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stra, appena due miglia piü basso di quellodella Maddalena.
II settimo e 1’ antico ponte a Morianorammentato sino almeno dal secoio IXdal quäl tempo in poi fu rifatto almenoquattro volte, — V, Moriano in Val diSerehio.
L’ottavo ponte e quello di Monsanqui-lico, il piü vicino di tutti alla cittä diLucca .
II nono ponte e quello maggiore ditutti, detto di S. Pietro, costruito da pri-ma di legname e finalmente di pietra.
II decimo ed ultimo ponte esisteva pres-so il villaggio che gli dava il nome diponte a Serehio, caduto nel 4315 ne maipiü rifatto,
Il Serehio dalle sue sorgenti fino alponte a Moriano, per il cammino di circa34 miglia, sembra che non abbia mai va-l’iato il suo corso, posto che 1’angustiadella Valie superiore e la natura del suolomontuoso che la rieuopre ne assicura chel’alveo del Serehio non puö aver soffertovariazione notabile.
Non accadde perö la stessa cosa nellavalie centrale del Serehio medesimo, cioedal ponte a Moriano sino alla Chiusa dillipafratta; avvegnache le acque del Ser-chio sotto il ponte a Moriano si apriro-no una via per introdursi nel lago di Se-sto a lev, di Lucca , e ciö nel teinpo cheil ramo maggiore del Serehio passava perla via attuale a occidente di Lucca , edun altro minor ramo ne bagnava le muradal lato stesso di pon.
Agli Art. Auscressola, Gorgo (S. Pao-lo in) Lucca, Ozeri, Vico Pisano , ecc.,si discorse dell’andamento e delle vicendeistoriche subite dal ramo orientale, men-tre degli altri due rami occidentali appel-lati costantemente sercltim o apserclnm ,trattano molte volte le carte lucchesi deisecoli anteriori e posteriori al mille.
Inollre a testimonianza ehe anche nellaprima metä del secoio XIV il Serehioavesse dal Ponte a Moriano fino a Ripa-fratla un corso tripartito non credo siabbia a tralasciare l’autoritä di uno sto-rico allora vivente siccome fu GiovanniVillani , il quäle nel libro XI al cap. 440descrisse la strategica che nel maggio del4342 usö il comandante dell’esercito fio-rentino intorno a Lucca , assediata dal-l’oste pisana; allorchä i Fiorentini si mos-sero la mattina del 40 maggio da S. Pieroin Campo, e non potendo aver battaglia.coi nemici, i nostri ( cito le parole delCronista) p assarono i due rami del fiume
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Serehio ; il lev so ramo si era ingrossatotavto, che la sera non poterono pas-sare , ecc. Eil di appresso passö tiitta l’ostesopra quel ramo del Serehio verso il poggiodi S. Quirico (Monsanquilico) ecc.
Dopo alcune altre nolizie, Io stesso Vil-lani aggiunge, « Veggendo il nosiro capi-« tano afforzato il campo de’ Pisani e non« poter fornire Lucca , con sua gran ver-« gogna e de’nostri amici si parti l’oste,« a di 49 maggio, e tornossi di quä dal« Serehio dond’era venuta, e ripassarono« il Serehio » cioe il primo ramo (Ozeri)per la via di Altopascio .
Dissi il primo ramo cioö il piü orien-tale, giacche la via dell’Altopascio esceda Lucca dalla Porta Nuova, ch’e la portapiü orientale di quella cittä, e passar do-veva il primo ramo del Serehio (Ozeri)per quella via presso S. Paolo in Gor-go, quando 1’ andamento dell’ Ozeri ve-niva sempre da S. Casciano a Vico, perAntraccoli e S, Paolo in Gorgo, dove pie-gava da scir. a lib. per dirigersi per Ponte-letto e Vico Pelago nel ramo maggioredel Serehio per l’alveo stesso, o quasi, pra-ticato tuttora dal cosi appellato Ozeretto.
SERCHIO (PONTE a) — V. Pontea Sbrchio.
SERCOGNANO in Val di Magra. _ V.Casc. la cui ch. parr. e comune con quelladi S. Gemignano d’Alebbio, nel piviere diCodiponte, Com., Giur. e quasi 4 miglia ascir. di Fivizzano , Dioc. di Pontremoli,Comp, di Pisa .
Siede in monte sopra una rupe, allacui base orientale precipita la fiumanadi Aulelia dirimpetto alla sua pieve postasulla ripa sinistra della fiumana medesima.
Era qnesto uno de’castelletti de’mar-chesi Malaspina dell’Aquila, cui si ribel-larono nel 4449 i popoli di Aquila, Ca-sciana, Codiponte, Equi, Monzone, Pra-talebbio (Prato e Alebbio), Sercognano eVinca, giä a quei marchesi soggetli
La parr. di S. Gemignano ad Alebbioe Sercognano nel 4845 noverava 278 abit.
SERELLO nel Val d’Arno casentinese.— Cas. la cui ch. parr. di S. Donato fusoppressa nel 4786 e riunita alla cura diS. Maria alla Torre, nel piviere di Vado,Com. e quasi due miglia a maestro dicastel S. Nicolö, Giur, di Poppi , Dioc.di Fiesoie, Comp, di Arezzo .
Siede in poggio sopra un contrafforleorientale che dirigesi da maestro a scir.a pnrlire dalla strada prov, Casentineseal luogo detto l’Omo Morto fino al torr,Solano che trova presso Vado c Strada,