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[Volume parto. Parte seconda.]
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PREFAZIONE

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Cosi fino alla totale decadenza dell’impero Romano in occidente non abbiamo daricordare alcuna cosa notevole accaduta nell’lsola.

Ma nell’anno 427 di Cristo, tornö in preda a nuoii guai. I Vandaü, condotti daGenserico , vi fecero irruzione, e Ia soggiogarono colie isole vicine.

II possesso dei Yandali fu contrastato nel 4B6 da Marcellino generale dell’impe-ratore Leone, e tolto loro: ma nel 471 Genserico se ne rese nuovamenfe padrone, tras-meltendone il dominio ai suoi successori.

II barbarico regno Yandalico cessö finalmente quando il generale Belisario , mossocontro Cartagine, ebbe fatto schiavoGelimero ultimo dei successori di Genserico : alloraJa Sardegna fu dallo stesso generale riunita all’impero d'Oriente.

Vi apparve Totila coi suoi Goti, ma non vi durö lungamente, che fu disfatto daNarsete generale dell’imperatore Giustino, il quäle spedi a governarla un prefetto di-pendente dal Pretore dell’Africa .

Tranquilla rimase di poi l’Isola fino alla terribile comparsa dei Saraceni nel prin-cipio deU’ 8 0 secolo.

L’unico fatto memorabile succedntovi in questo frattempo fu la conversione, avve-nulavi nel B94, di Ospitone, capo dei Barbaracini, che erano forse gli stessi Iliensi, edai quali ebbe nome la Barbagia.

I Saraceni fecero la prima incursione in Sardegna nel 709. La storia registrö lastrage, le rapine, le profanazioni di quei barhari al loro primo apparire. Passarono afil di spada la guarnigione greca; le cittä furono abbandonate dagli abilanti: i camplasciati iucolti, gli abitanti si ripararono sulle montagne.

Le incursioni si ripeterono per ben Ire volte; l'imperatore greco, impotente a di-fenderla, l’aveva abbandonato all’altrui balia. I Longobardi , dominatori delFItalia lacon-trastavano ai Saraceni ed ai Pontelici romani.

Finalmente,caduto il regno Longobardico,i Pontefici romani,cheavevano acquistatapo-tenzainltalia,si fecerocedereda Carlo Magno il possessodella Sardegna,cotanto vagheggiata-

E la donazione fu confermata da Lodovico dctto il Pio.

Non perö i Saraceni si rimasero dal farvi scorrerie, derubando e scannando i Sardi,senza perö mai fermarvisi.

Ma nel 1000 il re dei Mori Musseto vi appare con formidabile flotta, e fissa laresidenza in Cagliari, fa quindi vela verso Pisa , Vassalta, e l’avrebbe presa senza il co-raggio della farnosa Chinzica.

Non tardö il pontelice Giovanni XVIII a predicare la Crociata. , promettendo d’in-vestire dei possesso dell’Isola chi giuugesse a liberarla dalla oppressione musulmana.

All’invito della religione e della gloria, i Pisani, allora assai potenti, allestironouna flotta formidabile e giunsero a diseacciare Musseto.

Poco dopo il Saraceno appurve di nuovo, segnalando il suo ritorno con inaudititratti di ferocia.

Popa Benedetto YII bandisce una nuova crociata: Pisani e Genovesi si.uniscono in-sieme al sanlo scopo, facendo prevenlivo palt o tra essi ehe ai Pisani sarebbe toccatoil dominio della terra, ai Genovesi il bottino.

I Saraceni, assaliti nello stesso tempo dalle flotte alleate per mare e dai Sardi perterra, dovettero il proprio salvamento a precipitosa fuga.

Se non che la discordia si accese allora fra i vincilori, e intanto ricompariva ilre Moro, che afferrando la propizia occasione, melte piede in terra e vi commette unadelle piü orribili carneficine.

Si accinsero i Pisani a discacciarc dall’Isola tanto flagello. Una potente armata, ca-pitanata dei pisano Gualduccio, mosse alla volta di Cagliari ; sbarcate le truppe a terrail Re moro si fece a contrastar loro il cammino.

Isola m Sardegna ^