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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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sta di un loro sindaco, öffinchä si reeassea Firenze per prestare giuramento di fe-deltä in liome loro al principe Gualtieriduca d’Atene, allora signore generale didetta cittä e di tutto il suo dominio, com-preso il contado Aretino. ( Arch . Dipl.Aret. Parte dell'Arch. gen,).

Probubilmente e quella corte di Sitri-gnano (sic) che I’ imp. Ottone I nel 967donö ad un conte suo fedele con altriluoghi di questa contrada. — V. MassaVerona .

La pari-, di Sintigliano nel 4843 con-tava -144 abilanti.

SIRIGtVAiXO in Val di Sieve. — Villanel popolo di S, Marlino al Castagno,nella Com. di S. Godenzo , Giur. civiledi Dicomano, Dioc. di Fiesoie, Comp, diFirenze . — V. S. Godenzo e Castkagnoin Val di Sieve.

SIRO (S.) a CASCIA nel Val d’ Arnosuperiore. ■—Contrada ehe prende il Ho-me dalla sua chiesa parr. (S. Siro) e dallasua pieve di Casein, nella Com., Giur. ci-vile e circa due miglia a ostro-lib. dilleggello, Dioc. di Fiesoie, Comp, di Fi-renze . _ V. Cascia (Pieve a),

La parr. di S. Siro a Cascia nel 4843noverava 453 popolani.

SISTO (S.) al PINO. nel Val d’ Arnopisano. _ V. Pino (S. Sisto al).

SITECCHIO fra la Val di Merse e laVal d'Elsa. — Cast, perduto, dove fu unachiesa (S. Giovanni), nel piviere di Val diStroa, orn di Scorgiano, sull’nntico con-fine e della diocesi di Volterra con quelladi Siena, fra le -Com. di Monteriggioni ,di Casole e di Sovicille .

Trovavasi sullo sprone occidentale delMonte Maggio quaudo apparteneva ai no-bili di Stroa e di Straggia, siccome appa-risce fra gli altri da un istrumento deltre giugno 4468 rogalo nel poggio diMalborgo , dove trattasi di una venditafatta alla Badia dell’lsola da quei nobilidi alcune terre che possedevano in S, Gio-vanni a Sitecchio sul Monte Maggio.

Anche una pergamena della badia diPassignano del 4456 rammenta il cast. diSitecchio nel lerritorio sanese. (Arch.Dipl. Fior., Carte della badia di S. Eu-gen io e di Passignano).

Finalrnente il luogo di Sitecchio e no-minato dal pont. Alessandro III sul eon-fine della diocesi di Volterra in una bolladel 3 oprile 4479 diretta al vescovo Ugodi detta cittä designando per confini dellatnedesima « ab Elsa usque ad mare et atermino qui est juxta Silichium et ab

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alio qni est prope Sufficillum et ab illoqui est prope Tocchi, » ecc. — V. Vol-terra , Diocesi.

SMILEA (VILLA detta ) nella Valle dell’ Ombrone pistojese. — Villa gran-diosa che ha l’aspelto di un fortilizio di-rimpetto al soppresso monastero di SanSalvatore in Agna, posto sulla ripa sini-stra del torr. Agliana nel popolo, Com. emeno di mezzo miglio a lev.-scir. dellacontrada e pieve del Montale, Giur., Dioc.e circa miglia 6 a levante di Pistoja,Comp, di Firenze . — V. Agiu del Mon-tale.

SOA$A piü spesso SOVANA (Suana)nella Valle della Fiora. — Cittä di ori-gine etrusca , ora deserta, un di popolata,che conserva il titolo alla sua antica dio-cesi , nella Com, e circa miglia 5 a lib.di Sorano , Giur. e tre miglia a maestrodi Pitigliano, Comp, di Grosseto .

Siede in mezzo ad una pianura di tufovulcanico posta sulla ripa sinistra del fiu-me Fiora, circa 9410 piedi sopra il livellodel mare Mediterranen, poco piü bassa diPitigliano , fra i fossi Calesino e Peccio-lana, tributarj entrambidel vicino fiume,fossi che servono quasi come a Pitigliano ad isolare la cittä dal la vicina campagna.

Questa cittä, ora deserta e dl aria assaimalefica, lua abitata da g-ente non pocainnanzi l’arrivo dei Longobardi, si che allafine del secolo VI, per asserto di S. Gre-gorio Magno, se ne disputavano 1’ al—leanza tanto i Greci come i duchi diSpoleto ; questa cittä che continuö anchedopo il mille ad essere la residenza deiproprj castaldi, vescovi, ecc., questa cittäche nel secolo X fu decorata d’una gran-diosa cattedrale tuttora esistente, che nel-l’estate del 4240 fu assediata da un eser-cito deH’imp, Federigoll, oggidi e ridottain si lacrimevole situazione che nell’estatefugge di costä quasi tutta la sua popola-zione, a segno che d’ indigeni non vi re-stano piü che cento abitanti.

Diceva il niituraiisla Santi che visitöquesta cittä nella fine del secolo XVIII,che 1’ ambito considerabile delle atlualisue mura non etrusche, le strade chel’attraversano rette e parellele, della lun-ghezza di quasi mezzo miglio , le case. epalazzi o diruti , o cadenli che le fian-cheggiano , gli avauzi di un acquedotto ,della sua r'occa e dell’ abitazione de’ suoiconti, e la fabbrica della sua grandiosacattedrale innalzata nel secolo XI, tuftociö dimostrerebbe che cotesta cittä, oraridotta a scheletro, fu grande e raggnar-