IXXX PREEAZIONE
questore Cajo Gracco, a riguardo delle sue virlü offrirono gli Isolani a lui quantoaveano negato al suo predecessore.
Cosi non fossero sopravvenute le civili gare di Roma a recare nuove perturbazioninell’Isola !
I luogotenenti dei due competitori Mario e Silla, bagnarono di generoso ed inutilesangue la terre sarde; e Quinto Antonio perl per le mani del sillano Lucio Filipposul campo di battaglia.
II Console Marco Emilio Lepedo, dopo le vanitä vanamente tentate, venne a cercarasilo nell’Isola e vi fini miseramente la vita.
Danni maggiori arrecö alla Sardegna la Guerra Piratica. I Sardi, sempre cercantiun’ occasione per sottrarsi al dominio romano, favorirono in ogni maniera i corsari,finche quesli non furono dal grande Pompeo, con tanta sua gloria, snidati dal marTirreno .
Pompeo stesso andö nell’lsola, insieme a Quinto Tullio Cicerone , suo legato, perraccogliervi vettovaglie.
Eravi allora pretore Marco Azio Balbo, avo materno di Augusto .
Ma giä le cose di Roma volgeano a nuovi destini: Cesare e Pompeo avevano riac-ceso il mondo colla face della guerra.
Sin dal principio la Sardegna sostenne le parti di Cesare, ad eccezione dei Su-citano che mandarono soccorsi ai Marsigliesi sostenitori di Pompeo.
Dopo la battaglia decisiva diFarsaglia, l’armata di Cesare approdö a Cagliari con-dottavi da Nasidio: gli abitanti l’accolsero con ogni diinostrazione di affetto. Ma l’in-cauta Sulci pagö il lio della sua animosilä: una staordinaria mulla di cento mila se-sterzj, ed il raddoppiamento dei tributi che giä pagavano, ridussero i miseri Sulcitania tanta miseria, che la loro cittä pcrdetle per sempre la sua primiera grandezza.
Cesare ritornando a Roma condusse seco i due liberti sardi, Tigellio e Fameazioi quali furono da lui assai benignamente tratlati.
All’epoca del primo Triumvirato la Sardegna tocco ad Ottaviano: ma Sesto Pompeo ,venutovi con poderoso esercito, gliela la tolse, costringendo Roma. , se voleva conservar-ne il dominio, a calare seco lui a vergognosi patti.
Stabilito finalmente l’Impero sotto Augusto, la Sardegna continuö per lungo temponella pace., fiorendovi sempre piü 1’agricoltura e acquistando sempre maggior incivili-mento.
Gli stessi montauari si tennero tranquilli, obbedendo volenterosi agli ordini delSenato Romano , a cui Augusto aveane affidato il governo e che vi mandava un Pre-side.
Tra gli avvenimenti principali dell’Isola intorno a quei tempi, ricorderemo soltan-to l’invio di h0G0 tra giudei ed egiziani faltovi sotto Tiberio , confinandoveli anche alloscopo di frenarvi i ladronecci che si commettevano,
Con questi assai presumibilmente si sparsero nell’isola i primi germi del Gristia-nesimo.
Al quäle proposito ricorderemo che un copioso numero di sostenitori della fedeilluströ col proprio sangue la Chiesa Sarda nelle prime persecuzioni degli imperatoriromam.
Ma per tonare alle cose civili, diremo che i principali popoli enumerati nella cir-coscrizione della Sardegna ai tempi di Augusto furono i Balari i Corsi, gli Aconitij iTarati, i Sossinati, i Peliiti, i Diatesbi e gli lliensi.
Ebbero perö alcune cittä sarde distinti privilegi: Cagliari e Sulci furono dichia-rate municipj: Torres ed Uselli ebbero grado di colonia romana.
Sotto Costantino la Sardegna fu annoverata fra le provincie presidiali soggette alprefetto pretorio dell’Italia .