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tri, b il pifi notevole; seguono i monti minori di Nughedu, di Ozieri, di Pattada: poiuna Serie di colli fino ad Oschiri, dove ha termine la catena, dopo un corso di 40miglia.
Sin qui della disposizione delle montagne: ora tratleremo della natura di esse.
E anzituito, i terreni della Sardegna , coroe accade ordinnriamente dei paesi diuna vasta estensione, sono d’ origine in parte ignea ed in parle nettuniana.
I primi sono formali di deposili vulcanici, di trachite, spesso porfirica, di graniti,pegmatiti, di eurili e dioriti, sovente porfiriche, di trappo, porfido pirossenico, anfibo-iile eec.; i secondi conslano essenzialmente dei sedimenli di transizione, secondarj eterziarj.
Trovansi i terreni vulcanici, e ad un teinpo basaltici, sopralutto nei monti occi-dentali deü'Isola , dove scorgonsi alquanti crateri di estinti vulcani, fra’ quali quellodi S. Lussurgiu; vedonsi perö anche in altre parti, a Serri, a Bari , nei dinlorni diPloaghe ecc.
La trachite senibra formare pressoche interamente i monti tra Alghero e Bosa,nella cosfa occidentale: svilnppasi quindi ragguardevolmente nelie regioni centraiidei monti a seitenlrione dell’ tsola, e piü sprcialmente appare nei meridionali versole isole di S. Antioco e di S. Pietro, che pur ne sono in gran parte costituile.
Talvolla vi eaggregata la dolomite e la trachile tuffacea; frequenlemenle b seminatadi ciistalli sformati e grarii feldispaiioi: vi si rinviene anche il quarzo, la mica, la re-tinite, la calcedonia.
II granilo propriamente detto passa qualche volta alla sienite, aHa prntogine odalla pegmatile. Trovasi pressochü ovunque nei monti della Gallnra, fra cui signoreggiaIo scabro ed acuminalo Limbara; al nord ed all es! dei Gennargentu r e nei Seile Fra-telli; nei centro ed al nord est dei gruppo di monle Linas.
Le euriti rimengonsi speeialmenie, insieme con diradale dioriti per Io piü por-firiche, in masse talvolla esiese, e talora in dicchi fra il granilo, nei lato orienlüleed a maestro dei sislema meridionale; senza dioriti a greco dei gruppo di monleLinas, nonche nella Gallnra.
Considerevoli masse di porfido pirossenico giaceiono presse Secci e Seulo 3 sei-rocco dei Gennargenlu, verso Puia, ad Oriente dei monti meridionali e dei dicchi ditrappo, nelie pendici che sono a levante e tramonlana dei Gennargenlu.
Trovasi l’anfibolile a ponente di S. Lussurgiu verso la co»ta <tel mare, ed a sci-rocco dei monle Linas, nonche in aleun aliro luogo.
II terreno di transizione e il piü sviluppato e ad un. tempo piü metallifero dellaSardegna : forma esso in gran parle i monti dei sistemi medio e meridionale e trovasianche nei monti della Nurra : e composto di scisti crist dlini, argillosi, selciosi, mica-cei, con aicun poco di arenaria e di pudinghe, nonche rari kauchi di ealcaria e ta-lora con indizj carboniferi.
Il terreno secoodario osservasi soprattutto nelie esiese regioni a sciroceo dei Gen-nargentu, ad ostro dello slesso monle e nella Nurra. Questo terreno consla di Cdlcaria,talora dolomitica, di arenaria con pudinga, e, piü di rado, di marne e di argille.
Il terreno terziario forma poggi, colli e monti talvolla di qualche elevazione; mapiü spesso occupa il fondo ed il leinbo delle vallate. Componesi esso di ealcaria perlo piü grossolana, di arenaria, di sabbie e pudinghe, di marne cd argille. Scorgesi asettentrione da Cagliari , e sopratutto nei Gampidano; occupa gran parte della regionea ponente dei Sulcis, e propagasi fino a Sassari .
Il terreno qualernario rivelasi finalmente, affatto indipendente dal terziario, inqualche luogo superiore al basalto: scorgesi al capo dell’Argentera nella Nurra, aLongosardo, nei Sulcis e nella penisola di Sant' Elia presso Cagliari . Componesi di pic-coüssimi grani calcarei collegati da un cemento esso pure calcareo.