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che il capitolo della pieve alienö a queimonaci fino del 4 marzo 4234 (stile fior.)al pari di aUra pescaja posta presso Si-gna venduta da tre possidenti del luogonel 40 gennajo 4268 (stile fior.)
A simili pescaje ed ai niuiini dei mo-naci di Setlimo appellano molte carte diquella Badia citate agli Art. GaNgalandi,Lastra a Signa.
A simili pescaje e mnlini sulla ripa si-nistra dell’Arno fra la Badia a Settimo eia chiesa di S. Mammeo, ora S. Miniato aSigna , appellano varie deliberazioni dellaSignoria di Firenze nella prima metä delsecolo XIV, con una delle quali del 27maggio 4334, due anni innanzi quellodella funesta piena del 4.° novembre 4333,fu determinato di far demolire tutte lepescaje e mulini costruiti suH’Arno, a par-tire dal Ponte a Signa fino al paesn diCapraja, nonostante la protesta fatta dal-l’abate della Badia a Settimo; a condi-zione che la ricompensa da darsi a quelmonastero si limitasse a fiorini d’oro 3500,da repartire detta somma fra i popoli eComunitn limitrofe che avevano interessea tale demolizione, ed intanto la Repub-blica assegnava a titolo di cauzione a dettomonastero il poggio di Semifonte, ossia diPetrognano, ed otto tavole del Comune diFirenze che teneva per i carnbisti in mer-eato nuovo.
Questa determinazione che precede di29 mesi la grossa piena del 4." novembre
4333 non fia da confondersi con quelleposteriori, una delle quali del 43 marzo
4334 (stile fior,) proibi 1’ edificazione diqualsiasi mulino , pescaja, ecc., distantemeno di 2000 braccia dalla parte di (evantea partire dal Ponte a Guastaconte, e brac-cia 4000 dalla parte di pon. a partire dalPonte alla Capraja (ivi).
Perö la gran piena del novembre 4333,la cui forza atterrö dentro Firenze granparte di tre ponti, non sembra che re-casse molto danno ne che abbattessequello nuovamente rifatto nel 4327 a Si-gna , come dice l’iscrizione. E certo che lefortificazioni intorno a Signa ed a difesa diFirenze si ordinassero dai dieci di Balia di guerra fino dal 27 settembre del 4325,vale a dire, quattro giorni dopo la bat-taglia funesta dell’Altopascio , quando idieci di Balia ordinarono a fraTaddeo con-verso del monastero di Settimo di spen-dere lire 4400 di fiorini nelle fortificazionidel castello e ponte di Signa (loc. eil.)
Ma al monaco cisterciense non diedetempo di provvedere il yincitore dell’Al-
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topascio, giacche nel 29 settembre dellostesso anno Castrnccio dopo la vittorianon tornö a Lucca , intento sempre a guer-reggiare i Fiorentini; il quäle con tuttala sua oste dopo la sua venuta a Pistoja entrö in quel giorno a Lecore insul con-tado e diocesi di Firenze, e il di seguente(30 settembre) pose il campo in sui collidi Signa . Quindi soggiunge il Vilgani(Cronica , lib, IX, cap, 347), « i cavalierie pedoni de’ Fiorentini eh’erano in Signa ,•facendolo afforzare, veduto l’ oste di Ca-struccio, abbandonarono la terra, e furonosi vili, che non ardirono tagliare il pontesopra l’Arno , ecc. » Per modo chö nonessendo corsi che tre giorni dalla provvi-sione del 27 settembre al 30 di detto me-se, dovea necessariamente maneare il tempoai Fiorentini per ripararsi da quel ful-mine di guerra.
Cosi scriveva lo storico del tempo, ilquäle nel libro posteriore aggiunse che unanno dopo, ci.oe nel 44 settembre del 4326,i Fiorentini sotto il duca di Calabria lorosignore, ordi narono di riparare ed affor-zare Signa e Gangalandi.... e cosi fu fatto,e Signa fu imurata di belle mura ed alte,con belle torri e for'ti, coi denai'i del Cb-rnune di Firenze come infutti diceva 1’i-scrizione da noi ripoJrtStO;:: E Gflll galandifu ordinato riparare scendendo verso Arno (Lastra) sopra il capo del ponte; fecionsii fossi, ma 1’ opera non si compie allora.
Era gia inurato e ben fortificato il Ca-stel di Signa quando nel 4397 vi capitöcon le sue masnade il conte Alberigo daBarbiano, uno de’ condottieri di compa-gnie al servizio del signore di Milano Ga-leazzo Visconti, nel mentre che la Repub-blica Fiorentina deliberava un’altra voltala guerra a quel suo acerrimo nemico. Ilconte Alberigo dopo aver corso depredan-do tutti i paesi del Chianti, di Val-di-Greve e di Val-d’Ema, se ne venne allaLastra e quivi dato pure il guasto a tuttala contrada, passato il ponte s'accampöcon l’esercito intorno al Castel di Signa ,che combatte per due giorni senza altrofrutto che di avervi lasciato gran numerodi morti e molti ferili. (Abimir,, StoriaFior., lib. Xn.)
Si disse poi che fino deU’ anno 977 Inchiesa di Signa fu donata dalla contessaWilla alla Badia fiorentina, alla quäle peraltro fu contrastato nel prinoipio del se-colo XIII, linche il pontefice Onorio HIobbligö gli abitnnti del Castel di Signa a ricevere il rettore della loro parrocchia! dttll’ nbate di detta Badia,