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ciö che forniscc a quel terreno di allu-vione un colore rossigno.
A!la base poi dei poggi di Strettoja sa-lendo il Monte Folgorito incomincia atrovarsi la calcare cavernosa alternantecon terra rossastra in forma di bizzarrescagüe anzi che di stratificazione, cuitrovasi sottoposta una varietä di calcaresilicea di tinta grigia e buona per lastri-care le pubbliche vie, Quindi internandosinei poggi di Ripa e di Corvajo succedealla calcare cavernosa una specie di stea-schisto verdognolo e rossastro in inezzoal quäle furouo scoperte negli anni scorsicopiose vene e flloncini di cinabro (mer-curio solforoso). Le quali danno alla roc-cia che le contiene una tinta cremisina elucente , tanto piü viva , quanto piü laroccia steaschistosa si avvicina alle venedi quel cinabro.
Proseguendo da Ripa fino al fastigio dicotesta porzione di Alpe Apuana, la quäletermina costi pel Monte Carchio fino alMont’Altissimo, si veggono sotto 1’ anticarocca di Corvuja sostituite alla calcarecavernosa apparenzedi una terra argillosafossile, che piü in alto si converte in unsteaschisto argilloso molto potente, maquasi privi di talco, i quali strati sono«liehe atlraversati piü in basso du’ larghifiloni di quarzo bianco amorfo.
Dalla parte opposta del torr. Serra -vezza succede alla roccia calcare caver-nosa quella stratifonne compatta attraver-sata da vene di spato e da filoncini riecliidi ferro ossidato. La quäl calcare di tintaora grigio azzurrognola, come la colom-bina, oi'a giallognola, perde apparente-mente la sua stratiflcazione, e di maiioin mano che sale sul vicino monte Ce-rngiola, come pure su quello che 1’ avvi-cina della Costa, acquista l’aspetto di unacalcare marmorea brecciata, che terminapiü in dentro in una calcare granuläreod in un vero marmo ordinario.
Un eguale o consimile andamento of-frono presso a poco i monti alla destradel torrente medesimo, anche risalendo ilRimagno per la via delle Cuppelle ; dovesi presenta di nuovo la roccia di calcarelamellare bruciata, il bardiglio (mar-mo turchino venato) ed il marmo ordina-rio delle quali due ultime varietä sonoaperte da oltre tre secoli delle cave neifiume opposto alla pieve delle Cappelle inluogo detto Trambiserra che e uno sproneorientale del Monte Carchio.
Ne abbiamo obbliuto quel poco cheseris-9cro i biografi di Michelagnolo Buonarroti
TOSCANA
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e Giotanm Cainbi nella sua Cronica fior.,intorno alla scoperta de’ marmi bianchine’ monti di Serravezza , cavati verso il
4547 per ordine del pontefice Leone X .
Un grande servigio alla storia di Buo-narroti fu reso anni sono (4537) dal mas-sesse Carlo Frediani quando pubblicö al-cuni documenti inediti relalivi a quel di-vino ingegno ; il priino de’ quali rogatoin Serravezza li 28 maggio del 4545 edil secondo scritto in Firenze nei 29 otto-bre del 4548.
Tratta il primo della donazione che feceil Comune di Serravezza del Mont’ Altis-simo e del Monte di Cerasiccola pressola Cappella , dove si diceva ( dicitur) es-servi marmi da cavare. L’altro documentodel 4548, dopo che la Signoria di Firenzerivolse all’ opera di Santa Maria delFiore (Duomo) la donazione fatta 3 anniprima dal Comune di Serravezza, tratta diaccordare a Michelagnolo Buonarroti fa-coltä di potere condur seco a Serravezza quel numero e qualitä di scarpellini cheavesse creduto capace all’opera che ten-tava.
Infatli poco dopo il Buonarotti nei 49gennajo 4549 ( Stile comune ), concluse uncontratto col rappresentante del ponteficeLeone X mercö cui il Buonarotti si ob-bligava di dare finito per 40,000 ducatid’oro, in marmo di Carrara , la facciatadella chiesa di S. Lorenzo di Firenze aforma del modello dato ed approvato. Ionon dirö con le porole di quel contratto,o piuttoslo di una sua lettera autografa,che il eelebre artista si lusingava e pro-metteva di eseguire V opera piü grandech’ esistesse in Italia in lol genere ; dirösolamente che il contratto del 29 ottobre
4548 esiste tuttora nelF Arch, Gen. deicontrnlli in Firenze fra i rogiti di serFilippo di Cione di Giovanni di Cione.Riguarda esso il fitto delle cave dei mar-mi poste in luogo detto Finocchiaja, in-contro alla Cappella , cioe nei poggio diFrantiserra, a maeslro Domenico di Gio-vanni Bertini scarpellino di Settignano ,per cavare le due colonne lunghe brac-cia 44 e 4/3 e grosse da piedi braccia4 2/3 e da capo braccia 4 4/2 con labase e capitelli addetti alle stesse colonnea seconda del disegno e misura che glisaranno date, e con la paga di flo-riui 49 d’ oro per ciascuna colonna ca-vata e abozzata. Inoltre si obbligava ilBertini di cavare di lä e dare abbozzatisul posto per fiorini 25 d’ oro due pezzidi marmo da architravi della misura di
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