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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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tre chiese purt'occhiali, una delle quali col-leg/ata (SS. Lorenzo ed Apollinare), Ca-poluogo di Comunitä e di Giur. civile,nella Diocesi di Chiusi, Compardmentodi Arezzo .

Siede Sarteano fra le terre di Chian-ciano e di Cetonia e la cittä di Chiusi ,attraversata da una strada provinciale, aduna elevatezza di circa <1800 piedi soprail livello del mare, presso la base setten-trionale della montagna di Cetonia, allasinistra del fosso Oriato influente del tor-rente Astrone, che trova un buon migüosotto fra il gr. 29° 32’ longit. ed il 42°69’ 4” latit.; circa 40 miglia a scir. di Mon-tepulciano, 7 nella stessa direzione daChianciano , miglia 3 a inaestro di Ce-tona, 5 a lib. di Chiusi , 46 miglia a grecodi Radicofani mediante il varco della mon-tagna, e quasi altrettante a settentr, diSun Cascian de’Bagni.

Le inemorie piü vetuste fra quelle co-nosciute di Sarteano sono racchiuse frale membrane della Badia Amiatina nel-1 ’ Jrch. Dipl. Fior., dalle quali si conosceche il castellodi Sarteano , fino almeno dalsecolo XI, era dominato dai conti Manentidetti di Sarteano e derivanti dai conti Sa-nesi della Berardenga , dei quali si ha no-tizia fino dal secolo IX. Tale a me sem-bra quel coole Winigildo, nato da un conteFarolfo e marito della contessa Teodora,il quäle abitando nel suo castel di Sar-teano del contado di Chiusi per istrumentodel 4.° aprile 4038 donö alla Badia Amia-tina per fanima de’ suoi genitori , e perl’anima della di lui consorte alcuni benidi suolo ch’egli possedeva nel piviere diS. Maria, in luogo detto Surripa.

All’Art. poi Chiusi , cittä, quando fui al-l’anno 4053, rammentai un Pietrone, chia-mato Pepone, che fu conte di Sarteano perche figlio dei due Ultimi qui sopra no-minati; il quäle conte Pepone con due altrifrateili suoi, Ranieri e Farolfo, con istru-mento rogato in Orvieto li 25 febbrajodel 4053 donö altri beni ai monaci Ca-maldolensi di S. Pietro in Campo in Val-d’Orcia, ma dentro il circondario dellaComunitä di Sarteano . — V. Campo (S. Pie.tro in) in Val-d’Orcia, dove furono ram-mentati altri documenti relativi al conteWinigildo nato dal nominato conte Farolfofratello dei conti Pepone e Ranieri di Sar-teano . Inoltre ivi rammentai una letteradel pontefice Gregorio VII, scritta li 23gennajo del 4075 a donna Willa, figlia delconte Ardingo e moglie del conte Pepo-ne, che Io fece padre di un altro Pepone,

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secondo di questo nome, che fu conte diSarteano , l’ultimo de’quali per rogito del 47marzo 4442 consegnö la badia di SS. Tri-nitä a Spineta all’ubate Vallombrosano diColtibuono, dopo essere stata la badia me-desima fondata nel territorio di Sarteano dai suoi genitori conte Pepone V e conrlessa Willa teste nominati.

Discendevano poi dal conte Pepone II iconti Rimbotto e Manente, primo di questonome, uno de’quali, il conte Rimbotto, dopoessere stato emantipato dal conte Pepo-ne II di lui padre, con atto pubblico delmarzo 4447 donö altri beni alla badia diS. Pietro in Campo. — ( Annal. Camal.vol. 111)-, mentre rispetto ul dj lui fratel-lo, il conte Manente seniore, e rammen-tato come 'vivente e come conte di Sar-teano in due pergamene del 4426 e 4436esistenti mU'Ärch, Dipl. Sanese.

il Muratori e gli Annalisti Camaldo-lensi riscontrano sotto di 29 gennajo del4220 la conferma di una precedente sen-tenza del 9 ottobre 4185 a favore dellaBadia di S. Pietro in Campo, contro unconte Manente che ehiamerö II o iuniore,sia perche a quest’ultimo anno il conteManente che trovavamo adulto nel 447non poteva essere piü vivo riel 4240, e siperche altri istrumenti di data anteriorerammentano un conte Manente senioreo I, per distinguerlo dal iuniore o II.Tale e un atto del primo ottobre 4202,col quäle il conte Manente iuniore, e nonseniore, di Sarteano insieme con un suofiglio, per nome Tancredi, con Ranieri diPepone Caccia Conti, ed altri conti suoiconsorti della Scialenga, promise ai Si-gnori di Siena per se e suoi vassalli e fe-deli di non far pace con i Montepulcia-nesi senza il consenso de’Sanesi— Arcli.Dipl, di Siena , vol. 1 delle Pergamenen.° 66.)

A conferma poi che qui si tratti delconte Manente iuniore e del figlio Tan-credi, nipote del fu conte Manente se-niore , giova a parer mio la confermadella sentenza del 4485, quando il conteManente seniore era vivo; mentre nellaseconda sentenza del ‘ 29 gennajo 4240contro il Manente di Sarteano e suoieredi, questi si rammenta come morto; delquäle conte era figliuolo altro conte Rem-botto iuniore, nato dal quondam conteManente (S.) di Sarteano . ( Loc, eit.)

Da quest’ultima sentenza pertanto ap-parisce che fra i figli ed eredi del conteManente I vi fu conte Rembotto, il quälereclamato aveva contro la sentenza pro-