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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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SIG

sendo specificato la pieve cui appartenevo,una delle memorie meno dubbie dell’ esi-stenza di questa chiesa si trova in unatto del 23 dicembre 977 seritto in Pisa dalla contessa Willa madre del marcheseUgo, allorche donö alla sua badia fioren-tina una chiesa posta nel castel di Signa con 40 rnansi (piccoli poderi) ad essa an-nessi insieme col castello di Signa . (Lami,Memor, Eccl. Fior,, p. 87.)

ltispetto poi alla pieve di' S. Lorenzoa Signa , e nota la donazione che ne fece*al suo capitolo di Firenze il vescovo Raira-baldo fino dal mese di luglio del 964, con-fermata tre anni dopo dal vescovo Li-chelmo suo successore.

Che poi il castel di Signa nel secolo Xfosse ben poca cosa lo dä a conoscere ladonazione fatta nel dicembre del 977 allabadia fiorentina del castel di Signa conla sua chiesa, corte, ecc., rifatto piü gran-de con mura torrite nel 4327, vale a dire,l’ anno dopo di essere stata distrutta daCastruccio, per mandato de 1 duca di Ca-labria vicario regio in Firenze a spesedelia Repubblica .

II ch, Manni nel vol, 11 de’ suoi Sigilliantichi dei secoli bassi, ne illuströ unorispetto all’ antico comune di Signa , ilcui blasone era il ponte col giglio fioren-tino ed i gigli delia casa d’Angiö nel cum-po , prova indubitata che questo non fuil primo ponte distrutto nel 4278 e po-steriormente rifatto, e quindi nel feb-brajo del 4323 da Castruccio abbruciato,il quäle doveva essere di legna e non dimateriale, come fu supposto.

Imperocche Aldo Manucci nella vita diCastruccio toccando di questo fatto dice:

« A di 28 febbrajo del 4323. fece ardere« e tagliare a Signa il ponte sopra ila fiume »; la quäle operazione di arderenon si eonfaceva ad un ponte tutto di ma-teriale.

Giä all’Art. Ponte a Signa si disse chealla piü antica sua fondazione ne richia-mava probabilmente il Puccinelli, nellesue Memorie storiche di Pescia , dove citaun fatto relativo alle gesta di S. Alluc-cio, il quäle verso il 4120 ottenne facoltädal vescovo di Firenze di poter costruiredentro i confini delia sua diocesi sull’Arno un ponte a benefizio de’poveri viandanti.

E siccome non vi e ne vi fu allro pontefuori di Firenze dentro la diocesi chequesto di Signa , vi e ragionc di dubitareche qui si ergesse quel ponte di legnoche alcune carte delia Badia o Settimorammentano nel 1232 sotto it vocabolo

SIG 4373

di ponticello; il quäle ponticello era giärovinato nel 4278, allorche fu eretto ilfonte battesimale nella chiesa preposituradi S, Mnrtino a Gangalandi, e ciö per laragione ch’era stata interrotta, a cagionedelia caduta di quel ponticello, la comu-nicazione fra la pieve a Signa posta sullaripa destra e la parrocchia di Gangalandisituata alla sinistra dell’Arno_Y . Gan-

galandi.

Ma un nuovo ponte (quello cui riferi-sce il fatto di Castruccio) era stato in-nalzato nel 4287 almeno, tostoche in quel-l’anno ö rammentato da una membranadel 4 ottobre, oltre quelle posteriori del48 febbrajo 4289 (stile fior.), eec,, deliaprovenienza stessa di Ceslello n e\Y sirch.Dipl. Fior,

Io non dirö se al primo ponte che ro-vinö intorno al 4278 riferisea quello di-segnato dal Manni nell’ illustrazione didetto sigillo, e che dice efligiato in unacampana antica delia chiesa di S. Mariain Castello fusa nel 4266; dirö bensi cheal secondo ponte di Signa riferisce il fattodi Castruccio , quando nel 28 febbrajo del4323 (stile fiorentino) fece ardere Signa e tagliare il ponte sopra 1’Arno , comescrisse Giovanni Villani , nel lib. IX,cap. 333 delia sua Cronaca, mentre AldoMannucci spiegasi piü chiaramente di-cendo che Castruccio fece ardere e ta-gliare il ponte sopra il fiiime, ecc.j ri-fatto nel seguito a quello e nel susse-guente anno 4327,

A cotesta distruzione di Signa ed all’e-poca delia sua riedificazione, sebbenenonparlö dei ponte, ne richiama l’iscrizioneesistita sopra la porta del Castello.

Riferiscono pure alle vicende idraulichee storiche del distretto di Signa , prima ditutto il mercato di Signa rammentato finodal 4449 in una carta del 4.° ottobre,mentre del Iuogo appellato il Mercataledi Signa trovasi fatta menzione da altramembrana dell’41 agosto 4252 citata al-FArt. Lastra a Signa ; ma quel Merca-tale e per conseguenza il Iuogo del mercatodi Signa doveva esistere alla sinistra del-l’Arno nel popolo di Gangalandi, avve-gnachä un possidente di Signa concedeli-cenza ai monaci delia Badia a Settimo dipoter fabbricore una pescaja nell’ Arno dalla parte del Mercatale di Signa finoalla metä del fiume; e siccome e noto chei inulini delia Badia a Settimo furono nelpopolo di Gangalandi, cosi ne conseguitache anche il Mercatale di Signa fosse dallato delia Lastra, al pari di una pescaja