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[Volume parto. Parte seconda.]
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» Cingono questi due poggi di manierala terra, che occupano la vista di fuori,tanto che dalla marina, alla quaie e vi-cina cinque miglia, non ne puö d'alcunaparte vedere, o nella pieve, o fuori; ri-rnane ollre a ciö da ponente sottopostaed e il fine d’un falicoso inonte detto JaBoniasca, che divide in due gole, laquäle resta aperta da quella parte, neilecui gole, sotto le radici del monte dallabanda di Casacconi e da quella di Ca-sinca sotto la villa dell’Oreto, nascono duerivi, uno per lato, non lungi da Vesco-vado piü d’un miglio; i quali con soa-vissimo mormoriodiscendono, l’uno dallaman destra, e l’altra dalla sinistra ab-bracciano la terra ; ed al pie di quellaverso levante si congiurigono. Fattosi diquesti due iiumicelli un solo, quello ca-lando alla maestra strada che attraversail piano da Bastia a Canipoloro, divide lapossessiona di Vescovado da quella dellaVenzolasca; ma poi scendendo al basso,si immerge nella piaggia di Venzolasca,e per occulto varco passa, ed entra, lon-tano un miglio dal raare, nel fiume diGolo, ehe quindi attraversa.

*» Di questi due fiumi Funo produceanguille, e l’altro trote in ottima bontä.

Oltre alle altre comoditä che lm laterra di Vescovado, per la vicinanza diniolli inolini quasi nel eorpo di quella ,che continuamente macinano, v’erano(nonmolti anni sono) una serrera da tavole, osian’asse, molto con industria ordinata;e due valchiere da panni di lana; nü vimanca medesimamente una eomoda fer-riera.

« Sono tutti i colli e i monti sopra aVescovado coperti di diiettosi boschi dicastagne e d’altre generazioni di arbori,dei quali per il fuoco se ne trae in co-pia. Appresso all’abitazione si veggono leprenarrate vigne, donde escono dei buonivini dall’ isola in abbondanza ; olivi bel-lissimi, erti con aranci, limoni e cedricon ogni altra sorta di arbori, i qualipartoriscono perfettissimi frutti.

» Ma tntte le condizioni e le bontäprenarrate del sito di Vescovado nientesono appresso dell’amenissima e per ogniconto fertilissima eampagna, lunga circaquattro miglia, e larga due, la quäle datramontana e da levante e circondata dalfiume di Golo; il cui circondamento intempo d’ infestazione dei corsari, dalleloro scorrerie quella assai difende; ed equesta piaggia di tanta bontä e bellezza,che, per picciola, non cede ai eampi di

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Lombardia ne di Toscana . Della bontädella quäle fu chiaro ed evidente segnol’anno prima della guerra del re Arrigodi Francia contro a’Genovesi in Corsica;perciocche, non ostante il verno, mentreera l’assedio a San Fiorenzo, Vescovadonon istette mai senza fanteria francese .Vi venne anche dopo monsignor di Ther-mes generale pel re in Corsica, e v’ al-loggio piü e piü giorni con tutta la suacorte e la maggior parle delle sue fan-terie. Ne pur solo questo: ma vi stet-tero medesimamente in guarnigione duemesi continui mille e dueeento Tedesehi,dei Genovesi , comodamente; e circa milleCinquecento italiani, che erano alloggiatial monistero di S. Francesco, furono ingran parte del pane della monizione diVescovado pasciuti; oltre a che piü epiü fiate alle fanterie, die per quindi an-davano e venivano, gran parte si fece, enondimeno ancora vi rimase gran quan-titä di grano vecchio quell’anno dopo.

•> Non e questo luogo malsano, comeallri forse l’estimano; anzi ü d’una salu-britä buona di aere, e di temperie me-diocre dotalo; perciocche i colli, comesi e detto, verso tramontana e verso mez-zogiorno, se gli oppongono dai venti no-civi e lo difendono; (Bonde solo v’hapossanza, per le due gole e foci dallaparte di sopra, il ponente che il paesepuvilica; e cosi il vento che spirano idue prcdetli fiumi,i quali parimenle nonpoco giovano alla sanitä del luogo.

» Ha perlauto il paese fertilissimi pia-ni, vaghi colli, diletfevoli boschi, bellis-sime cacce, piaeevoli pescagioni, limpidifiumi ed amenissimi inonli, di modo tale,ehe sembra a quello aver la natura apertail seno per giovar allrui.

Nondimeno a questa terra, fra tanticomodi ch’ ebbe, fu in due cose estre-mamente la natura avara; perciocche l’e-state patisce alquanto inopia d’ acqua difontana, con tutto che una ve ne sia dibontä ottima ; ma e tanto poca, che a fa-tica se ne puö avere; e soprattutto ha ma-lagevole e poco dilettosa uscita, per di-porto, eccetto la piaggia.

» La terra non arriva a dueento fuo'chi, e vi sono diverse casate; fra le qualisi vedono in reputazione quella de’Filip-pini, de’Ceccaldi, de’Biaggi, de’Leonardie dei Landolfini, con alcune altre.

» Il luogo fu edificato da un vescovo,che non e molto tempo, il quäle molfi-plicö in progresso di tempo non poeo,all’usanza del paese; perciocche tutti i