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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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TOR

JVoiisie di Fr. Giacomo da Torrila citöun istrumento del 2 ottobre 4208, di pacefatta fra i Fiorentini ed i Sanesi, obbli-gando questi Ultimi a far paee anche coni popoli di Torrita e di Monte Follonico e di altri paesi del contado sanese statiaderenti de’ Fiorentini,

A quella stessa epoca egü opinava chefossero fabbricate le rnura castellane diTorrita ed aperte le tre porte che v’ in-troducono ; sebbene coteste opere e se-gnatamentele mura torrile di cotesta terrasiano lavoro molto posteriore,

Certo e bensi che il castel di Torrita con altri cast, di quei contorni, fra iquali Ciliano , furono concessi in feudodall’ imp. Ottone IV , con diploma del 27agosto 4210, al conte Walfredo Spadacorta(Arch. Dipl. San ., Pergamena num. 89 ,vol. II). — V. Ciliano.

D’allora in poi trovo ehe il cast. diTorrita divenne il baluardo ed il postoavanzato in Val di Chiana de’Sanesi nelleguerre che spesse 'volle si accesero con iMontepulcianesi, come puö rilevarsi anchedoll’Art, Montepulciano di questo Dizio-nario.

Infatti il Comune di Siena per delibe-razione del 34 ottobre 42S4 ordinö chesi fortificasse Torrita e vi si fabbricasseuna porta con l'ordine di dare la paga aibalestrieri ch’ erano alla guardia di cote-sta terra.

Ne minore fu il sospetto che ebbe ilpopolo di Siena di perdere cotesto paese,allorche Tacco de’ Pecorai, ossia de’ Mo-naldeschi della Fratta, tentava d’ insigno-rirsi di Torrita , siccome poco dopo fupresa con 1’ajuto de’fuorusciti guelfi dadiversi di casa Tolomei di Siena .

Ond’6 che i reggitori sanesi per deli-berazione presa nel dicembre del 4322inviarono truppe capitanate dal loro po-testä conte Ruggieri di Dovadola all’asse-dio di Torrita , che dopo qualche mesecadde in potere degli assedianti, i qualidisfecero le mura castellane ( Dei , Cro-7>ica Satiese).

Che perö le mura attuali di Torrita debbano riportarsi ad un’epoca posteriorelo fa credere un rendimento di conti esi-stente nell’ Arch. delle Riformagioni diSiena del 4428, quando la Repubblica as-segnö Tommaso di Vannino orafo a ri-vedere i conti di Giovanni di Biagio ope-rajo rispetto alla costruzione delle muradi Torrita .

11 quäl lavoro non solo non si terminöin quell’ anno 4428 , ma yi si layorava

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encora nel 4464 da maeslro Saracino daComo (ivi). Se in quest’ ultima epoca sitrattava di fabbricare di nuovo , oppuredi ristaurare le mura di Torrita , non sa*prei dirlo , dirö bensi che di restauri diquelle mura fu trattalo nel 4528 per dercreto del magistrato di Balia , affinchedette mura si ristaurassero col disegnofatto dal ch. Baldassare Perugi. ( De-An-gelis. Notizie citate).

Sono quelle mura di mattoni, contor-nate da sette torri, due delle quali statedemolite. Oltre le tre porte, a lev. una,l’altra a pon, e la terza a ostro, nel 4836fu aperta una quarta porta verso libec-cio nella direzione della strada princi-pale che enlra in Torrita dalla parte diMontepulciano , con piazzale davanti perle fiere.

Il piü volte citato abate De-Angelis fudi parere che il pretorio e la cbiesa diS, Flora potessero essere opera della re-staurazione di cotesta terra, essendochesulla faceiata di detta chiesa leggesi l’anno4430 della sua edificazione; ed egli ag-giunse, che i Torritesi sino dal principiodel secolo XVI intrapresero a rendere piüdecente la loro patria finche nel 4553conquistata Torrita dalle armi austro-ispane-medicee, nel 4557 fu riunita allacorona di Cosimo I , nuovo granduca diToscana .

Torrita attualmente ha una sola chiesaparrocchiale , cioö la collegiata de’ SantiCostanzo e Martino, riedilicata nel seco-lo XVIII. L’antica pieve di S, Costanzoa Torrita esisteva fuori del paese in luogodenominato la pieve vecchia , ora oratoriopubblico dedicato alla Madonna deU'Ulivo.Nel 4648 la pieve de’ SS. Costanzo e Mar-tino fu innalzata a collegiata in concor-renza con l’altra delle SS. Flora e Lucillaeretta nel secolo XIV.

Vi si conserva in marmo T arme dellafamiglia Pecorai scolpita nel 4444 , allaquäl famiglia al parere di alcuni blasoni-sti, e fama che appartenesse il famosoGhino di Tacco .

Ma il personaggio che fa molto onorea questa terra nativa fu fra Giacomo daTorrita, il piü antico autore dell’ artemusaicaria, colui che fino del 4225 fece imosaici che tutora si ammirano nella tri-buna e nel fastigio del tempio di S. Gio-vanni in Firenze .

Non meno noto nella storia militare, equel Ghino di Tacco di Torrita di sopranominato, che molti ascrissero alla fami-glia Monaldeschi ed altri alla Pecoraja ,