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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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ciottoli e ghiaja, e quasi tutto il restante fuparte delle rocce stratiformi compatte frale quali la calcare (alberese) abbonda allasinistra della Carza lungo il fiume delCarlone, mentre dal lato destro della Carzamedesima e quasi per tutto altrove nonsi vede che gres antico color castagnolo.

Ricea poi e cotesta Comunitä per bo-schi cedui e per castagne, non che pervini, olio, granagüe, filugelli e frutte.

Rispetto a industrie manifalturiere lastoria del secolo XVI ci fa conoscere checostä presso precisamente a Cafaggioloesisleva una fornaee di stoviglie colorite;ed un piatto di majolica fabbricato nel4544 con fiorami, rabesehi ed un’ armedi famiglia nobile fiorentina fatto in Ca-faggiolo ci serve di conferma, benche anostri di non si conservi di quella fab-brica nltra memoria.

Vi si pratica sempre nel giorno di mer-coledi un mercato settimanale, ed unafiera annua vi si tiene nel di 8 oltobre,mentre un’ altra fiera di bestiame grossoha Iuogo nel primo lunedi di luglio nelprato di Trebbio. Dal lato di ostro al-zasi la torre di Sehifanoja appartenutapur essa al pari delle tenute e ville delTrebbio, di Cafaggiolo e di Sassuoloalla famiglia de’Medici, 1’ultima dellequali con l’annesso torrione di Sehifanojaattualmente appartiene al conte Digny diFirenze .

Alla stessa prosapia de’ Medici spettavail giuspatronato della pieve di S. Pier aSieve, passato per ragione di ereditä neilacasa Pitti Gaddi, ne’ marchesi Medici enelle inonache di Firenze dette del Ca-pitolo.

La ch. di S. Piero a Sieve e a tre na-vate con un fonte battesimale di terravetriata, detta della Robbia, e lavorata conbasso-rilievi relativi alla vita e gesta diS. Gio. Baltista. Esso fu ordinato a spesede’ Medici allora patroni della pieve, conl’anne loro posta sugli angoli di quel bat-tistero; ed e fama che il Cardinal Giovanni,poi Leone X , godesse anche il benefiziodi cotesta pieve.

Essa net secoli trapassati noverava settech. pari - ., attualmente ridotte a cinque, com-presa la nuova del convento di S. Bona-ventura al Bosco ai Frati, eretta in curaper decreto arcivescoviledel 45marzo4782;lealtre 4sono S. Giusto a Fortuna; S. Ja-copo a Coldaja; S. Lorenzo a Gabbianoe S. Maria a Cardetole. La parrocchiadi S. Michele a Lizzano, e stata unita allapieve; quella di S, Stefano a Cardetole e

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stata separata dalla pieve medesima e dataalla nuova del eonvento del Bosco aiFrati.

ß compresa nella parr. di S. Pier aSieve la fortezza di S. Martino che preseil titolo da un oratorio antico dedicato aquel Santo.

La cancelleria comunitativa e in Scar-peria, dove siede il suo vicario regio. L’in-gegnere di circondario e l’uflizio per l’e-sazione del registro staqno nel borgoS. Lorenzo; la conservazione delle ipo-teche ed il tribunale di prima istanza souoin Firenze .

Comunitä’ di S. Piero a StEvp, — Ilterritorio di questa Comunitä occupa unasuperficie di 40,636. 90, pari a miglia 4325della quäle superficie fu.rono tolti quadr.286, 93 per corsi d’aequa e pubbliche stra-de, dove nel 4845 fu trovata una renditaimponibile di lire 409,272 ed una popo-lazione di 2948 abit., a proporzione dicirca 226 individui per ogni miglio quadr.di suolo imponibile.

Confina con il territorio di cinque Co-munitä. Di fronte a ostro e scir. fron-teggia con quello della Com. dal BorgoS. Lorenzo, a partire dal poggio occiden-tale di Cornetole sulla ripa destra deltotT. Carza fino olio sboeco in Sieve, dovetrova dirimpetto a lev. la Com. di Scar-peria e con essa rimonta la Sieve finoall» confluenza del torr. Lavi'sone, chetrovasi al seit, del capoluogo; costi il ter-ritorio di questa Comunitä entra nell’al-veo del torr. Lavisone per dirigersi versoGabbiano, avendo sempre dal lato di lev.la Com. di Scarperia, finche trova dal latodi pon. la Com. di Barberino di Mugello,con- la quäle la nostra si accompagna di-rimpetto a maestro dai contorni di Gab-biano sino a che ritrova lu Sieve sopra.

La R. villa di Cafaggiolo per saliredi costi sul poggio di Petrojo e quindisull’altro del Trebbio, dove sottentra di-rimpetto a lib. la Com. di Calenzano, conla quäle gira intorno.al colle di Pezza-tole alla cui base trova ad ostro la Com, diVagliu, con la quäle l’altra di S. Piero aSieve, mediante il borro del Carlone, sidirige nella Carza, che attraversa per ar-riväre al colle di Cometale, dove ritrovail termine della Com. del borgo S. Lorenzo.