PREFAlIOSB XVII
Al ponente maest.ro poi dipartesi la piccola catena di Monte Ueni, a cui fannoseguito, a ponente, colli e monti, fra’quali cileremo il monte S. Giovanni di Gonnesa .
.Secondo alcuni poi, si possono ridurre a cinque i gruppi di montagne che si ele-vano sulla superficie dell’Isola . II primo e principale , dicono quello che si diramadal Gennargentu, sotto al 40 grado di latitudine; veggonsialla sua sommilä due creste,all’una delle quali, detta volgarmente Brancu Spina, si assegnano metri 1917. 72 dialtezza; all'allra, chiamata Su Sciusciü, se ne attribuiscono 1864. 70, giusta le osser-vazioni barometriche. II Gennargentu ha miglia IS di lunghezza e 9 di larghezza.
Da esso si diramano quattro braccia; uno denominato il Frisi, verso il nord-est.,per un trattö di miglia 4 1?2 ; il secondo verso il nord-ovest per miglia tre, chia-masi l’Artora ; il terzo per una lunghezza di piü di miglia 4 verso l’Ovest, dicesi ilSinila; l’ultimo, chiamalo l’Ippia , per miglia tre nella direzione diSud-Sud Est.
Da queste principali diramazioni altre se ne staccano. 11 braccio del Nord-Est mandaun ramo verso il Nord ed un altro verso il Sud-Sud-Est. Qnesl’ullimo, per mezzo dialcuni colli, va a congiungersi colla catena denominata di Ripalba; la quäle dopo untratto di quasi 9 miglia procedenle verso seltentrione, £a angolo sopra Oliano, dov’eil suö culmine elevato a metri 1538, 16, per poi piegarsi verso Nord-Nord-Estper quasi altre 8 miglia.
Dal braccio di ponente dipartesi nn ramo verso maestro, ehe prende il nome diCrassa, e va a connettersi con un ramo dei monti di Aritzi denominato il Dilina. Lamaggior altezza del Dilina b presso Fonlana Cungiuda dove arriva a metri 1427. 8t; lasua direzione b per un tratto di S miglia parallela al braccio meridionale döl Gen-nargentu.
Altre diramazioni secondarie cominciano dalle colline per eui i! braccio del Nord-Est si congiunge alla catena di Ripalba. Una scende verso il Sud per un tratto di miglia9, facendovalle col braccio di mezzadi del Gennargentu: chiamasi.l’Omaghe; un'altra,denominata il Serrafini, protendesi, per quasi 12 miglia, sin dove finisce l'Omaglie.
Il secondo gruppo, verso il nord dell'lsola, ha per nucleo la montagna Limbara,tutta granitica e copiosa di roccie pregevoli pei grossi cristalli di feldspalto roseo-in-carnalo. Il Limbara toeca, nella piü sublime sua cresla, l’altezza di metri 1519. 81: lalunghezza della sua base ü di miglia 14; la larghezza di 12; la giogaja principale siprotemle per miglia 4 e piü.
Uu’aUra giogaja, ma inferiore in lunghezza ed altezzn, corre quasi parallela aiiapendice seüentrionale del Limbara : il vallune che ü di niezzo prende il nome di llii illi-
Nella massa principale sono notevoli alcuni monti: il monte Sprina all’ est, 4monte Uitana o Usiana al nord est.
Il primo di essi manda diversi rami dal sud-ovest al nord: uno di'quesli, rhia-mato il Valarana, va a connettersi al monte Giuncane, che corre per ben 11 miglia,costeggiando per un tratlo il liturale.
11 secondo, connettendosi al monte Cugnana, manda due rami, 1’uno dei quali W-mina al capo Figari, l'altro al capo Ferro ; ma la maggior sua diramazione e il MonteSanto, ehe a sua volta protendesi in diverse direzioni.
11 monte Linas, composto in gran parte di gianito, b il colosso del terzo gruppodi montagne dell’lsola. Ha desso ligura Iriangolare; 1’altezza di melri 1242; una lun-ghezza di miglia 3t, ed una larghezza inassima di 21. 1 monti del Sigerro, dl Orilla,
di Villacidro , ed alcuni conlrafforti lo ricingono quasi da ogni lato.
Da esso slaccasi un ramo, che procedendo verso mezzodi va a terminare al montedi Marganai, a 3 miglia da Iglesias . Altro ramo dipartesi al nord-nord o»est, proten-desi per miglia 10, e va a Cnire al capo Pecora, formando cosi una catena denominata
di Bintina, ii cui principio trovasi all’ovest del Montecchio di Guspini.
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