XLIV
PREFAZIOKE
d’ordinario i coloni per solcare e per ismuovere la terra. In alcuni luoghi si adope-rano anche la marra ed il piccone. Non & da molto tempo che si b introdotto l’usodell’erpice.
Per il trasporto delle granaglie e per gli altri bisogni dell’ agricoltura, si adope-rano carri pesanti con ruote massiccie, o raggiate, con asse mobile o fesso, secondole diverse usanze dei paesi e le condizioni del suolo.
All’aratro ed al carro si aggiogano promiscuamenle i buoi, levacche, e talvoltai giovani torf. La trebbiatura kiol farsi con cavalli a ci6 avvezzi.
Per ventilare, ossia per separare il grano dalla paglia, traesi profitto dallo spi-rare del vento: e per nettarlo vieppiü, si usa il vaglio ed anche il crivello.
L’uso del concimare le terre, sebbene introdottovi da parecchi anni, non 6 statoadottato che in poche localitä.
Del resto alla conoscenza dei migliori metodi di coltivazione ed alla loro utileapplicazione opponevasi la summentovata comunanza di terre, la quäle disaffezionaval’agricoitore dal suolo. Aggiungasi che a mantenere le popolazioni n'ello stato di non-curanza concorreva Ja signoria feudale cui I’isola fin dai remoti tempi fu soggetta. Maallorquando, non e molto, fu essa liberata dalla signoria dei -95 feudatari che l’oppri-mevano, il governo assegnö a costoro una indennizzazione di 813,066. 10 lire, ripar-tite cosl: 340,379. 10 ai feudatari sardi, e 172,687. 00 ai 7 feudatarj Spagnuoli.
Per risarcimento poi di cotal riscatto, fu imposto sulle popolazioni un tributoprediale di lire 621,226; diviso in irredimibile, per le spese di amministrazione, di giu-stizia, di stameuto militare ecc.; ed in redimibile, rappresentante le antiche gravezzefeudali.
FLORA SARDA.
Il celebre Allioni , nella sua rinomata opera intitolata: Flora Pedemontana, pub-blicata nella seconda metä del sesolo scorso, fu il primo a dare un saggio della FloraSarda; la quäle fu ridotta a compimento or non sono molli anni, per opera del doltoreGiuseppe Moris, per incarico avutone dal re Carlo Felice. Noi ci accontenteremo diaccennare i prineipali vegetabili dell’isola, comprendendovi le piante esotiche intro-dottevi, e che bene v.i allignaoo; rimandando quelli che desiderassero maggiori schiari-menti alle opere summenlovale, oppure all’ articolo Sardegna inserto nei Dizionariodegli Stati Sardi pubblicato dal prof. Casalis.
Delle molte specie doll’ Acero menzionate dai Naturalisti, la Sardegna possiedel’Acero minore o lattajuolo, e l’Acero virginiano. Trovasi il primo nelle selve dell’O-gliastra, della Barbagia, d’lglesias ed altre. 11 suo legno, bianco e leggiero, e ricercatodai tornitori, e quando e nodoso, anche dagli intarsiatori. L’altro vifu importalo dallaVirginia ed h coltivato in qualche luogo - .
L’Onlano glutinoso ( Betula alnus Linn.) trovasi specialmente nella parte meridio-nale dell’Isola , dove vegeta sulle rive dei fiumi e nei terreni leggieri ed umidi. L*sua corleccia serve ai tintori.
11 Pero Corvino (Amelanchier vulgaris Moench .) trovasi nelle fessure delle rupicalcaree dei monti Limbara, d’Oliena , e del Tonnen d’Irgini.
Del genere Mandorlo (Amygdalus) trovansene varie specie: la mandorla dolce, lamandorla amara, la mandorla premice ecc. E coltivata assai eslesamente nella partemeridionule dell'Isola .
Il Corbezzolo ( Arbulus unedo Linn.) rinviensi nelle boscaglie e nei luoghi mon-tani; in diverse regioni cresce ad albero di medioere grandezza, bellissimo per il can-dor dei fiori, per i frutti non inferiori alle fragole, e per il perpetuo verde dellefoglie.
L’Assenzio arboreo (Artemisia arborescens Linn.) vegeta priucipalmente in luoghi