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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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vi stelle Uno all’agosto successivo, flacheebbono aperto per 45,000 fiorini d’ orocotesto fortissimo castello degli Ubaldini,nel quäle erano ridotti gran parte degliUbaldini e quasi tutti i ribelii bianchi eghibellini usciti di Firenze , che facevanoguerra alla Rep. in Mugello inßno all’Uc-cellatojo, e che poi per patti se ne anda-rono sani e salvi. Fu dunque nel frat-tempo di detto assedio, che la Signo-ria nel 48 luglio del 4306 ordinö a mess.Matteo di fare al piano di Mugello, inluogo detto la Scarperia, una terra cheservir dovesse di freno agli Ubaldini, ecombinossi, dice il detto Cronista, a edifi-care a di 7 settembre dell’anno 4306 eposerle nome S. Barnaba , ( Loc, eil.)

Tale era ridotto questo castello nel 4334quando entrarono in Mugello Ie truppedell’arcivescovo di Milano, capitanate daOleggio Visconti, che giä erasi insignoritodi Bologna , quando la Scarperia era con-tornata di fossi, di steccati e di murogliecon variestrade parallele ed una piazza cen-trale con pozzo pubblico.Ma la difesa rnng-giore della Scarperia la fecero gli animosisuoi abit., allorche nell’estate del 4354 unesercito del Biscione venendo di Val di Ma-rina penetrö nel cuore del Mugello, sie-che nel giorno 20 di agosto di quell’annole truppe baldanzose presentaronsi da-vanti alla Scarperia, Castello a quell’ oraappena murato da una parle e solainenteavvallato da un fosso intorno e da unosteccato.

Io non starö qui a ripetere ciö che unostorico contemporaneo, Matteo Villani ,diligentemente al cnp. II e seg., del Iib. 2delle sue Croniche riferi.

Solamente aggiungerö che lo stesso sto-rico al cap. 29, 30, 34,32 e 33 del libroinedesimo, trattadel modo come i difensoridella Scarperia sostennero l’assalto datodagli assedianti, finche fatta ogni provaper abbattere 1’ animo degli assediati nepotendo vincere la Scarperia con la forzadell’armi, ne con le allettative dell’oro,finalmente i capitani dell’oste del Biscionedovettero prendere il partito di rivalicarel’Appennino e andarsene a Bologna .

Cotesta lezione severa per altro serviall’ arcivescovo di Milano ad irritare an-ziche ad abbattere il suo orgoglio, tostoche egli nell’anno dopo (4352) ordinö unanuova imposizione di mezzo milione difiorini d’oro con la mira di prepararsi aduna nuova e piü orribile guerra controIn Rep. Fior., la quäle fece prontamenteterminare le fortificazioni della Scarperia.

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Infatti non erano scorsi ancora tre mesiche I’ oste lombarda unitasi alle masnadedegli Ubaldini, tentö di levarsi l’onta avutasotto il piccolo castello della Scarperiacoli’ impossessarsene ad ogni modo, quandonel 47 gennajo del 4352 alcuni de’ piüarditi di quei soldati, allettati dal guada-gno, in numero di circa 300 armati, en-trarono di notte avanzata senza esseresentiti nel castello. Ma quell» di dentrodestatisi e venuti in chiaro che la piazzadella Scarperia era piena di nemici , cor-sero per il paese a gridare: « all’armi, allamorte, alla morte » in guisa che colorofurtivamente entrati, innanzi di avvisarei compagni di fuori, furono facilmenterotti ed uccisi,

Comeche la Scarperia dovesse perdecretoappellarsi il Castel di S. Barnaba, con tuttociö questo nome non si mantenne al di lädel secolo niedesimo, e forse di pochi annidopo che fu dalla Sigmoria di Firenze de-cretato. Avvegnache se trovasi fra gli attinotariali un istrumento del di 8 agosto 4338rogato nel castel di S. Barnaba di Mugello,vi si aggiunse perö il nome del luogo anticoche poi prevalse, eine chiamato la Scarperia.(Arch. Dipl, Fior ., Carte del Bigallo),

Che anzi sebbene le membraine spettantialla compagnia della Madonna di Piazzain Scarperia, fossero scritte ne j 4339 nelcastello di S. Barnaba della Scarperia, unistrumento poi del 34 dicembre 4329 furogato nella Scarperia senza rammentarepiü il castello di S. Barnaba . (dreh. Dipl,Fior., Carte eit.)

Talche al tempo di Matteo Villani , alcap. 44, 45, ecc, del üb. II della sua Cro-tiica (all’ anno 4351 ed al 4552, cap. 55,ivi), non rammenta piü il castel di SanBarnaba e solo quello della Scarperia. Lostesso dicasi dello stesso Matteo all’ anno4364 quando racconta un falto tragicomeritevole di essere tramandato ai po-steri per designare lo smisurato amore dipadre e figliuolo nativi del borgo di San-t’Agata nel comune della Scarperia, con-tado fiorentino . (Lib, X, cap. 32) — V.Agata (Pieve di S.) in Mugello. In que-sto ultimo capitolo Matteo Villani discor-rendo del processo fatto in Scarperia nonrammenta che qua giä fosse stabilito ilvicario , ma solamente un uffiziale dipen-dente dal potestä di Firenze ; vale a dire,senza le facoltä accordate poco dopo aidue vicarii di S. Giovanni e di Certaldo ;mentre se fino dal 4340 quei paesi furo-no dichiarali capoluoghi e residenza ditre estesi vicariati, questo di Scarperia