XXXlV INTRODl’ZtONE
tre collegi comunali, ad Ajaccio, Bastia e Gatvi. Le spese per 1’ istruzione secondariaainmontavano a fr. 41,860, de’ quali 29,744 furono pagati dai coniuni e il rimanentedalle famiglie degli allievi. — L’istruzione primaria nel 1840 noverava uiia scuola normaledipartimentale ad Ajaceio, con 20 ahuini; 4 scuole superiori (dolle quali 5 comunali)con 55 alunni; 518 scuole elementari con 32G maestri (297 laici) 28 maestre (9 lai-che), e 12,139 scolari neH’inverno, de’quali 10,763 fanciulli e 1584 fanciulle, e 9226scolari nella state; in questo nurnero di scuole elementari ve n’erano di comunali 288,delle quali 220 fanciulli, 68 miste e 3 di fanciulle, con insieme308 maestri (279 laici)14 maestre (laiche); cd in inverno 1 1,409 scolari, de’quali 10,322 ragazzi, e 1077ragazze; v’erano pure 13 classi d'adulti, in 13 coinuni con 146 scolari. PerTistruzioneprimaria vennero erogali fr. 128,336, de’quali 17,160 di spese straordinarie.
II Filippini ei reca un triste quadro dell’ ignorauza in cui era l’isola a’suoi tempi;perciocehe appena tre o quallro mandavano i loro figliuoli o nipoti a studiare e adimprender lettere, e in tanto numero di sacerdoti non ve n’era forse una dozzina cheavessero grainmatica, ne tal ignoranza era meno nei frati di S. Francesco, che vi ave-vano 28 monasteri, che nei preti secolari; perciocchs in tanta quantitä di frati minorive n’erano appena otto o dieci che avessero qualche letterav ed erano parimenti ignaridi grammatica persino i notari.
Altro merito del Paoli si e quello di avere introdotlo i! beneficio della stampa nellaeitlädi Corte, avendovi cgli pure fondato un giornale ed una tipografia. L’occupazionede’Francesi non ha potuto e non poträ für mettere radice alia loro lingua nel popolo.Nel popolo, scrive il Tommaseo, quel po’ che si legge, di religione e di poesia, gli eitaliano . Leggono il Tesli, l’Ariosio , la Stragc degli Innocenti del Marini, il Caloanclrofedelej il Tasso, il Melaslasio, il Casa, il Monli, il Ricciardetto, il Federici, le Novellearabe j, quelle del Soave, la Doltrina cristiana del Bellarinino, il Testamenlo vecchioed il nuovö. I Corsi amano il sapere, e (in nella campagna e sullc stradc, se Irovanochi insegni, apprendono con hrama ... e le memorie antiche couservano quanlo sanno,e amano il canto. D’una singolare facojtä poetica sono i Corsi privilegiati, massimele donne, come provano i loro eanli popolari, stati pubblicati dal prelodato illustrescriftore, i quali vanno annoverati tra i piu effic-aci della poesia popolarc italiana eservono maravigliosamente a far ritratto di tutto cio ch’e piu curioso e sagliente inquel popolo. Le canzoni piu proprie della Corsica sono quelle che tratlano de banditi.
ültre i eanli popolari corsi, l'illustre sig. Tommaseo pubblicö molti proverbj checorrono per le bocche di quel popolo, c li dispose secondo l’ordine delle cose. Da quellaraccolta noi caviamo, a breve saggio, i seguenti:
Calcio di giumenta non fa male a cavallo.
Chi ha sete ad ogni pozzo beve.
Il fumo corre alla calena.
Amore e rogna non guarda dove si mette.
Cercare le nozze all’ ospedale.
Chi s’ammoglia, s’amoglia (si dimoja_, infradicia).
La moglie degli altri e sempre piü bella.
Chi di gallina nasce, in terra razzola.
Di coda d’asino non si puö fare staccio di seta.
Non son buoni minestra riscaldata e serva ritornata.
Il ben venuto caccia il ben trovato.
Ognuno ha il suo troncacollo all’ uscio.
Amicizie e uiaccaroni