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Ma la legge di Carlo il Calvo che re-gnö in Italia daH’876 al settembre del877,cioö, a tenore delle carte lucchesi, pocopiü di nn anno, (inentre 1’ ultimo docu-mento lucchese in nome deli’ imperatoreLodovico II e del 16 agosto 875. Re-r jnante D.no nostro lllodovicus magnusImperator, anno 26, indict. Vlll, ed ilpriino alto scritto in Lucca in nomedell’imperatore Carlo il Calvo , <jr. Beiim p. Aug. post quam in Italiam ingres-sus est anno Ueo propitio imperj ejusprimo XVI Kal. aprilis, indict, IX, sic-come l’ultimo fu in anno imperj ejus 2.“septimo idus septembris , indict, XI)-, lalegge diceva o il capitolare dell’impe-ratore Carlo il Calvo dovette propagareil numero de'conti in Italia , dove infattitroviamo <T allora in poi il conte Ilde-brando I degli Aldobrandeschi, e nel se-colo susseguente il conte Gherardo dellaGherardesca, il conte Alberto Arcione diPrato, il conte Zenobio di Firenze , ilconte Adimaro degli Adimari, il conteTeudegrimo de’ conti Guidi di Modigliana ,il conte Cadolo di Fucecchio, il conte Ri-dolfo di Cspraja, ecc., ecc., ed in seguitotutli quei baroni e valvassori che allestrade facevan tanta guerra.
I fetti storici teste indicnti acquistanonuova forza di vero da un atto pubblicorogato in Chiusi nell’anno secondodopo lamorte deli' imperatore ( Arch, Dipl, Fior.Carte della. Badia Amiat.)
Che se in Siena al pari ehe in Lucca ed inaltre cittä della Toscana , verso il 901 tornöa proclamarvisi l’imperatore Lodovico III,figlio del defunto re Arnolfo, per altro ilsuo regno non oltrepassö in Italia 1’an-no 902, giacche per iniqui maneggi delpotente marchese Adalberto, sino dal 17aprile del 903 i rogiti Luccliesi sono in-testati al re Berengario I (anno XVI delsuo regno), sotto il quäle si riconoscevaJa cittä di Siena nelP agosto successivo(anno XVII del suo regno) e tutte le altredella Toscana sino al 903 (Indiz . VIII.)
Che perö il re Berengario non regnassesenza interruzione non solo nel Lucchesee Pisano, ma nel Sanese e nel Chiusino ,lo dimostrano le carte Amiatine e quellepubblicate dall’ Ughelli nell' Italia sacra(in Episc, Clusini), alcune delle quali ciscuoprono Arnolfo re de’ Francesi e d’I-talia. Ma non era per anco coinpito il pri-mo anno del regno di Arnolfo in Italia ,quando aveva cessato di vivere Guido checome imperatore regno sulla maggior partedell’Italia media ed inferiore. All’Art Li'cca
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fu giä detto che i notarj di quella cittäe di altri luoglii della Toscana tornaronoa segnare ne’loro rogiti l’anno ed i ti-toli ora del re Arnolfo, ora deli’impera-tore Lodovico III suo figlio, ed ora del reBerengario I . — V. Fiorentim, Memoriedella gran conlessa Matilde, lib. III.
Tornarono a scomparire dagli atti pub-blici gli anni del regno di Berengario I ,dopo quello del 13 febbrajo, indiz. VIII,903 anno regni Berengarj XVIII, ed asostituirvi quelli dellTncarnazione di N. S.fino a quello del 30 aprile (pridie Kal.mugias indit. X,) in cui tornano i notarilucchesi a intitolare nei loro rogiti il reBerengario (anno imperii (sic) ejus . . )inentre 1’atto successivo del -l t ° maggio,e quelli del 21 luglio (indiz. X, 1907) del23 detto, e cosi tutti gli altri fino al 907hanno di nuovo gli anni dall’ incarna-zione fino ad un del mese d’aprile (indi-zione XI), 908, nel quäle atto torna a no-minarsi Berengario: rex Langobardorum,anno regni ejus XXI , mense aprilis(indit XI.)
Talche avendo trovato pubblicate nelvol, V, p, III delle Memorie lucchesi que-sta e la preceidente niembrana del 30 aprileindit. X, in cui si rammenta Berengario non giä re, mü imperatore. es§en(Jo StUtocancellato l’anno de| suo impero, ho du-bitato che dovesse riferire ad un’ epocamolto posteriore.
Continuano a trovarsi indicati gli annidel regno di Berengario I in una cartalucchese del mese di maggio successivo,per quanto altra niembrana del 21 mag-gio dell’anno stesso e diverse altre in ap-presso non ranimentino che 1’ anno del-i’incarnazione e I’indiz. XI, XII, XIII,XIV, XV, cioe 908, 909, 910, 911, finoal 2 gennajo del 913 (indiz. prima) nellaquäle torna a rialfacciarsi il re Berenga-rio (anno regni ejus XXVIII quartumnonas januarii, indit, 1).
Cosi seguitano le altre carte fra le qualiciterö quella del 23 marzo indiz. I, chedava XXVI anno del regno di Berengario ,mentre in altra pergainena lucchese ivipubblicata nel primo marzo del 913 indi-zione III, il re Berengario eraentrato nelXXVIII anno del suo regno, per dircielf egli innanzi quel giorno era slato in-coronato re di Lombardia . Importa ezian-dio alla storia il conoscere un’altra cartadell’8 agosto 913, indiz. 1, scritta in Pisa senza rammentare il re Berengario , men-tre i notari lucchesi continuavano a regi-slrare gü anni del suo regno, XXVI, nel