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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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SAN

ciano, Cantporena, Comugnoli, Grumulo,Montallo, Morioro, Stibbio e In Torre diS. Romano. I castelli di Comugnoli, Gru-mulo e Montallo furono dislrutti.

IVel 4326 o l’anno dopo i Sanminiatesistabilirono patti con Carlo duca di Cala-bria nella sua qualitä di vicario regio inFirenze , a condizione di pagare a quelduca l’annua sorama di BOO fiorini d’oroed il primo pagamento segui nel di 44dicembre dell’anno 4328.

Ma in quest’anno slesso 4328 di no-vembre accade in Napoli la morte delduca di Calabria principe ereditario diquel regno, senza che i Fiorentini rallen-tassero la loro amicizia con i Sanminia-tesi.

Era nel tempo in cui Pisa aveva ac-colto l’imperatore Lodovico il Bavaro colsuo antipapa Pietro di Corvara, quando iFiorentini con le genti del guelfo re diNapoli marciarono contro 1’ oste pisanache era venuta verso Sanminiato, ed iFiorentini la respinsero con forza nel suocontado levnndo in quello gran preda,sieche i Pisani vennero coi loro nemicia patti di pace, che si concluse in Mon-topoli li 42 agosto dello stesso anno 4329.

Ei fu in grazia di cotesta pace chegli anziani di Pisa con deliberazione del7 marzo 4330 ordinarono di sospenderele rappresaglie a danno de’ Sanminiatesiordinale, e contro i Fiorentini, i Sanesi,i Pistojesi, Pratesi, Colli giani e San-Gi-mignanesi, amici allora de’Fiorentini .

Venendo poi il 4336, nell’agosto di dettoanno una parte di masnade di Mastinodella Scala , in numero di circa 800 ca-valli e di molta fanteria capitanati daCiupo degli Scolari ribelle di Firenze , uscidi Lucca e guadö l’Arno presso Fucecchioguastando il Borgo S. Flora a TorreBenni, ora la Bastia, con altre villate delSanminiatese ed albergö le sue genti nellavilla di Martignana di qua dall’ Elsa, didove parti per ripassare alla sinistra del-i’Elsa presso la chiesa di S. Gonda doverimasero prese diverse persone.

Finalmente nel febbrajo del 4347 men-tre era potestä di Sanminiato GuglielmoRucellaj di Firenze , volendo egli far giu-stizia di certi masnadieri assoldati da al-cuni potenti della cittä che tentavanodisfare gli ordini di quel Comune, fu ten-tato di torli n forza di inano alla giusti-zia; senonche il popolo corse all’armiper rimettere l’ordine nel paese e fu al-lora che i Sanminiatesi oltennero dallaSignoria di Firenze di essere accettati

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per 5 anni sotto la sua balin, coine puövedersi dalla provvisione del 42 ottobre4347. Nella stessa occasione fu ordinato difortificare la rocca del Caslelvecchio e difare a spese dei due Conuini una via co-perta larga braccia 46, la quäle dovessecondurre dalla rocca fuori delle muraurbane, e di rifare il ponte rotto sopral’Elso.

Aveva giä Carlo IV fino dal marzo43S5 accettata 1’ obbedienza del Comunee Distretlo di Sanminiato rappresenlatodai 42 difensori e governatori, quando unanno dopo si recö personalmente in San-miniato tanto nell’andare (22 niarzo), co-rne nel ritorno (5 rnaggio) da Roma doveprese la corona imperiale. — (dreh. Dipl,Fior., Carle di Sanminiato e M. Yilla-m, Cronica , libr. IV, cap. 80 e libr. V,cap. 22.)

Ma i Sanminiatesi nell’ estate del 4367istigati dal doge di Pisa , Giovanni del—1’ Agnello, tenlarono una sommossa cac-ciando gli ufliziali del governo Florentiner,comecche costretti dalla forza e da alcunimagnati rimasti fedeli alla Repubblica do-vessero ben presto tornare sotto il patro-cinio della Rep. Fior., la cui Signoria siobbligö dal canto suo mantenere i San-miniatesi in libertä, prestandogli I' ajutoopportuno a riacquistare i paesi che nellapassata sollevazione contro Io madre patriaerano stati dai Pisani distaccati.

Ma con tutto che gli affari politici fos-sero ridotti ad uno stato plausibile, iSanminiatesi attizzati da tre magnati suoiconterranei ribelli alla Signoria ribella-rono anche la loro patria al governo diFirenze , sieche sul cadere dell’anno 4369fu deliberato da questa di mandare a San-miniato un esercito capitanato dal conteRoberto Guidi di Poppi , nel quäl frat-tempo i fuorusciti di Sanminiato raccolti aCigoli ed a Montebicchieri inviarono sin-daci a Firenze per soltomettere i due Ca-stelli alla Repubblica ; e comecche le gentidi Barnabö signor di Milano tentasseroinsieme colle truppe pisane di accorrerein difesa de’Sanminiatesi , nulla riesci ,tanto piti che un lerrazzano del campofiorentino, nel 9 gennajo del 4373 (Stilecomune), per la rottura di un niuro in-segnö al conte Roberto comandante deiFiorentini la via per entrare all’insaputadegli assediati nella terra di Sanminiatoed impossessarsi del paese, conte segui.

Nell’ultimo giorno di detto anno il go-verno di Sanminiato convenne con quellodi Firenze che in avvenire Sanminiato