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[Volume parto. Parte seconda.]
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»REFAZIONE 3CXW

Presso le coste del promontorio del Fajcone, e dell’iSolelia Asinara 4 al piaestro edal ponente, il fondo va abbassandosi a piecoli gradidai 400 ai 2000 o 3000 piedi. Eglie in questi alti-fondi che formasi il corallö.

Lo stesso riscontrasi lungo la costa dal capo Falcone al capo Caccia, dove occorreallontanarsi per ben 14 miglia per iscandagliare un 200 piedi, non che dal capo Cac-cia fino all’isola S. Pietro, dove in molli" punli, a 10 miglia dal litorale, trovasi ap-pena una profonditä di 800 piedi: anzi a ponente del Sinnis ad 8 ed anche 10 miglianou si hanno piü di 400 piedi.

La valle che giace fra le isolelte Maldiventre e Catalano da una parle., ed il Sin*:nis dall’altra, e inclinata per miglia 10 al mezzodi ; queste isolette danno indizio diuna catena di coiline.

Dal capo Altano al capo Teulada , in distanza di parecchie miglia dalla costa, gliscandagli misurano una profonditä di poche centinaia di piedi.

Dal promontorio dello Sperone andundo verso ponente, si Irova appena una pro-fondilä di 600 piedi in distanza di 10 miglia, e 1’isolella, o meglio, scoglio del Toroinnalzasi sul circostante fondo marino appena di 200 piedi.

Fra il Toro ed il capo Teulada trovansi spossi c notevoli rialzamenti, ciü che fapresuinere che il fondo sorga in coiline.

Dal capo Teulada procedendo verso il levante , il fondo va gradalamente sempredeclinando, e dando indizio di valii, le quali si abbassano dai 400 agli 800 piedi,

Nel golfo di Cagliari il fondo declina, ma poco sensibilmente , verso scirocco,tanto che alla distanza di 0 miglia, non si ha una profonditä maggiore di 100 piedi,sebbene in qualche luogo si trovino banchi sabbiosi , bench-ü non molto elevali sulfondo circostante.

Dal Capo Pula al capo Carbonara, nelle parti medie della linea , e per un tratlodi 10 miglia, si ha una profonditä di 900 e piü piedi: ma un nolevole inalzamentosi trova 13 miglia circa a levante del capo Pula , dove lo scandaglio non misura piüdi 7B0 piedi circa.

Dal capo Carbonara procedendo lungo la cosla orientale dell’isola, il fondo di-,grada poco sensibilmente, tanto che a tre miglia di distanza non si trovauo piü di200 piedi: appena a 8 o 10 miglia se ne tro va n° piü di 1000 , e nou piü di 3000 ä16 o 18 miglia. Nel golfo poi di Orosei , tra Capo Montesanto 6 Capo Comino, amiglia 12 dalla costa lo scandaglio non misurö profonditä maggiore di 400 piedi.

F1UMI E TORRENT1.

La Sardegna , se manca di grandi fiuini, ha in compenso numerosi torrenti, alcunidei quali di notevole corso, e che da ogni lato dell’isola vanno a portare il tributodelle loro acque al mare. I principali fra essi sono :

IL TIRSO, il quäle soltanto merito il nome di fiume. Scalurisce dai monti di Bud-dusö; percorre il Goceano , lasciando Benetutti a sinistra. Entra poi nella valle deimonti del Marghine, passa presso Bolotana e non lungi da Busacbi; e nellaregione di Parle Baricala, vicino a Fordongianus e Villanova Truscheddu. Scorre indiriel Campidano; lascia Ollaslro, S. Vero Congius, Simaxis e Sili a sinistra, Zerfaliu,Solarussa edaltria destra, e per una foce versasi tiello stagno di Santa Giusta, per al*tra si precipita in mare da una roccia, Il suo corso e di miglia 72. Tra’suoi afiluentinomineremo:

1. Il Binori , o rio di Garogafai, che si versa nel Tirso dalla iiva sinistra.

2. Il Faressa, piccol rivo, che scende da ponente-maestro, influente di riva de ;

stra.

3. 11 Meri , che nelle vicinanze di Bithi, dopo un corso di miglia 8 verso pornente, si versa nel Tirso dalla riva sinistra.

Isola di Sardegna d