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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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forse innanzi il castello di Sterzi fu do-minato da certi nobili appellati Lom-bardi di Sterzi, rammentati in un attodel 4-109.

Io non dirö se questi Lombardi diSterzi furono feudatar.j de’ conti Guidi ,cui lo donarono gl’imperatori padre e fi-glio, Arrigo VI e Federigo III, ne diröse erano i üttnarj dei beni che fino dalsecolo X possedevano in Sterzi i nobili diStaggia e Strove.

Dirö piuttosto che gli uomini di Sterzisotto il goveriio della Piep. Fior. face-vano parte della lega del Chianti, i dicui regolamenti furono scritti sino dal4386,*molti anni prima che i nomi deipopoli componenti Ia detta lega fos'serostampati nelli statuti fiorentini del 441a;olla quäl’ epoca esisteva anche il popolodi'S. Donato a Verzeto, soppresso nelsecolo XVIII, mentre quello di S. Luciaa Castagnoli, giä sotto il piviere di Pog-gibonsi, fu riunito molto innanzi al po-polo di Sterzi; il quäle nel 4848 contava443 abit.

ST1A nel Val d’ Arno casentinese. —Terra illustre con ontica e grandiosa ch.plebana (S. Maria Assunta), capoluogo diComunitä, nella Giur. civile di Pratovec-chio, Dioe. di Fiesoie, Comp, di Arezzo .

Siede alla base del Monte di Falteronadove il fmmeArno chescendedi lä, rieevepresso i! Ponte detto di Staggia , il tri-buto di questo grosso torrente dal quäleebbe titolo la pieve ed il paese di Stia,giä detto di Staggia.

Trovasi Stia nel grado 43° 84’8” latil.,al grado 29° 48’ longit., quasi 2 miglia asettentrione di Romena e della sua pieve,un miglio a maestro della terra di Pra-tovecchio, mezzo miglio a scirocco dellatorre di Porciano, quasi altrettanto a ostrodell’antica Comunitä di Palagio, circa 7miglia nella stessa direzione dal Capod’Arno e 8 miglia a ponente-libeccio del-I’Eremo di Camaldoli.

Fu il paese di Stia con il suo territo«rio uno dei feudi dei conti Guidi toccatoal rarno de’ conti di Porciano, i quali te-nevano residenza nel castel vecchio di Stiao Staggia , nel luogo denominato tuttorail Palagio, donde prese il distintivo finoall’etä del granduca Leopoldo I la Comu-nitä di Stia, giä detta del Palagio.

AU’articolo Pietrafitta e Sfrugnanodel Val d’Arno casentinese fu citato unistrumento dell’ aprile 4034, rogato nellacamera del pievano della Pieve di Stia ,nel quäle si rnmmenta uno de’ conti Guidi

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che donö alcuni beni alla chicsa di Spru-gnano posti in diversi luoghi del Ca-sentino.

L’istrumento inoltre che fu rogato inloco Casenlino judicaria jlorentina et fe-sitlana. ' •

La quäle espressione, ripetuta moltevolte in altre carte, serve, a parer mio, aqualificare la doppia giurisdizione, cioe,tiorentina politica e fiesolana ecclesiastica.

Piuttosto nascerebbe questione nellapersona del conte Guido che donava, eche si dichiarö figlio del fu Alberto (sic)vivente a legge, ripuaria, mentre nell’ e-poca medesiina un-conte Tegrimo, figliodel fu conte Guido della famiglin de’ contiGuidi, in un atto del rnaggio 4043 scrittoin Pistoja , si dichiarö seguace della leggelongobarda.

Inoltre all’Art. DatolE (S.) citai unistrumento del 4400 che ci scopre un al-tro conte Alberto figlio del conte Te-grimo di Porciano e di Stia , mentre diun terzo conte Guido Alberto di Porcianoe Stia fece parola un istrumento del 42febbrajo 4338 citato all’Art, Porciano.

Comunque sia ripeterö io qui che iconti di Porciano erano anche i signoridi Stia Vecchio o Palagio , ai quali di-nasti apparteneva quel conte Guido Fran-cesco da Porciano, figlio che fu di nnconte Guido, e che nel 4352 tre annidopo aver tentnto di sorprendere ed oc-cupare a viva forza il castello di Vicorati,nel 4358 fu preso al servizio della Rep,Fior, conducente di un corpo di Caval-leria j ed era quello stesso personaggioche nel 1363 lo storico Ammirato qualilicöcome conte di Palagio, e che nel 4360troviamo che morendo lasciö i suoi figlisotto la tutela della Signoria di Firenze insieme ai ioro castelli. (Ammirato, Stör,Fior., lib. XI, XII e XIII.

Inoltre all’Art. Palagio del Casentinofu indicato qualmente anche nella primanietä del secolo passato la contrada supe-riore di Stia portava il nomignolo di Pa-lagio Dentro per distinguerlo dal territo-rio, poi contea di Urbech, chiamato Pa-lagio Fuori.

La terra di Stia nuova sotto PalagioDentro fu rifutta per ordine della Signo-ria di Firenze nel 1402, due anni dopodi aver cacciato uno di quei conti dalPalagio, come ribelle della repubblica, ilconte Antonio, nipote del conte Piero; delquäle trovasi fatta menzione da una rneni-brana del 21 seltembre 4403 dell’ jirch.Gener,, ora nel Dipl. Fior., scritta nel