PREFAZIONB
XX XVI
piü che alfrove, sul lido orientale dell'isola, dove sentesi piuttosto freseo, sebbene umi-do. Spiega maggior forza nelle maremme del Serrabüs e dell’ Ogliastra . Le regionlcenlrali ne sono perö alquanto riparate dalle montagne che stendouo le loro faldafino alle spiaggie del mar Tirreno . «
Lo Scirocco, chiamato dai Sardi maledetto levante , 6 il pifi maligno fra i venti, ar-recando malefici influssi, massime se giunge nei calori estivi. L’ umidilä che apportae lanta cheil selciato e le ardesie ne rcstono hagnate, come per pioggia ; ordinaria-mente non dura ineno di tre giorni, ma talvolta persisle sino a nove giorni.
11 Tramontana si fa senlire assai di rado nell’estate, ne molto spesso nelle altreslagioni; vi arriva specialmente quando l’Appennino ligure si ricopre di neve. E de-sidcrato per la sna salutare influenza, rasserenando l’aria si che il cielo non appariscemai cosl limpido^ bello.
Il Greco-levante non si fa sentire che in alcune parti dell’isola, che restano sco-perte alla sua influenza : ma i naviganti, nei paraggi delle spiagge orientali, lo temonocome pericoloso a loro.
Il Ponente, men frequente, dei snaccennati, 6 poco sentilo dalle regimi cenlrali eriparate da montagne: iha per le grandi onde che volge sulle coste, arreca non pic-coli guasti.
Il Libeceio ü, come il poncnte, poco sentito nei siti riparati da montagne: mala sua violenza sul litorale d’occidente, rende la navigazione in quelle parti pericolosa.
L’Ostro 6 ancor piii infrequente, nö i Sardi hanno da dolersene, perchü la suaumidilä e la violenza d’uragano che talvolta spiega, massime dopo le lunghe calmedel solstizio d’inverno, sono cagione di gran danni.
Oltre i quali venti dominanti, ve nc sono alcuni di periodic!; tali sono il ventomarino, chiamato Imbatto , che d’ordinario levasi verso le ore 10 del mattino, e versosera langue e cessa; e il venfo di terra, che i Gagliaritani chiaraano Kampino , il quälesorge quando cess« il marino, e dura lutta la nolte. La loro benefica infl’uenza, miti-gand.i gli ardori dei raggi soiari, li fa desiderare speeialmenle dai viaggiatori e la-voratori della cainpagna.
Riguardo poi allo stato del cielo, si ebbero in un triennio le seguenti medie:tempo bellissimo — 10; nebbia — 6; tempo coperto — 64; grandine — 2; umidiläestrtma — 6; temporali — 8;* pioggia — 67; neve — 0.
Le nevi cadono sollanto sulle alte montagne centrali deli’ Isola, verso la fine diottebre, ma uou vi durauo lungainente. E stato poi osservato che nevica assai menonella parle meridionale che non nella seltentrionale, anche nelle regmni poco elevute.Kelle montagne centrali la neve d’ ordinario levasi oltre un metro di allezza; ma incerli siti, per effetto della cosl detta tormenta , s’accuinula pure a B e piü metri.
Le pioggie cominciano a eadere ordinariamente verso il termine di settembre; etalvolta sono impetuose tanto che in breve ora si riempiono gli alvei dei torrenti,Continuano poi sino alla primavera, senza perö essere eccessive. Del resto v’ hannoluogbi dove piove assai di rado, cd in altii dove troppo sovente, a nrorrna delle cir-costanze speciali. In generale, puossi calcolare che la sua quantitä non va oltre ai 24pollici.
Il mare circostante, gli stagni, le paludi ed i fiumi, che iri gran quantitä trovansinell’lsola, fanno si che le mbbie intorbidino spesso l’aria, e ingombrino le pianuree le valii, non soltanlo nelle slagioni piovose ma anche nelle secclie. La brina dellenolli fredde e dannosissima alla liorilura delle pianle. Le rugiade sono copiosissimesui bassi piarii, ed in mancanza di pioggie, giovano alla vegeta/.ione.
Le trombe e gli uragani sono feaomeni assai r^ri in Sardegna ; come pure lagrandine.