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nunziata nel 4485, com± ingiusta conlro ildetto suo padre allora vbente. II quäle conteRembotto chiamerö II, giacche di uneoute Rembotto I fratello del conte Ma-nente seniore, figü del conte Pepone, sifece meozione di sopra all’anno 4447.
Ma non fu solo il ernte Rembotto IIfra i figli del conte Manente I, mentre ol-tre la membrana del 4202 di sopracitata,altre inemorie del tempo ne informanodi un conte Manente iuniore ed un conteTancredi, nati tutti dal conte Manente I.
Del conte Tancredi di Manente da Sar-teano fanno menzione anche Ie perga-mene Ae.\\’Arch. Dipl, San. all’anno 4229,quando nel 30 luglio i frntelli Bulgarelioe Pepone Rembotto, figli del conte Tan-credi di Sarteano , essendo stati espulsi dalloro paese dagli Orvietani guelfi, feceroalleanza con i Sanesi del contrario par-tito.
Anche nel Raleffo vecchio (ivi) esistela copia di un atto del 4246 nel quäle sifa menzione di Pepone Rembotto, e d’unterzo Manente loro fratello conte puresso di Sarteano , per mezzo di un conteRanieri del fu conte Manente, i quali ri-nunziarono al Comune di Siena ogniragione sopra alcuneproprietä; finche no-v'anni dopo (4255) si diedero in acco-mandigia ai Comune medesimo con laloroterra di Sarteano e suo Distr., ecc. (ivi).
Ma alla fine del 4264 poco dopo la sot-tomissione di quei conti fatta davanti aisignori Nove in Sieua li 47 settembre didetto anno dal conte Andrea di Ranieridi Manente I di Sarteano, in nome anchede’suoi fratelli Ranieri e Jacopo;. all’oc-casione della sollevazione di varie terree castella, dopo l’investitura data dalpontefice Urbano IV del regno di Napolia Carlo conte d’Angiö; anche i conti diSar teano si ribellarono dalla ghibellina re-pubblica per ritornare amici de’ guelfiOrvietani,
A conferma di ciö si ofire fra le altreuna membrana del 40 giugno 1288 esi-stente nell’^rc/t. Dipl. Fior. fra quelle diCestello, e nella quäle trattasi dell’ invioin Sarteano di due commissarj mandati dalComune di Orvieto per terminare unavertenza fra i conti di Sarteano ed i Ca-maldolensi di S. Pietro in Campo, ri-spetto ai confini controversi del distrettodi Mojona.
Frattanto dal documento del 47 set-lembre 4264 esistente fra le pergamenedell ’Arch Dipl, San,, (vol. VIII, carta 797),rogato nella ohiesa di S. Cristofano in
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Siena , 9i rileva che allora erano conti diSarteano tre figli del conte Ranieri diManente. Ora resta sempre a sapere daquäle dei tanti conti Manenti nascessequel conte Ranieri, che fu padre de’ treconti viventi nel settembre del 4264 e cheviveva nel 4246.
Non era perö Io stesso conte Manentequello che nel 4292 servi col grado dicontestabile la guelfa repubblica fiorentinain una guerra contro Pisa . (Ammir., Stör,Fior.)
Ma per passare dal secolo XIII al XIV,trovo un’altra pergamena del 4307, 30 ot-tobre, scritta in Chianciano (ivi, vol. XVI,pergamena 4367), nella quäle si scopronoalcuni conti di Sarteano stati anche si-gnori di Chianciano , quando cioe domina-vano costi i guelfi Orvietani. Tale furonoi fratelli Riccardo e Manente, figli di Stac-cio conte di Chianciano , quando nel 30ottobre di detto anno 4307 nominaronoun altro loro fratello per nome Cecco, inprocuratore per rispondere in Orvieto nella curia giuridica sulle controversieche potessero avere col vescovo di Chi'usi.
Erano pure del partito guelfo queiconti di Sarteano che nell’estate del 4325fecero parte della lega guelfa toscana perrecarsi in Val di Nievole contro il capi-tan lucchese Castruccio .
Finalmente figurö nelI339 fragli eser-citi fiorentini un Ferruccio, figlio naturaledi quei conti; fra i quali merita di essererammentato il guelfo conte Manfredi diSarteano , che nel 4348 fu eletto vicariodi Pescia per la Rep. Fior., ed altroconte di Sarteano che nel 4353 alla testadelle truppe liorentine tolse armata nianola terra di Cetona alle truppe del pre-fetto di Vico. (Loc. dt.)
Frattanto dalle cose fin qui indicatesembra che i conti di Sarteano dal 4265al 4353 militassero sempre a favore deiguelfi, ora d’Orvieto, ora di Firenze ; seb-bene nel secolo XIV restasse ai medesimipoco piuche il titolo di conti di Sarteano ,senza alcuna giurisdizione politica ed eco-nomica sopra gli abitanli,
Erano in questostato le cose de’Sartea-nesi, quando nel 4404 gli abit, di colestaterra si diedero liberamenle in accomandi-gia alla Rep. San. da rinnovursi ogni tantianni; una delle quali membrane nel 4467,c’informa che il magistrato comunitativodi Sarteano , foripato di 42 buon’ uominidi credenza, eleggeva i sindaci per stipu-lare, come fecero, e rinnovare per un tempopiü lungo i capitoli di accomandigia che