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cepire la metn del frutto delle miniere diSelvena , e la metä del castello, ubitanti,giurisdizio.ne, ecc., di Monte Masti.
Molti altri castelli e distretti della con*tea Aldobrandesca furono repartiti in que-sta divisione in modo ehe da un lato fu-rono posli i castelli di Pian Castagnajo,di Aspretulo, di Bocceno, di Marciano, diProceno e di Castel del Piano , con gliaffitti feudali di Potentino e di MontePinzutolo; e dall’altra fu messo a parte laterra di Saturnia, Castel di Palmula, diGinestra, di Montiano, di Monte Pescali ,di Suvereto e del castel d’Argentaro ; salvoil diritto della contessa d’ Orbetello sul-l’isola di Gianutri e gli affitti feudali diGiuncario, della tenuta del Tricusto, diCapalbio , di Montauto, Sano, Pereta, Sas-soforte, con le ragioni spettanti ai contiAldobrandeschi sopra i castelli di Roc-calbegna, di Calisano, di Tatti, di Ravi,di Cugnano e di Sassofortinoj solle terredi Monte Torliano e di Moscona; sugliaffitti feudali dei castelli d’Istia e di Ro-selle, sopra Castel Martino nell’ isola delGiglio, sopra Scarpenna, Manciano , Cini-giano, Canna, Striana, Stribuliano, Anse-donia, Castel di Pietra, Baliguano, Storti-gnano, Gerfalco, Ischia di Castro , Monte-merano, Sala e Montepetrello, con tuttii loro distretti, abitanti, chiese, pedaggie pascoli in quelle compresi.
Inoltre in quell’ atto rirnase convenutoche la cittä di Grosseto con le sue perli-nenze e distretti dovesse restare in Co-mune al pari de’castelli e terre di Radi-condoli, di Monteguidi, di Beiforte, dellaRocea a Sillano e di Montegermoli, com-presi tutti neila diocesi di Volterra, menoil castello della Rocchetta e la terra diScarlino.
Infine il conle Ildebrandino di Soana,diede facoltä al eugino conte di SantaFiora di scegliere quella parte di con-tea ch’ egli volesse al prezzo da conve-nirsi.
Ammettendo poi per vero ciö che scrissene’ suoi frammenti storici pisani Guidoneda Convasa, bisognerebbe credere che ilconte Ildebrandino Palatino di Santo Fio-ra, figlio del conte Bonifazio seniore, op-pure il di lui padre che visse fino al 1287,avesse avuto un figlio maritato ad nnafiglia del conte Ugolino della Gherardesca di Pisa . Lo storico perö tace i nomi, eniente meglio v’e da sapere da una mein-brana dell’^rcA . Dipl. Saitese de! 4286,rogato da Michele d’Jacopo medico 3 no-taro, nel quäle atto trattasi di una con-
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cordia fatta dalla contessa Margherita diSoana, figlia ed erede del fu conte Ilde-brandino, detto il Rosso, e gli eredi e figlidel conte Ildebrandino di Bonifazio se-niore di Santa Fiora e di donna Giovannacontessa Palatina loro madre. Da quellascrittura pertanto compariscono non menodi 4 figli maschi , cioe: 4 il conte Ilde-brandino Novello; 2 il conte Bonifazioiuniore; 3 il conte Enrico Novello ; 4 ilconte Guido.
Un’altra carta del di 8 gennajo 4294discopre un quinto figlio del fu conte Il-debrandino di Santa Fiora non rammen-tato nel 1286, quäle fu un conte Umbertoiuniore.
Per rogito poi del 4297, scritto inSanta Fiora , fu fatta una nuova suddivi-sione dei castelli e beni della contea diSanta Fiora tra i fralelli suddetli, figliuolitutti del conte Ildebrandino del conte Bo-nifazio seniore, di Santa Fiora , col mezzodi polizze scritte e tirate a sorte da unfanciullo. — ( dreh . Dipl. Fior. Cartedella Com di rolterra).
Che se la linea de’ conti Udebrandeschidi Soana si spense assai presto (maggio 1284),nel conte Ildebrandino il Rosso, che la-sciö un’uniea figlia nella contessa Mar-gherita ; all’incontro si mantenne sino alsecolo XV I’ altro ramo de’ conti Ilde-brandeschi di Santa Fiora , dei quali siconosce chiaramente la discendenza. Av-vegnache rispetto ad uno de’ figli delconte Ildebrandino di Santa Fiora noncompariscono meno di cinque membranescritte tutte nel 4289, nelle quali si notail conte Bonosa, zio iuniore, figlio delconte Ildebrandino di Santa Fiora , unode’qdattro fralelli rammentati di sopra;tra ie quali membrane quella del 23 marzo4289 contiene la nomina di due sindaciincaricati dall’abate Amiatino e dal Co-mune dell’Abbadia S. Salvadore ad eleg-gere il detto conte Bonifazio iuniore inarbitro per giudioare sopra le vertenzeinsorte fra loro. — (dreh. Dipl, Fior.Carte di della Badia).
Spetta allo stesso archivio e alla pro-venienza medesima una scrittura degli 8ottobre 4293 rognta nel palazzo de’contiin S. Fiora , con la quäle le due contesseGiovanna madre e donna Isabella forsemoglie del conte Bonifazio iuniore, con-fessano di aver rieevuto a frutto dal sin-daco della Badia Amiatina per quattroanni 960 capi di bestiame a ragione dilire 53 il cento per il tempo suddetto.
Da tutto ciö servirä apparire che il