afpemdice
degna atlraverso lo siretto di Boriifacio, e stata immersa solennemente il giorno 21Iugiio 1854.
Essa e lunga circa 160 chilometri, e pesa ben 800 tonnellale.
Si compone di sei fili del telegrafo, coperti ciascuno separatamente di un into*naco di gutta-percha, piü un involucro raetallico che li racchiude e protegge, com-posto di sei grossi fili di ferro torti a modo di gomena.
Dal punlo piü meridionale delFlsola, dal Capo Spariivento, un’ altra fune uniräla Sardegna al golfo di Tunisi e queslo all’isola di Mafia , mentre un'allra catena cor-rerä sulle rive dell’Africa da Tripoli ad Alessandria, e forse atlraverso l’Arabia , lungole coste della Persia, per unirsi alle linee telegrafiche indiane che sono giä in corso dicoslruzione.
POPOLAZIONE.
Al tempo dei Romani, la Sardegna contava circa due milioni di abitanti: al pre-sente ne conta appena la quarla parte, cioe 547,640 abitanti circa.
Le cause di tale spopolameuto furono molte, fra le quaü le incursioni fatte daibarbari, le guerre inlestine ecc.
Ad ogni tratto s’ incontrano rovine di deserti villaggi; gli abitati sono posti or-dinariameute a distanza enorme gli uni dagli altri, sieche Irovansi frequentemente traessi lande vastissime di terreno incollo con qualche rara capanna di pastori.
La scarsilä della popolazione e fra le cause piü gravi che concorrono a perpe-tuarvi la poca altivilä del cormnercio, la poca sicurezza delle persone e del le pro-prietä, il clima in molli siti insalubre, ed a manlenervi il pauperismo.
Se da alcuni anni v’ ha qualche aumento nelia popolazione, queslo devesi attri-buire alle molte doti che annualmente si distribuiscono a ziteile povere, alla provvidainstituzione di monti frumentarj e nummarj, nonche alla migliorata amministrazionedella giustizia, alla costruzione di nuove strade, alla spinta data all’industria ecc.
Da qualche tempo si pensa anche ad un rnezzo piü prouto, cioe alla colonizza-zione. La Gallura, la Nurra, e particolarmente il Golfo degli Aranci, il territorio diBarazza vicino a Porto Ferro, quello di S. Nicolü, la spiaggia del porto Conti, le faldedel monte di S. Giusto, dell’Alvaru, dell’Elva, l’isola dell’Asinara, la Flumenargia , leterre di Putifigari, di üri, di Buddusö, nel Capo setlentrionale; l’Ogliastra , il piano diSant’Anna, l’Acquacalda, Marredi, le sponde dei Capo Teulada, i territorii di Sulcis ,e quelli compresi tra Decimo ed Arbus, nel Capo meridionale, vengono indicati comei siti piü adatli alla colonizzazione.
Egli e vero che ad accrescere la popolazione dell’Isola mediante la colonizzazioneerasi pensato fin dal secolo scorso: e le colonie di Carlo-Forte e Monte Resta ebberoda prima una felice riuscita. Ma all’ entusiasmo con che i fondatori si erano accintiall’opera, perche destituiti della conoscenza del suolo, del clima, degli uomini e deicostumi del paese, 1’ esito finale non corrispose.
E perö a sperare che i tentativi che si facessero oggi sortirebbero miglior esito,avendosi a guida la esperienza del passato, una piü perfetta conoscenza däll’Isola , edinfine un interesse maggiore.
Ciö premesso, presentiamo la statistica della popolazione dell’Isola , basata sull’ul-timo censimento fattone, avvertendo che la strage falta dal Cholera nei mesi di luglioed agosto dell’anno passato, 1855, la quäle in mancanza di dati certi puöcomputarsia un dipresso dai 12 ai 15 mila decessi, porterebbe una variazione considerevole sutali cifre; ma siccome la perdita viene probabilmente compensata dall’ aummto di po-polazione avutosi dall’ultimo censimento in qua, cosi pare che si possano conservare,almeno per approssimazione, le suddette cifre.