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castel di Romena, relativa allacompra daesso fatta di un pezzo di terra posto neldistretto di Paiagio per il prezzo di 42liorini d’oro.
Dal 1400 in poi Ia terra di Stia di-ventö capolnogo di una Comunitä dellaRep. Fior. appellandosi Comunitä di Pa-lagio Fior., sebbene i! stio magistrato se-desse nel paese di Stia moderna , dove ela sua antica pieve edificata verso il se-colo XII a tre navate, ed avente colonneche sostengono gli archi a sesto tondocon sopra capitelli di macigno rozza-mente scolpiti. La sua facciata che fu riedi-ficata nel secolo XY11I piü internatnentead oggetto di slargare la strada princi-pale, era costraita al pari del restante dipietra serena del Inogo, ed aveva soprala porta maggiore un assai rozzo basso-rilievo, forse allusione all’Ascensione diMaria Santissima.
DeH’antichitä della pieve di Stia, se nondella sua serve di riprova 1’ istrumentodell’oprile 1034 di sopra citato.. Essa con-tava dieci chiese succursali, allualmennteridot'te quattro, cioe: l.° S. Cristina aPapiano, 2. S. Lorenzo a Porciano, 3.Sant’Andrea a Graviserri, 4. SS. Primo eFeliciano a Yallucciole.
Furono soppresse le parrocehie di SanSalvatore a Basilica e S, Nicolö del Lagoe date alla pieve di Pratovecchio quelledi San Riagio ad Ama, di S. Vito a Lon-nano, di San Romolo a Valiano; restaronopoi sotto il piviere di Romena le chiese diSan Jacopo alla Yilla, di San Bartolom-meo a Castel Castagnajo e forse l’altra diSan Giusto a me ignota.
Fra gli uomini piü distinti nativi diStia contnsi un Bernardo Tanucci , ivinato nel 20 febbrajo 1698, educato nellebelle lettere da Andrea Tanucci profes-sore nell’universitä di Pisa , quindi pas-sato a Napoli col re Carlo IV delle DueSicilie , e divenuto primo ministro di Slatosotto ilfiglio Ferdinando IV , e quasi arbi-,tro del regno sotto quel re.
Siede in Pratovecchio la sua cancellc-ria conumitativa ed il stio giusdicente ci-vile, mentre in Poppi e il suovicario re-gio, il suoingegnere di circondario e l’uf-fizio di esazione del registro,
La conservazione delle ipoteche ed iltribunaledi prima istnnza sono in Arezzo .
Quäle aumento sensibile di popolazionenbbia avuto questa terra in quest’ ultimosecolo !o dira la statistica seguente, Men-tre la parroechia della pieve di Stia nel4745 contava 725 abit., essa nel 4833
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era salita a 1158 e nel 4845 a persone4011, delle quali 235 entravano nella Com.iimitrofu di Pratovecchio .
Comukita’ di Stia. — Il territorio diquesta Comunitä occupa una superticiedi quadr. 47,948. 20, pari a miglia 22. 35,dai quali sono da detrarsi quadr. 439. 58;dove nel 4843 fu trovatu una rendita im-ponibile di L, 49,168. 5. 4, eon una po-polazione di abit. 3026, a ragione di circa444 auime per ogni miglio qtiadralo disuolo imponibile.
Confina con il territorio di sei Co-munitä del granducato , tre delle qualispettano alla Val di Sieve, due al Vald’Aruo casentinese ed una alla Romagna nel Vallone del Rabbi, con la quäle fron-teggia dal lato di greco mediante il giogodell’ appennino di Falterona , dirigendosiverso settentrione, dove tocca ii ter-ritorio comunitativo di San Godenzo, epoco dopo piegando verso maestro sot-tentra la Comunitä di Londa, con la quälesi accompagna a ponente sullo sprone delMonte della Consuma, sulcui giogo trovaa ponente-libeecio la Comunitä di Pelago,con Ja quäle si accompagna sulla vecchiastrada Casentinese. Ivi trova a libeccio ilterritorio della Comunitä casentinese diMonte Mignnjo, con la quäle scende involle verso ostro, A ostro iinalraente trovail territorio della Comunitä di Pratovec-chio presso la ripa destra dell’Arno chepoi dopo aver rimontato attraversa perandare alla sua sinistra e salire dirim-petto a seiroceo e levante sul giogo dellaFalterona accostandosi al bosco di Ca-maldoli, di iä dal quäle ritrova a grecola Comunitä di Premileore.
Una sola strada rotabile scende a Stiaed e quella che viene dalla provinciale ca-sentinese che passa sopra il ponte di pie-tra che cavalca l’Arno dirimpetto a Stia,e ehe rasentando la sua ripa sinistra sidirige a Pratovecchio.
Non parlerö delle strade mulattiere chesalgono sul Monte della Falterona per an-dare a Camaldoii, alla macchia dell’ O-pera nella Comunitä di Premileore ed aMonte Mezzano, supposta praticata daAnnibale , giacche ne feci parola all’Art.Lago (S. Nicolo’ del).
Dirö bensi che nosce nel territorio diStia al suo maestro il fiume maggioredella Toscana al luogo detto Capo d'Arno ,della cui elevatezza sopra Stia si parlö al-l’Art. Ar.vo; e che sotto di Stia sul Montemedesimo della Falterona ha origine iigrosso tributario suo, il torrente Staggia,