 29 giugno 4442, rela

SAN

tiva alla ratificu di una gentenza pronua*ziata da Antonio del fu Santi (Cascesi),arbitro in una lite vertente fra donnaCionello vedova di un fiorentino abitantein Bologna ed Andrea suo fratello, in vi-gore della quäle quest’ultimo cede alladetta sorella il diritto sopra un creditodi fiorini 4000 d’oro dovuti per un impre-stito fatto a Braccio Fortebracci di Pe-rugia ed a Muzio Attendolo da Cutignola.— (Arch. Dipl. Fior. Carte di Castello),

Peggior fortuna per altro toccö nel4432 ai fuorusciti ghibellini Sanminiatesi,per la scoperta di un trattato segreto daessi tenuto con 1’ imperatore Sigismondovenuto in Italia , e ciö nella lusinga di cac-ciare i guelfi ed il fiorentino governo dadetta terra; locche appena scoperto dalvicario costö la vita ai complici che eranoin Sanminiato.

Teneva allora un tal ufiizio col titolo dicommissario per la Rep. Fior. Alamannodel fu Jacopo Salviati , siccome apparisceda una provvisione della Signoria di Fi-renze del 26 febbrajo 4432 (stile comune),(ivi Carte della Com. di Sanminiato).

Col titolo parimenti di vicario dellaterra nel 5 luglio del 4453 si approvanodal vicario Giovanni di Giannozzo Gian-figliacci le spese fatte dal Comune di San-miniato nel restauro delle sue mura ca-steliane. ( Loc. cit.)

In seguito nel 4473 fu vicario di San-miniato messer Gino, del fu Neri di GinoCapponi , sotto del quäle fu riunila in unlibro con la data del 4,° luglio 4473 unaraccolta di ordini e regolamenti duranteil governo di delto vicario del Comunedi Sanminiato.

Dopo ii 4464 fino al 4486 le carte diquesta Comunitä si occupuno di liti e diconfini fra essa e le Com. di Barbialla edi Montopoli e finalmente colla Com, diMontajone rispetto alla Selva e distretlodi Fano e Camporea, di che fu giä di-scorso a quell’Art.

Nel 4527 il ponlefice Clemente VII ,forse con Io scopo di affezionarsi la po-polazione di Sanminiato, inviö al popolodi quella collegiata miovi privilegj

Tre anni dopo essendo caduta Firenze in mano delle truppe imperiali e pontili-cie, il suo governo, eompreso questo, furidotto di solo nome repubblicano, di fattomonarchico ed assoluto, e quindi dichia-rato in primo duca Alessandro de’ Medici .

AI prenominato duca succedettero pa-cificamente i granduchi di Toscana delledinastie Medicea e Eorenese, dai quali i